Notizie del giorno


1) ho una bici. Ha le gomme un po' molli, ma ho una bici tutta mia. Huzzah.

2) è il compleanno di Jason Statham. Se vi state chiedendo “chi diavolo è Jason Statham?!”, shame on you e correte a rimediare, che non si può vivere una vita intera senza sapere chi è il priiiiiimo nume tutelare di questo blog! Se invece sapete chi è unitevi a me nel fargli gli auguri di compleanno virtuali che merita. Magari approfittatene per veder/rivedere un suo film, tipo Hummingbird, che è un film bello bello in modo assurdo. Continua a leggere

Hummingbird


Hummingbird avevo a suo tempo cercato di vederlo al cinema, ma senza successo. Rimasto in sala se va bene un weekend, aveva avuto una distribuzione pietosa.
Eppure, mesi prima, era bastato il solo trailer per farmi dire: lo devo vedere!

E non solo perché c’era Jason Statham.
È cosa nota che io, quando si tratta di Jason, sono un pochetto parziale (vedi alla voce: In the name of the King, che ho sopportato fino ai titoli di coda nonostante fosse lammerda).
Però qui c’era qualcosa in più.
Il trailer prometteva bene. Non sembrava un inutile sfoggio di machismo decerebrato, col personaggio tutto d’un pezzo e dalla battuta salace che menava a destra e a manca per necessità di target e poco altro.
Sembrava esserci qualcosa in più.

Colpiva, il trailer, per certi dettagli, per certe inquadrature.
La mano di lui che stringe il pugno del bambino nello scatolone.
La ragazzina che urla per strada, a piedi nudi.
Dettagli minimi, che però dicevano che non era il solito film di botte e azione.

Hummingbird 3

Avendolo visto, posso confermare che non lo è.
E non solo perché non è un “semplice” film di botte e azione, di quelli mindless.
Ma anche perché è un film con una sua potenza, visiva e di trama.
Perché visivamente è molto bello, ben curato, con inquadrature studiate e simmetrie splendide, e una fotografia che non ammazza l’occhio eppure rende bene i colori di una Londra notturna al neon, l’alba che si sveglia, o le strade brulicanti di vita durante il giorno.
Perché non cerca il pietismo, la camera non indugia mai più del necessario al mero scopo di darti una gomitata e dirti “guarda quanto sono attento al sociale!” o “indignati con me, forza!”. Degrado e criminalità sono affrontati con sguardo distaccato, imparziale, che ti lascia decidere cosa pensarne senza farti la morale. La scena del camion, in questo, è esemplare.

Hummingbird 1

E per finire, questo film non è uno dei soliti perché, grazie a dio, questa volta Statham non è stato relegato a essere la macchietta di sé stesso, chiuso nel ruolo che hanno scoperto stargli bene addosso e fine.
Capiamoci: io lo adoro nella parte di Frank Martin, quando m’hanno regalato il cofanetto coi tre film saltellavo di gioia. Ma non puoi in eterno continuare a fargli fare sempre e solo Frank-Martin-con-un-nome-diverso.
Hummingbird 2

Qui, invece, Joey Smith è qualcuno di diverso.
Parla, dialoga, è goffo e sicuro di sé, mena ed è menato, raccoglie disprezzo, pietà, amore, diffidenza.
Addirittura è il bersaglio di un lancio di scatolame assortito da parte della ex, in una scena che no, non fa ridere e non vuole far ridere, e che in poche inquadrature riesce a essere profondamente umana e coinvolgente.

Hummingbird 4

E poi c’è lei, Agata Buzek, che interpreta suor Cristina. E regala al personaggio un’umanità, una forza anche nelle proprie debolezze e fragilità, che è meravigliosa.
Difficile non voler bene a Cristina, o non sorridere inteneriti quando ammette che è un mese che non riesce a dormire perché si sente in colpa per aver usato quelle 500 sterline che le hanno regalato per comprare l’ultimo biglietto disponibile per un balletto.

Hummingbird 5

Sono due splendidi personaggi, Joey e Cristina, uniti per un’estate in una “crazy patch”, un momento di follia in cui ciascuno dei due esce da quella che è la propria vita.
E si cambiano a vicenda, in maniera sottile.

Sullo sfondo c’è tutto il resto: chi erano prima della crazy patch; il sottobosco di criminalità in cui Joey si trova a lavorare senza fare domande, ammassando mazzette di sterline nel frigo mentre le grida della ragazzina a piedi scalzi continuano a risuonare; un’amica da ritrovare;  il ritorno alla realtà, a chi sono davvero, a cosa sono davvero; e il miraggio di una qualche forma di redenzione in cui si può solo e soltanto sperare.

