Post Stranimondi


By Jamiespilsbury - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42373674

Ramsey Campbell – by Jamiespilsbury – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42373674

Avevo detto che non ci sarei andata.
Ma poi ho fatto due calcoli.
A Stranimondi ci sarebbero stati:

  • Ramsey Campbell
  • Davide Mana
  • Alessandro Mana
  • Fabrizio Borgio
  • Samuel Marolla
  • Mauro Longo

e, di passaggio per venire a sentire Ramsey Campbell,

  • Luca Tarenzi e
  • Aislinn

che era un casino che non li vedevo, mortacci degli impegni e mortacci mia che non guido e quindi Arona diventa una meta impegnativa.
Ergo, ho deciso di andarci, in quel di Stranimondi. Continua a leggere

Come farsi pubblicare all’estero? – una guida in sette punti circa


È uscito il programma di Stranimondi 2016. Non credo ci andrò nemmeno quest’anno. Quello, però, che ha catturato la mia attenzione, è questo evento qui:

E avendo io letto il programma un giorno in cui la mia parte selvatica era in libera uscita, la mia parte selvatica ha subito risposto alla domanda del titolo con una lista di mirabolanti azioni, roba che è più segreta del Fight Club, ma davvero, eh!

E le azioni mirabolanti e segretissime sono: Continua a leggere

Il tredicesimo livello epico e altre cose fighe


Le mie vacanze estive sono finite, e sono di nuovo a Ravenloft, dove le zanzare sono la specie che domina la catena alimentare e l'Autan è la salvezza; dove, per l'orrore del mio amico Jake, c'è polka dancing due sere a settimana * e l'afa ti uccide a colpi di insolazione.

La buona notizia è che è stata una vacanza produttiva e ho scritto un sacchissimo (una media di 1600 parole al giorno, contando anche i giorni in cui non ho toccato la tastiera), arrivando a un tiro di schioppo dal finale del seguito di “Sweet Dreams”.

Quella cattiva è che la vacanza è evaporata in un niente, come tutte le vacanze.

Quella pessima è che il ritorno a casa (e a internet) ha significato un crollo quasi verticale della produttività e del numero di parole scritte al giorno, roba da vergognarmi di me stessa.

La notizia 'nzomma è che almeno a casa ho Word, OpenOffice (mortacci sua) e Sigil, quindi ho iniziato a formattare e impaginare “Sweet Dreams” e domani, se tutto va bene, lo si converte in ebook (e vediamo cosa tira fuori la mia solita maledizione dell'ebook riluttante questa volta!).

Al ritorno in pianura è seguito un altro compleanno, quello del tredicesimo livello epico. Ho finito con l'aprire il grosso dei regali di compleanno la sera prima, e la cosa è stata un bene, perché non so come mi sarei sentita a aprirli mentre arrivavano notizie sempre più brutte da Amatrice e dintorni. Credo che poche cose ti facciano rivalutare in ottica più sobria il tuo compleanno quanto un terremoto devastante in cui muoiono trecento persone.

Quindi è stato un compleanno strano, ma tredici livelli epici, mica pizza e fichi!

A parte il terremoto, e il compleanno, e “Delirium” dei Lacuna Coil (che è fighissimo!) e il primo volume delle Rat Queens, “Sass and Sorcery” (che è tamarro, divertente, tongue in cheek e come puoi non affezionarti alle Rat Queens?), e “Zootropolis” (altra figata!)…

Beh, a parte queste cose, le notizie fighe di cui nel titolo sono che ho letto l'anteprima per contributors di Fitting In, l'antologia intrnazionale in cui c'è una mia storia, e ne sono rimasta molto soddisfatta, per non dire che è una figata! E che l'altro giorno mi è arrivata anche la copia del print layout per la versione cartacea, cosa che a suo modo fa ancora più impressione della versione ebook, non so esattamente perché.

E che, se non si fosse capito da quel che dicevo sopra, “Sweet Dreams” è in dirittura d'arrivo, e la cosa mi rende alternativamente euforica e terrorizzata, in modalità “non vedo l'ora, aiutooooo!”

Perché dopotutto, mannaggia a me, devo ancora scrivere la maledetta sinossi! ARGH!

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* Spiegali tu, a un americano, i concetti di balera e ballo liscio, o il fascino quasi automatico che hanno per la popolazione che ha superato una certa età e che vive in certe fasce di territorio… Ci ha guardati basito, il povero Jake, mentre rispondevamo al suo “I mean, what's with the polka dancig, uh?”

 

Notizie del giorno


1) ho una bici. Ha le gomme un po' molli, ma ho una bici tutta mia. Huzzah.

2) è il compleanno di Jason Statham. Se vi state chiedendo “chi diavolo è Jason Statham?!”, shame on you e correte a rimediare, che non si può vivere una vita intera senza sapere chi è il priiiiiimo nume tutelare di questo blog! Se invece sapete chi è unitevi a me nel fargli gli auguri di compleanno virtuali che merita. Magari approfittatene per veder/rivedere un suo film, tipo Hummingbird, che è un film bello bello in modo assurdo. Continua a leggere

Michael R. Hudson


Saturday morning I woke up, turned on my tablet and was hit square in the face, on Facebook, by the news that Mr. Michael R. Hudson was dead. He had suddenly become ill and died Friday night.

And I couldn’t and still can’t avoid tears at the thougt.

We never met in person.

We never were friends or great buddies.

A couple of time, we “met” as reader (me) and proud publisher (him), and I couldn’t but love his ebooks.

Then, we met as two professionals meeting each other on the job, him as an editor and publisher, me as a writer submitting for an anthology of his. I asked a bunch of questions, he gave me info and a time frame for me to translate my story from Italian to English. In the end, my story did not make it into the anthology, just to the shortlist, but he was damn encouraging and nice about it.

It was just a few interactions, but they were enough to give me the sense Mr. Hudson was a nice man, a person who loved his job and its final product, who would encourage others. Who loved to make the world of the written world a better, more exciting place.

As I’m writing this, I still can’t accept the news. I feel like I lost a relative I didn’t know well nor meet often, but whom I loved and cared for anyway. I have a feeling of possibilities lost forever, of the world being a little poorer because of this loss.

So, farewell, Michael. I’m sorry we never had the chance to interact more. May your work live on forever. May your Raven’s Head Press live long and prosper even without you.