“but a switch ain’t one”


Se avessi un tema musicale che mi accompagna nelle mie giornate, in queste ultime settimane sarebbe “Handy” di Weird Al Yankovic, anche se mi limito a cose molto più terra terra rispetto a domare lavastoviglie sull’orlo dell’esplosione o ri-pavimentare balconi.

E se la mattina sto dando sfogo al mio lato tuttofare in maniera pratica, armata di raschietto, carta vetrata, vernice e pennello, il pomeriggio, per quanto il caldo concede, sto andando di metaforiche martellate a Water Dreams, anche detto il seguito di Sweet Dreams.
Al momento sono 67mila parole e poco più. 67 mila parole che mi piacciono e soddisfano da abbastanza a molto, a seconda di quanto mi senta megalomane in un dato momento.
Se tutto va male, saranno cacca fumante, se tutto va bene, saranno pubblicabili.

E sto facendo quel tipo di cose molto estive e molto calde che ricadono nel campo delle conserve, e del cambio armadio, e del mettere via piumoni-coperte-giubbotti.

Tutto questo per dire che sono viva, impegnata su più fronti e un po’ stanca, ché il caldo già mi sta segando le gambe ben più di quello che gradirei.
Nel frattempo, io e il mio fido tutore per tendinite stiamo diventando grandi amici, più o meno; il garage di mia mamma sta venendo bene e ho una copertina da commissionare.
Non vedo l’ora di avere altri aggiornamenti, magari più fighi di questo splendido post.
Per ora, vi tocca accontentarvi.

Ritornerò!

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È stato un compleanno un po’ strano, ma non brutto. Solo strano. E funestato da un litigio con la tecnologia in cui la tecnologia ha vinto su di me.
Ciò non toglie che è stato un buon compleanno, che ho due libri nuovi da leggere, un goblin a cui trovare casa e un gatto ingrassato di un chilo in venti giorni.
La vita potrebbe andare decisamente peggio.

Buon compleanno a me!

E ora, dopo questa celebrazione, torno a revisionare ancora un po’ prima che la giornata finisca, e vi lascio con una delle canzoni che sto ascoltando in quest’ultimo periodo, anche se il testo non c’entra nulla con come mi sento.

A presto!

La mia colonna sonora è differente


Writer-Series2Qualche settimana fa (varie settimane fa…), prima che la mia connessione morisse e risorgesse, parlavo con Lucia e Davide di colonne sonore, in una di quelle conversazioni che nascono da una comune perplessità e poi si allargano.

Il fatto è che tutti e tre usiamo molto la musica quando scriviamo. Ci sono persone che non la usano e va benissimo così, mica tutti siamo obbligati a funzionare nella stessa identica maniera, no?
Anche perché ognuno di noi tre usa la musica a modo suo, nonostante siamo uniti da un’idea generale: che la musica che ci fa da colonna sonora debba avere a che fare con quel che stiamo scrivendo.
Che si tratti di dare ritmo alle azioni che scriviamo sulla pagina o di rafforzarne la nota emotiva, non la scegliamo a casaccio.

E eravamo perplessi da due cose.
Primo, dal vedere malmenatori di tastiere che condividevano sui social network la colonna sonora della loro ultima fatica con più o meno lo stesso entusiasmo del classico tizio che scopre l’acqua nel 21° secolo.
Secondo, dal constatare che tale colonna sonora era composta da una sola cosa. Techno.
Un’ora filata di techno.
Solo techno, nient’altro che techno.
E la peggio techno, quella che sembra essere stata scritta da un bambino che pigia sempre i soliti due tasti di una tastiera distorta, all’infinito. Continua a leggere

Un po’ di colonna sonora


Moon Base FactoryAncora quattro giorni di attesa prima del nuovo ebook.
In qualche modo vanno riempiti, giusto?

Il testo c’è, così pure editing e revisioni varie.
La copertina c’è, opera, come quasi sempre, del mio “copertinista” di fiducia, Giordano.
La postilla finale c’è.
E ci sono pure titolo e sinossi, dopo lunghe vicissitudini che hanno visto consulti con amici on line e vis-à-vis.
La formattazioni, pur tra litigi, porconi e misteri, è decente pure lei, lode lode!

Non resta che aspettare la data magggica e schiacciare il tasto pubblica.

Nel frattempo, riascolto la colonna sonora.
Perché questo è uno di quegli ebook in cui c’è molta musica. Continua a leggere