Post “Post Stranimondi”


Solo pixel

Solo pixel senz’anima

Una settimana fa ho pubblicato un post contenente il mio personalissimo sguardo su Stranimondi 2016, su quel che ne avevo visto e sulle riflessioni che ne erano scaturite.

In una settimana * dalla pubblicazione, la prospettiva distorta di internet e dei social network ha aiutato a far venire alla luce il peggio di persone che, io spero, faccia a faccia sarebbero state di una cortesia compresa tra normale e squisita.
Ma visto che internet mi (e ci) tramuta in nient’altro che nickname e foto statiche, non individui reali con nomi reali e emozioni e reazioni altrettanto reali, certe persone hanno passato alcuni giorni a spalare delicatezze nella mia direzione.

Sono stata diagnosticata a distanza come persona dalla vita triste e insoddisfatta; come persona che era andata a Stranimondi convinta di venir riconosciuta e riverita e che è arrabbiata perché ciò non è accaduto; come hater gamberettiana che tutto odia e tutto detesta; come, infine, una ritardata.
Praticamente, il Puffo Brontolone incazzato e sotto steroidi, ma femmina e ventenne (perché se uno parla delle persone al di sotto dei 20 anni come “giovani”, ovviamente ci si mette dentro) e ritardata e con le idee per nulla chiare su cosa è una convention di libri (si dice che mi sarei aspettata la vasca con le palline colorate e la cover band che suona sigle dei cartoni). Continua a leggere

Post Stranimondi


By Jamiespilsbury - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42373674

Ramsey Campbell – by Jamiespilsbury – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42373674

Avevo detto che non ci sarei andata.
Ma poi ho fatto due calcoli.
A Stranimondi ci sarebbero stati:

  • Ramsey Campbell
  • Davide Mana
  • Alessandro Mana
  • Fabrizio Borgio
  • Samuel Marolla
  • Mauro Longo

e, di passaggio per venire a sentire Ramsey Campbell,

  • Luca Tarenzi e
  • Aislinn

che era un casino che non li vedevo, mortacci degli impegni e mortacci mia che non guido e quindi Arona diventa una meta impegnativa.
Ergo, ho deciso di andarci, in quel di Stranimondi. Continua a leggere

Lo schermo intero è per professionisti


Oggi volevo scrivere, io.
E invece è quasi un’ora (o forse l’ho già passata, l’ora?) che litigo col pc.

Perché, vedete, Windows 10 ieri sera ha cominciato un aggiornamento. Invece di finirlo e poi spegnersi, s’è spento e basta e stamattina, quando ho riacceso il pc, ha terminato l’aggiornamento (una ventina di minuti buttati nel cesso, hurrà!).
Terminato l’aggiornamento, questa è la situazione che si è presentata ai miei occhi:14666175_10209501219360927_3092960523521240023_n

Che, per intenderci, vuol dire: la barra delle applicazioni è come inesistente e qualsiasi cosa a schermo intero si vede tagliate via almeno tre strisce di informazioni, quattro se va male.
Il che implica che per vedere quel che sto facendo in maniera decente e non avere menù tagliati, devo tenere tutto in finestra. Lo schermo intero è ingestibile.

Ma il computer è “sano”. Lui l’immagine la genera giusta. È da qualche parte tra generazione e output dello schermo, che le cose sbelinano e io mi ritrovo con l’immagine mozzata sui quattro lati.
E visto che questo aggiornamento di Winzozz, tra le altre cose mirabolanti (quali? Non è dato saperlo), sposta il tasto di spegnimento e quello delle impostazioni sul lato esterno sinistro del già orendo menù Start, io non li vedo. Per scoprire che erano finiti lì, ho dovuto fare uno screengrab.

La cosa migliore, in tutto questo, è che non trovo un modo per dire a questo schermo ipertecnologico di centrare e ridimensionare l’immagine come voglio io.
Il mio vecchissimo monitor a tubo catodico? Lui lo poteva fare con dei comodissimi tasti + un rotellone sotto il bordo inferiore del monitor.
Il mio vecchio monitor non più a tubo catodico? Lui lo poteva fare con dei comodissimi tasti sulla cornice.
Questo? Questo può farlo (forse) con le informazioni che gli arrivano da un cavo VGA. Ma in caso di cavo HDMI, parrebbe che la risposta del monitor sia “Pippe!” seguito da una risata da villain dei film.

Tutto questo per dire che per ora non ho trovato una soluzione; e che io la tecnologia la amo, ma certi giorni sembra che lei mi odi, e allora pure io la odio, ma cordialmente, eh.

E ora tenterò di scrivere qualcosa, visto che s’è fatta una certa e tra maledizioni in turco e far passare una per una tutte le voci di inutili menù la giornata sta volando senza essere produttiva.
Stupida tecnologia che mi boicotta!

Ebook – Sweet Dreams


sweet-dreamsTitolo: Sweet Dreams
Lunghezza: 75000 parole più i ringraziamenti, pari, dice Amazon, a 312 pagine a stampa
Genere: urban fantasy e horror
Prezzo: in vendita su amazon per 2.99€
Link allo store: questo qui
Copertina: Luca “Cyberluke” Morandi
Impaginazione: la sottoscritta
Editing: il signor Hell
Betaletture e caccia ai refusi: Lucia Patrizi, Luca Tarenzi, Cristiano Pugno, Angelo Benuzzi
Trama: June Romano è una segretaria che desidera una vita qualunque. Stefano Maffon è un nuovo cliente dello studio legale per cui June lavora. Uscirci assieme non è una brutta idea, no?
Quando un incubo ricorrente inizia a infestare le notti di June, la ragazza scopre che la normalità della sua vita è sparita e che, se spera di ritrovarla, prima dovrà avere a che fare col mondo sovrannaturale che la circonda.
Sweet Dreams è il primo volume della serie urban fantasy Milano Onirica.

Il gran giorno è arrivato. Il tempo del preordine è finito (grazie a chi ha voluto sfruttarlo) e da oggi Sweet Dreams è in vendita, libero di infestare gli e-reader e i kindle di tutto il mondo!
Continua a leggere