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dadiDice la dashboard del blog che l’ultimo post è andato in onda su questi lidi il 23 di dicembre. Il che significa che manco ho fatto gli auguri di Natale, o quelli di buon anno, o quelli della Befana.
Shame on me!

Le ragioni della latitanza variano da “ho lavorato” a “ero a casa a digerire rumorosamente l’abbuffata natalizia” a “nello spazio nessuno può sentirti urlare senza connessione internet non puoi postare granché” a “il modem sta allegramente tirando le cuoia, hurrà!”.

Ma visto che il tiramento di cuoia del modem sembra cosa lunga e altalenante, eccomi qui, a dire che sono viva, che avrei n-mila articoli da scrivere ma non ho il tempo o la voglia di farlo (shame on me!), che sono entrata nel turbine del gioco di ruolo live.
Ok, no, nel turbine forse è eccessivo, ma c’ho messo di nuovo piede dopo una breve, strana esperienza 8-10 anni fa (in cui, per una sera, giocai un burocrate della federazione marziana che partecipava a un qualche genere di riunione dei vari governi planetari su una stazione spaziale in orbita tra Mercurio e il sole e che, entro la serata, è finito ubriaco e quindi sgozzato da un serial killer collezionista d’occhi che, ahilui, ha dovuto lasciare quella coppia di splendidi occhi azzurri nelle tasche di un altro dei presenti per depistare le indagini, che comunque non sono andate chissà dove, visto che la stazione spaziale ha perso la stabilità dell’orbita ed è allegramente precipitata nel Sole senza che ci si potesse far nulla…).

Dicevo, c’ho rimesso piede, ieri sera. Werewolf, live, da qualche parte a Milano.

Esperienza strana ma molto divertente. Confusionaria in maniera bella, vera, rumorosa. Per una abituata a serate in cinque con anche lo spauracchio dei vicini che s’incazzano, è stato quasi straniante essere in 13 giocatori più 3 narratori e 1 png.
Da ripetere, assolutamente, anche solo per capire se con un paio di sessioni riesco a sciogliermi di più e orientarmi meglio tra chi è chi, cosa è cosa, what the fuck is going on and all that jazz. 😀

E comunque, buona Befana, buon anno e buon Natale a me e a voi!DSCF5306

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Piccoli giocatori di ruolo


dadiGiornata estenuante, oggi, anche se il pomeriggio è stato, alla fin fine, un pomeriggio in cui ho fatto poco, di materiale.
Ma nondimeno, un pomeriggio pieno. Pregno, come dicono quelli fighi.

Ho avuto modo di incontrare delle personcine niente male e di vederle all’opera. Ho avuto modo, per dirla chiara e tonda, di incontrare tre giocatori di ruolo e master e vederli interagire con un gruppo di bambini dei primi anni delle elementari e con due gruppi delle medie circa.
E sono state delle gran belle interazioni.

E quindi si fottano tutte le cose deliranti, folli, oltraggiose, stupide, idiote o decerebrate accadute nella mattinata. È stato un bel pomeriggio.

Per due ragioni, che poi sono due facce della stessa medaglia.

La prima.
Vedere dei ragazzini delle medie pendere dalle labbra di uno sconosciuto.
Ascoltarli tirar fuori le idee più turpi, contorte e arzigogolate per cercare di risolvere un mistero nei pochi minuti rimasti.
Vederli affrettarsi a copiare il foglio su cui questo sconosciuto ha scribacchiato un elenco di giochi di ruolo adatti alla loro età.
Vederli interessati, entusiasti, che mollano Magic per andare a vedere cosa fanno quelli che ruolano.

La seconda.
Il papà con la cuffia di Gears of War che porta una riluttante figlia armata di Mini Pony all’esperienza di gioco di ruolo per bambini delle elementari. Che sta lì tutto il tempo, e segue, e la guarda, l’ascolta, ben diverso dalle mamme che coccolano i loro figli col pollice in bocca o da quelle che messaggiano a razzo.
E lui, il papà con la cuffia di Gears of War, è quello che mette insieme un accrocchio di carta e scotch che scherma la luce del faretto che illumina la zona cuscinata.
Ed è l’unico dei genitori presenti a sfoderare il cellulare per fotografare sua figlia che, entusiasta, partecipa alla sua prima, rumorosa, giocosa, casinistica, esperienza di gioco di ruolo.
Perché è anche lui un roleplayer.
E a me fa una tenerezza infinita.

