Podcast of the week – Un panel su privacy e dati ospitato da GeekWire


“Are you getting a fair trade for your data?” Diciamocelo, fino a una decina d’anni fa una domanda del genere non ci sarebbe venuta in mente manco a pagare. Se ce l’avessero posta, avremmo guardato il nostro interlocutore con aria perplessa cercando di darle un senso vero. Dati? Quali dati? Che scambio? Di che diavolo stiamo parlando?
Oggi, invece…
Soprattutto dopo Facebook che si fa trovare a brache calate un giorno sì e l’altro pure, oggi è il tipo di domanda che non vogliamo porci, non davvero.

In cambio della mia privacy cosa sto ricevendo?
Cosa mi danno davvero Google, Amazon e Facebook in cambio di uno sguardo fin troppo approfondito alla mia vita?
Siri e l’assistente virtuale di Google sanno quante volte al giorno mi lavo i denti e a che ora entro e esco di casa e dal lavoro, il Dash Pod sa quante volte faccio la lavatrice, il mio smart-watch sa quante volte vado a correre e che percorso faccio e quando e se tutto va male rivela la posizione di una base di operazioni segrete in territorio nemico.
Ha senso da parte mia cercare di proteggermi? E come, poi? Come?!
Come si può provare a arginare o regolamentare questo immenso mondo di dati che vengono raccolti e messi insieme e usati per tracciare il nostro profilo onde meglio bersagliarci di pubblicità e prodotti?
È possibile che dal Primo Mondo vengano regole riguardo la profilazione online che possano aiutare, in un futuro, anche quelle nazioni che per ora si stanno ancora affacciando lentamente alla bolgia digitale in cui viviamo noi?

Ne discutono Molly Wood, presentatrice dello show radiofonico Marketplace Tech, Giri Sreenivas, capoccia della startup Helm (incentrata su server email privati), Ryan Calo, co-direttore del Tech Policy Lab della University of Washington, e Monica Nickelsburg, giornalista di GeekWire specializzata in civic innovation.

Qui potete trovare sia il podcast (29 minuti e spicci di highlights della conferenza), sia la sua trascrizione, sia il video della intera conferenza (un’ora e mezza circa, i primi due o tre minuti sono silenziosi ma la conversazione non è ancora iniziata).

È ottimo materiale di riflessione, anche se a tratti fa sentire sull’orlo di una distopia digitale.
Buon ascolto!

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Podcast of the week – Rock Medicine @ Sawbones.


Prendi un dottore.
Prendi un intrattenitore.
Prendi la storia della medicina, soprattutto nei suoi momenti più WTF e assurdi.
Prendi dell’equipaggiamento per registrazioni audio.
Shakera.

Otterrai “Sawbones” (segaossa), sottotitolo “A Marital Tour of Misguided Medicine”, le cui puntate puntualmente iniziano col disclaimer:

Sawbones is a show about medical history, and nothing the hosts say should be taken as medical advice or opinion. It’s for fun. Can’t you just have fun for an hour, and not try to diagnose your mystery boil? We think you’ve earned it. Just sit back, relax, and enjoy a moment of distraction from that weird growth. You’re worth it!

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Buone feste


Non so voi, ma qui siamo sopravvissuti ai bagordi natalizi, anche se a stento. È tempo di entrare in modalità letargo fino alla Befana.

Fate i bravi o i cattivi, ci si rivede a gennaio.

The vault is frozen.


Podcast of the week – Battlestar Galacticast ep. 1


Il Battlestar Galacticast ha ufficialmente aperto i battenti questa settimana, e quindi oltre a averne parlato per Melange, ora devo parlarne anche qui, perché davvero, quest’episodio non può non essere il podcast of the week!
Di che stiamo parlando?

Di Tricia Helfer e Marc Bernardin.
Di un’attrice che a recitato per tutta la serie di Battlestar Galactica, che è nella prima e nell’ultima scena, praticamente abbraccia settanta-e-rotti episodi di fantascienza con la propria presenza. E di un giornalista/sceneggiatore/podcaster che all’epoca della prima messa in onda della serie ne faceva i recap per il giornale per cui lavorava, e che ama la serie abbestia.

Stiamo parlando di due protagonisti che si trovano per discutere di ciascun episodio, un’ora di chiacchiere, retroscena, ricordi, sguardi nuovi.
Marc riguarda gli episodi.
Tricia in alcuni casi li vede per la prima volta completi, montati e con gli effetti speciali al loro posto.

Ed è un’oretta di splendide chiacchiere.

Trovate qui il primo episodio, che riguarda la prima parte della mini-serie andata in onda 15 anni e qualche giorno fa. Il secondo episodio, con la seconda parte della mini-serie, arriverà a giorni.

Buon ascolto, buon divertimento, abbonatevi al podcast e abbiate fiducia.
Tricia e Marc hanno uno studio di registrazione portatile. Hanno svariati assi nella manica.
Soprattutto, hanno un piano.

Podcast of the week – Julie Plec & Kevin Williamson @ The Writers Panel


Questa settimana la rubrica è dedicata a Lucia, la mamma del blog Ilgiornodeglizombi.

Ed è una puntata de The Writers Panel. Che non è altro che un padrone di casa (lo sceneggiatore e scrittore Ben Blacker) che chiacchiera con sceneggiatori e scrittori di scrittura, televisione, scrittura per la televisione, industria del telefilm e del film.
Ho già nominato altre volte il Writers Panel, perché è uno dei podcast che più amo, e che meno mi fa sentire sola.
Nulla ti conforta come sapere che anche gente affermata ha momenti in cui le parole non vengono e tutto quello che scrivi sembra sterco fresco.

Questa è una puntata leggermente diversa dal solito, perché inizia con una chiacchierata telefonica tra Ben Blacker e Beth Broderick. Che poi è la zia Zelda del telefilm Sabrina – Vita da Strega ed è una donna dannatamente affascinante.

E poi, dopo aver parlato di streghe nella cultura pop, si passa a una chiacchierata con due sceneggiatori e showrunners, registrata durante il New York Comic Con del 2018.
I due sceneggiatori/showrunner sono Kevin Williamson e Julie Plec, e la chiacchierata è super interessante, sia per quanto riguarda la scrittura, sia per quanto riguarda certi meccanismi creativi, e come funzionano certi ingranaggi televisivi.

E come se non bastasse, la puntata ci regala una professione d’amore che mette sia Williamson che Plec molto in alto nella classifica dei professionisti da stimare a pacchi.

Kevin Williamson: They can really turn my crap into some really great stuff.
Julie Plec: They’re so undervalued, underpaid, underapreciated.
Kevin Williamson: ‘Cause they’re true storytellers, a good editor is a storyteller, it’s not a technical job, it’s an art, and I hate that they’re not held up to the place where they really should be. But I worship them.

Buon ascolto!