Perché dopotutto è stata, per entrambi, solo una parentesi di anormalità.
La data del 1° di ottobre incombe per l’intero film. Monito che ricorda ai protagonisti che, alla fin fine, solo di una parentesi si tratta. Solo di una pausa.
Tutto è destinato a tornare negli usuali binari.
Quasi che certe vite, certe persone, fossero destinate a non poter essere altro che fucked up.

Hummingbird

[Recensione di Hell: qui]

Enhanced by Zemanta

L’elencone


Ogni tanto tocca farlo: l’elencone dei film in prossima uscita la cui sola idea mi fa venire un discreto qual sorriso di aspettativa. A questo giro, la ragione è anche pianificare se ci sono sufficienti film, nei prossimi sei mesi, per consumare tutto il credito su una tessera da 10 ingressi ridotti.
Risposta: ci sono.

1. Fast & Furious 6, in uscita il 22 maggio. C’è Vin Diesel. C’è di nuovo Michelle Rodriguez. C’è l’insulso biondino. C’è Gina Carano. C’è Dwayne Johnson.
E c’è Jason Statham.
Ripetete con me: un film con Vin Diesel e Jason Statham. Sarà una tavanata galattica ad alto tasso di “realtà, me fai ‘na pippa”, con due dei miei attori preferiti: non vedo l’ora! Continua a leggere

I miei film delle vacanze


Durante queste vacanze estive mi ero vista un po’ di film. Alcuni venivano dal mistico cofanetto “Nati per combattere“, altri da altrove. Visto che mi gira, seguiranno brevi commenti accazzo sui suddetti film delle vacanze. Ci saranno occasionali spoiler, ma sono film vecchiotti anziché no, quindi chiedo venia ma non mi farò troppi scrupoli.

la frangetta da pirla

La frangetta da pirla tenebroso.

Partiamo da Spiderman 3.
Posto che era la prima volta che lo vedevo; posto che io a Tobey Maguire spaccherei il grugno con una traversina; posto che il povero Uomo Sabbia nella sua maglietta a righine faceva morir dal ridere; bene, posto tutto questo, il film è caruccio. Finché quel coglione col botto di Peter Parker non si becca un confidence boost da parte di Venom.
Lì, col Tobey che si spettina il ciuffo per dimostrare esteriormente l’influsso tenebroso del simbionte, parte il face palm a manetta.
Il culmine dello schifo è quando il coglione col botto si aggira per le vie di New York camminando a ritmo di musica, facendo occhiolini e bullandosi come fosse un fotomodello sfuggito alla cover di Play Girl.
A quel punto ho messo in pausa e mi sono concessa una pausa toilette e tanto sano disgusto. La scena al jazz bar non è che un ribadire l’evidente: lo sceneggiatore s’era fumato qualcosa di strano.
La sensazione finale è che potesse essere peggio, ma che il povero Parker non sia mai sembrato più coglione di così. E non è che il signor Venom ci faccia una figura migliore, sigh… Continua a leggere

Nati per combattere! O_o


Vi capita mai di passare in uno di quei grossi negozi di elettronica che hanno anche la sezione dvd e blue ray, e di vedere la sagra dei cofanetti (tutti i film di Star Wars, o tutto ISDA più 87 ore di contenuti speciali in 29 comodi dvd)?

E vi capita mai di vedere, a fianco a cofanetti con un solido filo comduttore, i cugini sfigati e pretestuosi del tipo “Tre Grandi film”, il cui contenuto sono tre film degli anni ’60 accostati senza alcuna ragione che il buon vecchio Perché sì!?

Ecco, ne ho comprato uno, di questi cofanetti. Si chiama “Nati per combattere”.

Sorvolando sulle confezioni dei singoli dvd, che sono le custodie di dvd più asfissianti dell’universo, e concentriamoci sulla custodia cartonata che riunisce i dvd: 01 Distribution e One Movie Entertainment si pregiano di ricordarci che “Ogni battaglia ha i suoi eroi, ogni eroe è nato per combattere!”, a cui si aggiunge, sul retro, un lievemente più sobrio “Tre film epici per un tuffo nell’avventura senza compromessi”.

Lo so cosa vi state chiedendo: sì, ma quali sono questi fichissimi film, chi sono i tre eroi nati per combattere che vivono avventure senza compromessi?

In ordini rigorosamente alfabetico per pellicola, abbiamo: Black Death (“… un viaggio all’inferno”, garantisce la copertina), Centurion (“combatti o muori”, ci ammonisce la copertina) e In the Name of the King – A Dungeon Siege tale (la sua copertina, invece, non ci vuole dire altro che titolo e attori). Interpretati, i tre film, rispettivamente da nientepopòdimeno che Sean “Borotalc” Bean, Michael Fassbender e Jason Statham.

Si deduce che il fatto che vi compaiano guerrieri in armatura e un’ambientazione antico-medieval-fantasy sia quel che unisce le tre pellicole. Wow.

Delle trame, parleremo un’altra volta. Sì, è una minaccia! 😛