Ed è tutto merito dei ragazzi di Fantasika Group. Chapeau!

Numenera, tra fantasy e fantascienza


NumeneraIo ho esperienza con una limitata gamma di giochi di ruolo, e pure con una limitata gamma di stili di gioco, nonostante quello che uno possa immaginarsi da qualche post goliardico che ho fatto nel tempo.

Nonostante questa mia ridotta esperienza, o forse proprio per questo, più spulcio il manuale base di Numenera, più ho la salivazione imbizzarrita e una gran voglia di provarlo, di vederlo in azione.

Finanziato con un Kickstarter di notevole successo (lode lode a Kickstarter), uscito ad agosto 2013 e partorito dalla mente di Monte Cook, Numenera è un gioco di ruolo in equilibrio sulla linea di demarcazione tra fantasy e fantascienza, in un certo senso basato sull’adagio di Sir Artur C. Clarke:

Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.

E allora, se una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, perché non ambientare un gioco di ruolo in quello che sembra un mondo fantasy ma che in realtà è la Terra tra 1 miliardo d’anni? Continua a leggere

Sul gdr, parte non so quanto – Tipi di Master


dadiSto pensando a quanti tipi di Master* ho incontrato e a quanti me ne hanno descritti. Tanti, forse troppi. Però, come c’è una vaga tassonomia per classificare la strana specie dei giocatori, ce n’è anche una per i Master.
E quindi, credo che elencherò un po’ di tipi di Master (dando per scontato che valgono sempre le caratteristiche dei tipi di giocatori).
Quindi via, come viene!

1. Il capitalista d’assalto. Quello che sì, ok, i tesori, il loot, le ricompense, ma vuoi mettere quanto è più fico dare a un gruppo un villaggio di cui diventare custodi/amministratori e farlo fruttare monetariamente come si fosse in un gestionale? Vuoi mettere che divertimento? Il problema è che no, tendenzialmente i giocatori vogliono andare a zonzo, ammazzare mostri, darsi all’avventura, non crearsi un potenziale impero finanziario inventando strategie di mercato et similia. Continua a leggere

Everything is better with pirates. And with crowd-founding!


Oggi è l’International Talk Like a Pirate Day, lo conferma anche wikipedia. E quindi quale giorno migliore per ri-parlare dei Dead Gentlemen e dei due The Gamers? Che c’entrano? C’entrano perché il secondo film ha risposto a una domanda che da secoli affliggeva l’umanità, ovvero “Chi vincerebbe, tra pirati e ninja?” La risposta è che vincerebbe la pizza, ovviamente.

E nello spirito cazzaro e goliardico dei Dead Gentlemen, di The Gamers e The Gamers 2: Dorkness Rising, sono lieta di annunciare che i ragazzi della DG a luglio hanno aperto un kickstarter per raccogliere fondi per realizzare un terzo The Gamers; che hanno raggiunto l’obbiettivo di 320.000 $; che l’hanno fracassato, l’obbiettivo, raccattando 400 mila dollaronzoli; e che l’umanità vedrà The Gamers: Hands of Fate. Evvai!

Da questo schema nasce il Talk Like a Pirate Day. Lunga vita al pastafarianesimo 😛

L’unica cosa negativa è non aver potuto contribuire alla raccolta fondi e ricevere una delle fichissime rewards (per dire, la miniatura del mound of dead bards sarebbe fichissima. Useless, ma fichissima!).
Le cose ottime sono che Monte Cook farà un altro cameo; nel film compariranno Pathfinder e Savage Worlds tra gli altri giochi; Sean Reynolds scriverà/sta scrivendo un modulo dal titolo The Shadow’s Dungeon; e che al Gen Con del 2013 dovrebbe tenersi un’anteprima, quindi la data di uscita del film nella sua interezza non è così lontana come temevo. Sembra inoltre che il film verrà inizialmente distribuiti a episodi, man mano che la lavorazione prosegue. Non vedo l’ora! *__*

Buon Talk Like a Pirate Day a tutti!