Pezzi d’adolescenza


It’s relatively noninvasive. It can be somewhat painful, but noninvasive.

Terza media, o forse biennio delle superiori.
C’era un programma su Antenna 3, credo di domenica pomeriggio; un programma di cui non sapevo il titolo, solo l’ora approssimativa in cui lo trasmettevano, e che era fichissimo perché parlava di effetti speciali, rivolgendosi ai ragazzi.
E io, che ero una ragazzina curiosa, me ne stavo estasiata a guardare come funzionavano questa o quella macchina da presa ipertecnologica; o come era stata materialmente fatta la scena in cui blatte uscivano dalla bocca di una povera ragazza ricoperta d’insetti; o come facevano a sostituire le dita di una povera ragazza con dei serpenti. Una figata fotonica di programma.
Doveva essere una figata fotonica di film, no? Non sapevo come s’intitolasse o quale fosse la trama, ma sapevo che avrei davvero voluto vederlo, con quell’immaginario spaventoso eppure “accessibile”…the craft 6
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Io e Meatgrinder


Copertina Epidemic EgonomicC’è un sito, che si chiama Smashwords.com. Smashwords fa varie cose. La prima, e più evidente, è essere un rivenditore di ebook, un luogo virtuale in cui comprare ebook o, se gli ebook li scrivi, pubblicare ebook.

La seconda cosa, meno evidente, è fare da intermediario tra te, scrittore di ebook, e altri negozi di ebook. Si prende una piccola percentuale del ricavato, ma dando l’ebook in pasto al solo Smashwords, quello finisce su svariati siti. Continua a leggere

Grandi notizie


Writer-Series2Lo dico?
Lo dico.

La notizia ai backers è stata data il 20 ma io l’ho letta solo ora, e quindi ora che ho questa forma di ufficialità alle spalle, la condivido con il resto del mondo: c’è un elenco di racconti che farà parte di un’antologia pubblicata dalle menti che stanno dietro a Mad Scientists Journal.
L’antologia si intitola Fitting In: Tales of Supernatural Outsiders, ed è stata finanziata con un kickstarter.
L’elenco di racconti fa così: Continua a leggere

Bollettino di guerra?


Writer-Series2Breve, brevissimo post per dire:

  1. che sono ancora viva.
  2. che sto scrivendo, tanto, lentamente, in inglese, e certe volte è come cavar denti a uno struzzo idrofobo, altre no.
  3. che appena avrò finito di scrivere quel che sto scrivendo in inglese, passerò a editare il Paciugo e Sweet Dreams, alla buon’ora!
  4. che oggi ho ricevuto una splendidissimerrimissima notizia e che è dalle undici e spicci di mattina che saltello (fisicamente e mentalmente) come una deficiente.
  5. che sono una persona fortunata perché ho degli amici che mi consigliano cose fighissime da fare o libri fighissimi da leggere o mi danno informazioni fondamentali per quel che sto scrivendo. E sono fortune non da poco.
  6. che ho sonno, ma passerà.

Ora scusate, c’ho ancora 267 parole da scrivere per raggiungere il minimo giornaliero che mi sono imposta.

Buon weekend!
Musica.

Il giusto equipaggiamento


Oggi il mio lavoro a tempo determinatissimo mi ha portato a passare una mattina a lavorare in un ufficio della Polizia Municipale.

Eravamo io, una agente in abiti civili e una impiegata amministrativa in abiti altrettanto civili.

Suonano. Apro.

Lui entra, si guarda attorno. Tre donne che lo guardano e attendono che spieghi che cosa, di terribilmente urgente, l'ha portato dalla Municipale. Lui continua a guardarsi attorno, finalmente decide di guardare una di noi, aprire bocca, un po' deluso, e dire:

– Ah. Non c'è nessuno?

 

Buona festa della donna 2016, in ritardo.

 

E precisiamo una cosa, così, a scanso di equivoci e facili alibi: non è che quando c'è uan vigilessa in divisa le cose siano diverse, anzi, la scena si ripete identica anche con la combo due vigilesse in uniforme + un'impiegata. Perché quel che conta non è che l'interlocutore abbia la divisa.

Quel che conta è che l'interlocutore abbia il pisello.

 

E ri-buona festa della donna, anno domini 2016.