Lo stato dei lavori – 19 febbraio 2015


Writer-Series2Ho amici, come Aislinn, che sono talmente diligenti da scrivere ogni mese un post di To Write List e fare i conti con i successi e gli insuccessi nel raggiungere gli obiettivi posti il mese passato.
Io tendo a essere troppo farfallona per riuscire a farlo ogni mese.
D’altro canto, come dicono gli inglesi, un post del genere fa sì che mi senta “accountable for”. Che io sia allo scoperto e non possa tirarmi indietro.
L’ho detto, devo farlo.

Quindi, come stanno i lavori, i progetti, gli sgorbi? Continua a leggere

Pazienza…


È arrivato quell'inquietante momento in cui ho dato una cosa da leggere al mio sparring partner (aka il mio critique partner d'elezione, aka il signor Hell). Trattandosi di un testo molto lungo, sarà una lunga lettura.

E quindi, settimane di terrore, Percezione dello Schifo Incombente, ripensamenti e “mannaggia!” levati al cielo.

Toccherà avere pazienza, un sacco di pazienza nonostante mi senta al contempo come Calcifer e Howl.

Passerà, prima o poi, fino ad allora sarò di umore “uhm…”, siete avvisati!

The damsel in distress has reached the expiration date, thank you very much


Gothic... yup...

Gothic… you know… something something pointed arches…

I’ve been thinking about the subject of this post for months, on and off and on again.
It’s the kind of thought I will continue to ruminate on at length, until I find the spark to start writing.

The spark came this evening, while talking with some trusted friends in a secluded and comfy spot of Facebook.
It was the kind of chitchatting that starts with the question “why the fuck do they call that awful, cliché-ridden paranormal romance gothic novel?” and then jumps to the abundance of cliché about women packed by the entertainment world; and to how infuriating it is to be a female writer who feels (and knows) that the audience expects her to write sugarcoated romantic bullshit; just to end up with the bedazzled question “what the fuck does she mean by make your lesbian main character a bit more lesbian?!”

It’s the kind of chitchat that ends up being a great venting opportunity and the source of some food for the mind.
The fact it fueled my own ruminations is just a bonus. Continua a leggere

Thunder and lightning


acheron booksDuring my Christmas holidays I had the pleasure of reading the first novel written by my friend Davide.
He worked on it for a long time and chitchatted about it on his blog at length. By the time the book was actually published, it felt like some distant relative about whom you know lots of weird and funny stories, even if you never met the guy in person.

the-ministry-of-thunder_72Then, when Acheron Books opened up shop and published The Ministry of Thunder, I finally met the guy, well, the guys and gals, in person.
And it was better than the weird and funny stories. Continua a leggere

Back to civilization


Dicembre è volato via. I primi 13 giorni sono fuggiti in mano al lavoro pagato e alla stanchezza che comportava.
Altri dieci giorni per le rotture burocratiche di donna-nuovamente-disoccupata (gaudio) e preparazioni al Natale.
Il resto, investito in vacanza.

Undici giorni.
Era da agosto che non staccavamo davvero, io e il MPPDM, e sembrava passato un secolo.

Quindi, undici giorni di relax.
Ho guardato la neve cadere sul paesino, facendole mentalmente braccino e spernacchiandola, che tanto io di casa non sarei uscita per giorni, tiè!
Ho curato il fuoco nel camino e cucinato pollo al curry a nastro.
Ho letto (meno di quanto avrei voluto).
Ho videogiocato e ancora videogiocato, aiutando il MPPDM a guadagnare il nostro terzo trofeo di platino.
Ho guardato Rambo, e Rambo 2, e Rambo 3, e Per qualche dollaro in più, e Il grande Lebowsky, e Hot Fuzz (colpa di Aislinn se l’ho dovuto recuperare di nuovo), e Hansel & Gretel cacciatori di streghe (qui è tutta colpa di Lucia).
Ho scribacchiato, ma decisamente meno di quanto avrei voluto, perché, come noto, io sono la regina delle Fate Smemorine, e quindi la chiavetta con i file su cui stavo lavorando è rimasta a casa, attaccata alla porta USB del computer, triste e sconsolata. O forse incacchiata, chi lo sa.
E ho pensato alle storie che sto scrivendo, e a quanta voglia avrei di scriverle decentemente e di non distrarmi.

E non ho praticamente toccato internet, complice una serie di problemi di connessione da WTF.

Oggi torno a casa, chiacchiero con amici e conoscenti che questi ultimi undici giorni se li sono fatti connessi, e mi trovo a chiedermi se essere felice di questa mia assenza dalla rete, o se sentirmi dispiaciuta di essermi persa certe scene, certe sparate, certi momenti da scimmie imbizzarrite nelle loro gabbiette, l’ennesimo stillicidio di scemenze.

No, decisamente meglio aver staccato.
Ogni tanto, a piccole dosi, fa bene perdere di vista la “civiltà” e godersi la barbarie di una casa senza telefono e in cui il cellulare a malapena prende, ma solo se lo metti in verticale, su quell’unica mensola, immobile, non guardarlo, ecco, lo hai guardato e ha perso la sua unica tacca, te l’avevo detto, io!

Ora si torna a scrivere.