Buttarsi nel fantasy…


“Lei è un fantastico personaggio di un romanzo. […] Lei ha una storia fantastica e ha trent’anni. Secondo me lei dovrebbe attingere… Invece di andare a buttarsi nel fantasy, andare… Lei dovrebbe attingere a sé stesso, lei ha un mondo fantastico da raccontare.”

Con queste esatte parole De Carlo ieri sera ha consigliato uno dei concorrenti di Masterpiece, un ragazzo che aveva scritto un romanzo in cui l’alchimia era centrale.
No, meglio evitare l’alchimia.
Piuttosto, perché non attingere al fatto di essere un trentenne con un master di qui, uno di là, che ha fatto l’impagliatore di volatili e altri variegati lavori per mantenersi?
Perché non attingere al suo essere un tipo “strambo”, invece di ‘sta roba di alchimia? Continua a leggere

Annunci

Winter is coming… on tv


Apprendo qui  che la HBO ha mandato in onda un teaser della serie di telefilm che hanno tratto (stanno traendo) dai romanzi di George R. R. Martin "Le cronache del ghiaccio e del fuoco".
A fare la parte di quel bambascione credulone ingenuo pirla candido imbecille onorevole personaggio che è Ned Stark, il non proprio immenso Sean Bean, ai più noto come quel fesso galattico di Borotalc Boromir della trilogia di film de Il Signore degli Anelli.

Io già trovavo odioso il povero Sean e ora temo che lo detesterò anche di più!
Per inciso: il teaser non è male ma ha un’aria un po’… grezza, senza patina. (il corvo è quello che esprime più personalità, IMHO)
La serie comunque è prevista nel 2011 in USA, chissà quando (e quanto bistrattata da adattamento e doppiaggio) qui da noi.

Il proprio posto nel mondo…


… capire quale sia è una delle cose importanti e delle soddisfazioni della vita.
Io sono quella che sabato dovrà mettere in funzione il decoder digitale terrestre della nonna per permetterle di continuare a vedere RAi 2 e Rete Quattro, e spiegarle come funziona il marchingegno più tecnologico della sua vita.
Che Pigrus mi aiuti!
 
“È un mondo adulto, si sbaglia da professionisti.”

Videoregistratore, Fringe e giocatori


 Dopo un paio di anni dalla morte violente del mio videoregistratore, che ha fatto harakiri mangiandosi una videocassetta, finalmente da qualche mese ne abbiamo comprato uno nuovo. È stata una lunga e sofferta ricerca, quella che ci ha portati a comprarlo, fatto sta che ce l’abbiamo fatta a trovarne uno.
Ora il problema: in due anni abbiamo completamente perso l’abitudine ad avere un videoregistratore! Al punto da dimenticare del tutto l’utile possibilità di registrare qualcosa che non posso vedere.
Così lunedì ho lasciato iniziare un programma prima di avere l’illuminazione (e probabilmente il VCR era lì che urlava “Me, me, pick me!” mentre io mi dispiacevo per il fatto di non poter vedere il programma).
Ora che l’illuminazione divina mi ha ricordato che il VCR non serve solo per guardarle, le videocassette, ma anche per registrarci su, beh, il mondo televisivo torna a sorridermi un filino.

Così mi sono potuta registrare e guardare con calma Fringe, che è iniziato martedì su Italia 1.
Carino, strano, ma con un momento di solenne demenza sul finale della puntata! Breve riassunto: dopo uno stranissimo e inquietante “attacco terroristico”, la protagonista e collega-amante, agenti dell’FBI, indagano per scoprire i responsabili. Il collega-amante vede in faccia l’attentatore poco prima di venir ferito gravemente da un’esplosione. La prode protagonista accetta di sottoporsi a una procedura piuttosto rischiosa per collegare la propria mente a quella di lui, in modo da recuperare il ricordo di quella faccia. Lo scienziato pazzo che le spiega la procedura, le dice che l’ha usata con successo già un po’ di volte, funziona perfino su un cadavere, se è morto da meno di 6 ore. La procedura funziona egregiamente.
Sul finale la protagonista scopre che il collega-amante è coinvolto nell’attentato, lo insegue in auto e lui le muore tra le braccia, senza averle rivelato tutto quello che lei vorrebbe.
Sicura che ora lei riuserà la procedura, mi chiedo cosa rivelerà.
No, la geniale protagonista, fine investigatrice, non lo fa.
Invece, una gentile signora della Massive Dynamics (la corporation diretta da un ex collega dello scienziato pazzo di cui sopra), guarda il cadavere e chiede a un suo sottoposto da quanto è morto.
“Cinque ore.”, risponde quello.
“Interrogatelo.”, comanda lei.
Fine della puntata.
Ma ci voleva tanto ad arrivarci?! O.o
Cazzo, anche un giocatore di ruolo alle prime armi ci arriverebbe, e senza doversi scervellare troppo!

A proposito di giocatori, sta per uscire Gamer, sparatutto americano con Gerald Butler (ovvero Mr Leonida di 300) protagonista. Il Butler interpreta Kable, uno degli eroi e personaggi di uno dei mega-videogiochi violentissimi di un prossimo futuro, in cui i personaggi sono persone vere, comandate via chip dai giocatori. A quanto ho capito, Kable sta per “finire il contratto”, uscire dal gioco e soprattutto liberarsi. Ovviamente il cattivo di turno, ovvero Michael C. Hall (Dexter dell’omonimo telefilm) non sarà tanto d’accordo.
Niente a che vedere coi freaking gamers della Dead Gentleman Production!