Buon 2017


Sono ancora viva, e il blog pure. Ci siamo solo presi un po' di tempo libero, perché il momento, personale e non, era tale da farmene sentire la necessità. Ma siamo ancora vivi, e per citare Arnold, I'll be back.

Pare che sia iniziato il nuovo anno, e la speranza è che faccia un po' meno cagare di quello appena passato, in cui ok, la mia vita personale è andata bene, ma il resto, buon Dio, il resto mi ha messo addosso una tristezza oscena, tra l'America che elegge Trump (e io continuo a dirmi “Dai, adesso ci rivelano che era tutto un lungo scherzo, solo per vedere l'effetto che faceva la notizia sul mondo, ma non l'hanno eletto davvero!”), l'umanità che sembra ogni giorno impegnarsi a tirare fuori il peggio di sé, nel proprio grande e nel proprio piccolo, una morte eccellente dietro l'altra.

MLa dipartita di Carrie Fisher è stata l'indesiderata ciliegina sulla torta, arrivata durante delle vacanze natalizie toccate dal cavaliere dell'apocalisse Pestilenza (e infatti scrivo 'sto post fatta su nella coperta di pile, tossendo e col naso che cola. Ah, la vita piena di glamour dello scrittore e blogger!).

Però non è stato tutto un anno di merda, quindi direi che è il caso di guardare alle cose belle di quest'anno appena passato, no?

Continua a leggere

Essie, my love


“Miss Fisher's gone on holiday again, sir.”

“Oh. Anyone dead yet?”

“Only one so far, sir.”

Una sera di settimana scorsa (era lunedì o martedì?), io e la mia amica Lucia abbiamo avuto uno di quei momenti di doppia epifania sincronizza e carpiata che credo accadano di rado, ma quando arrivano sono notevoli. Fulcro: Essie Davis.

Nell'arco di una manciata di minuti, io ho scoperto che la Davis era la protagonista di “Babadook” e Lucia ha scoperto che la Davis è la protagonista di “Miss Fisher's Murder Mysteries”. Ne è derivato coro di “Ommioddio, non l'hai ancora visto? Devi assolutamente vederlo!” reciproci, dove io mi flagellavo per non aver ancora recuperato un film che Lucia consigliava meeeeesi fa e che già mi sfiziava allora, e Lucia si flagellava per non aver approfondito la filmografia della Davis e/o essersi persa questo post di Davide da cui io per prima avevo scoperto l'esistenza del telefilm. Scene di fangirleggiamento d'alto livello.

Ma, binge watching alla mano, il fatto è che Miss Fisher's Murder Mysteries è una serie che, se ti piacciono i gialli e il dramma d'epoca, non puoi perderti. Non puoi. Continua a leggere

Pezzi d’adolescenza


It’s relatively noninvasive. It can be somewhat painful, but noninvasive.

Terza media, o forse biennio delle superiori.
C’era un programma su Antenna 3, credo di domenica pomeriggio; un programma di cui non sapevo il titolo, solo l’ora approssimativa in cui lo trasmettevano, e che era fichissimo perché parlava di effetti speciali, rivolgendosi ai ragazzi.
E io, che ero una ragazzina curiosa, me ne stavo estasiata a guardare come funzionavano questa o quella macchina da presa ipertecnologica; o come era stata materialmente fatta la scena in cui blatte uscivano dalla bocca di una povera ragazza ricoperta d’insetti; o come facevano a sostituire le dita di una povera ragazza con dei serpenti. Una figata fotonica di programma.
Doveva essere una figata fotonica di film, no? Non sapevo come s’intitolasse o quale fosse la trama, ma sapevo che avrei davvero voluto vederlo, con quell’immaginario spaventoso eppure “accessibile”…the craft 6
Continua a leggere

La prima dose di Indiana Jones


I Predatori dell'Arca PerdutaDomenica scorsa.
Festeggiamenti per doppio compleanno in famiglia.
Mangiamo, chiacchieriamo, apertura regali.
In un angolo, la TV blatera cartoni animati, a beneficio del piccolo terrorista (che però preferisce giocare col tablet di Zia 1) e sua sorella (che però preferisce lavorare il pongo, quando non è impegnata a vedere se il suddetto pongo è commestibile).

Visto quando considerano la TV, vado di zapping.
Scanalo e mi ritrovo davanti il professor Jones che entra nella stanza sotterranea e cerca il foro giusto in cui infilare il bastone con in cima il medaglione.

Per il potere conferitomi dal telecomando, ci si ferma su Indiana Jones. Continua a leggere

Alan Rickman (1946-2016)


Giusto l’altro giorno stavo ripensando a Galaxy Quest e al fatto che avevo voglia di rivedere Alan Rickman nei panni di sir Alexander Dane.
Oggi la notizia che ci ha lasciati, portato via pure lui, come Lemmy e Bowie, dal cancro.

Era stato lo sceriffo di Nottingham, e Hans Gruber, e Snape, e il giudice stronzo in Sweeney Todd,  e Alexander Dane, e Metatron, cazzo, Metatron, la voce di Dio!
E se n’è andato, e se solo mi fermo a pensarci mi torna da piangere.

Ci ha regalato splendide interpretazioni, sullo schermo e sul palco, e ora…
Ora the show must go on, ma non sarà la stessa cosa, senza di lui.Alan-Rickman-alan-rickman-13116405-2560-1702