9 regali per lo scrittore


Arriva Natale e il terribile, annuale dilemma: cosa regalare alla gente?
Questa è un piccolo elenco di idee per poter far felice lo scrittore che vi vive a fianco. E se alcune vi sembrano poco serie, è perché non conoscete abbastanza bene gli scrittori: sono gente molto, molto poco seria, tipi che pretendono di campare raccontando fandonie al prossimo! Ma vi rendete conto?!
Bando alle ciance, iniziamo! Continua a leggere

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Ladri di libri


Scaffale di libri. Fonte: Wikipedia.it

Scaffale di libri. Fonte: Wikipedia.it

Ieri al discount ho assistito alla breve, ma intensa, disquisizione tra una cassiera e una cliente, sull’annoso tema: “Ma perché le biblioteche mettono l’antitaccheggio nei libri?”
Non hanno trovato risposta ai loro dilemmi, nel tempo di far passare tutti i (pochi) articoli della signora.
Quindi, visto che magari là fuori c’è qualcun altro che se lo sta chiedendo e non ci dorme la notte, diamo la risposta.

Le biblioteche (e neanche tutte) mettono l’antitaccheggio sui libri per la stessa ragione per la quale i negozi di vestiti, cd e libri lo mettono sui propri prodotti: perché la gente leggerà poco, ma se ha la faccia come il culo cerca anche di rubarseli, i libri, non solo di prenderli in prestito.

Voi, come la signora e la cassiera, potreste dire: ma se si possono prendere in prestito, ‘sti benedetti libri, che bisogno c’è di rubarli? Chi potrebbe volerlo fare?

Ora, io non sono nella testa di chi va a rubare i libri nelle biblioteche, mortacci loro, ma vi posso dire che cosa è spannometricamente più probabile che sparisca da una biblioteca: le edizioni costose/pregiate (e qui possiamo capire cosa muove il ladro), i libri molto piccoli che l’ancor più piccolo Gigino si infila in tasca per sbaglio e mai più riporta indietro per paura che il malvagio bibliotecario lo sculacci davanti a mamma e agli altri bambini, e i bestseller.

Sì, i bestseller.
Per esempio, nella biblioteca in cui lavoro s’erano rubati Twilight. La saga completa.
Non so se fosse per poter rileggere a proprio agio, quando cacchio lo si voleva, le sei parole di bollente passione del primo rapporto tra Edward e Bella, o se invece fosse una manovra per ripulire la biblioteca dal lordume dei vampiri sbrilluccicosi.
Fatto sta che se li erano rubati.
E parlo al passato solo perché qualcheduno ha donato alla biblioteca il primo volume della saga, che, stranamente, non è ancora sparito, ma forse è solo segno che è passata la fregola da Tuailait, chissà.

Fatto sta che i libri, regolarmente, spariscono dalle biblioteche che non abbiano altri mezzi per proteggerli, e chissene se sono timbrati dalla biblioteca in fondo, dietro il frontespizio e ogni cento pagine.
Chissene se hanno attaccati tutti i classici orpelli necessari alla biblioteca, come due o più etichette adesive e la taschina in cui infilare le schede dei prestiti.
Un giorno ci sono, il giorno dopo non ci sono più.
Non siamo a livelli di collezione dimezzata in un pomeriggio, ma a volte si nota, soprattutto nei casi eclatanti come una intera serie sparita nel nulla

Ed è per questo, dunque, che quando una biblioteca ha un ridotto numero di varchi d’accesso e valuta che i soldi per installare e mantenere il/i detector e il tempo per anti-taccheggiare tutta la propria collezione controbilanciano le perdite monetarie rappresentate dai furti, si doterà di un mezzo in più per proteggere i propri libri.

E per fare simpaticissimi scherzi alla gente, come fece il tizio che infilò un pirulo antitaccheggio nella fodera del cappotto della sua simpaticisssssssima collega, che così suonava come taccheggiatrice in ogni fottuto negozio in cui metteva piede.
Avrei pagato per vederla alle prese con le commesse e i vigilanti di supermercati e centri commerciali!

Will Grayson alla seconda


Will ti presento WillNon è che c’è un momento preciso, o una causa scatenante; semplicemente, un giorno ti accorgi che certe cose le leggi di meno, o non le leggi proprio più. Per questo non saprei dire quando, esattamente, ho smesso di leggere libri pensati per un pubblico adolescente o giù di lì. È successo.

Così come poi succede il contrario.
Un giorno qualsiasi, chiedi cosa ci sia da fare, ti danno una pigna alta così di libri da catalogare. E nel catalogare arrivi a un volume che attira la tua attenzione, la copertina e il titolo non sono male (pur se non trascendentali) e quando leggi la trama per capire per che tipo di pubblico sia (e di conseguenza quale collocazione avrà), se per la fascia delle medie o se invece nella categoria young adult, si rivela interessante.
E quando arriva il momento morto causa impallamento pc, apri quel libro con la copertina strana, il titolo simpatico e la trama niente male.
E sei preso all’amo.
E finisce che il libro, una volta catalogato, te lo prendi in prestito e te lo divori in una giornata, a discapito delle cose da fare e di una pentola fatta bruciare con il suo contenuto.

Succede. Ed è bello, quando succede. Continua a leggere

Kill City Blues – Richard Kadrey


As usual, my so-called review arrives with a ton of delay, but that’s my modus operandi, so bear with me. Probably everybody who loves Mr. Kadrey’s writing already read Kill City Blues, but I’ll throw my opinion in the big cauldron that’s internet anyway.

I’m quite a fan of Kadrey and his storytelling, and I bought this fifth installment of Sandman Slim’s adventure as soon as I could.

After three books in which James Stark deals with ex-friend Mason Faim (the one who sent him to Hell) and tries to get his revenge, we’re deep in the new “arc” of stories, revolving around the menace posed by the return of the Angra Om Ya, the gods that God tricked out of the universe. As James strives to find back the only known weapon that can kill a god (what he calls “the Magic 8 Ball”), lots of people with the worst intentions cross his path.

The novel was not a disappointment, at all! The book delivers exactly what the excerpts I read promised: the usual witty, cynic inner voice of Jimmy, an action packed plot, tons of mayhem and weird creatures, the roots on which I am sure Kadrey will build a great final confrontation with the Angra (the golden-clad figure in the sea? Can’t wait to read more about her! *__*).

And on the road there’s room for: eating a donut with former Lucifer; navigating an abandoned gigantic mall that feels a lot like a dungeon crawl of the best kind; batshit crazy guys who call themselves “Shoggoths”; gunfight, gunfight and even more gunfight; automatons who don’t know they’re not made of flesh and blood; haunted staircase that summon nasty things; Sandman Slim terrorizing the whole magical community of L.A. with random violence (I love that guy!); Manimal Mike (I love that guy!) trying to fix a bipedal body for Kasabian (I love that guy!); discovering that a girl’s night out for Candy and Brigitte (I love those girls!) involves shooting things; lots of ghost; the nervous breakdown of God and what it means.

Colorful balls, seemingly from a ball pit, cast shadows in an eerie hallway.The aforementioned mall, familiarly known as “Kill City” is a character on his own, maybe the second biggest character in the book. It looms, twisted and nightmarish, and for a girl who has quite a love for abandoned places, it’s a hell of a setting!

Oh, and I shouldn’t forget Ferox! Reading about James meeting him got my stomach tightening in fear and horror and my mind full of “Oh, gosh, no, don’t do it, please!”. Thanks, Mr. Kadrey, really, I love when somebody succeed at scaring me that way!

To sum it up: I can’t wait to read the next book and see what will be built on these foundations!

 

Metrofaga


Metrofaga - Richard KadreyHo una certa voglia di parlare di Metrofaga, di Richard Kadrey. Ma c’è un grosso, enorme “ma” che mi fa tentennare.
Come posso parlare di un libro se quella che ho letto è una traduzione a dir poco oscena? Cosa posso dire su stile, ritmo e costruzione dei personaggi, se si tratta di elementi potenzialmente tutti falsati dalla suddetta traduzione? Cosa posso dire sull’atmosfera generale, se il 90% dei personaggi si vedono il nome tradotto letteralmente e perdono ogni possibile aura, così che io trovo difficile provare altro che ilarità di fronte al grande contrabbandiere “Imbroglio” o alla intrigante “Agile Virtù” o allo spacciatore “Denaro Facile”?
Il grosso problema, qui, è che, trama a parte, tutto sembra avere chiazze di “boh” e di “ma che cosa cazz!?” e di “va là che va bene così”, che non si capisce se siano colpa della sola traduzione oppure se siano ingenuità/cadute della scrittura dell’autore che, venticinque anni fa, pubblicava il suo primo romanzo.
Sì, venticinque anni. Un casino di tempo, anche contando che la traduzione arriva con “soli” 9 anni di ritardo, nel ’97. Continua a leggere