La maledizione non se ne va


È tornata, ma forse non se n’era mai andata.

Sto formattando e convertendo e preparando un nuovo ebook e ecco che si palesa di nuovo lei: la maledizione dell’ebook riluttante.

Questa volta, dopo un ebook tutto in Courier New (l’orrore cosmico!) e due con copertina doppia, il quarto tentativo mi ha dato un ebook con un font umano, una sola copertina, indice perfetto e-
Il piccolo difetto che la copertina è sì una sola, come previsto. Ma è anche minuscola.

Mini copertina Continua a leggere

Tempo di editare


wpid-Photo-20150121211306413.jpgDopo aver atteso che il mio sparring partner leggesse e annotasse il Paciugo; dopo aver atteso che le sue note sedimentassero nella mia testa dando qualche frutto; e dopo aver atteso di trovare il coraggio per mettermi al lavoro, mi sono finalmente messa al lavoro per editare il Paciugo.

Quindi da qualche giorno a questa parte la precedenza, quando apro un programma di videoscrittura, ce l’ha l’editing del Paciugo. Continua a leggere

La gentilezza vi appartiene


Ieri ho urlato sul lavoro.
Non è stato esattamente il vertice della professionalità, da parte mia, ma non ho retto.

20081222-dizionarioNello specifico, non ho retto a un cinquantenne che ha fatto di nuovo la cosa che io gli avevo chiesto con fermezza di non fare mai più. Ovvero, ignorare me e la mia lezione per guardare sul dizionario cose non pertinenti (grazie alle quali poi deragliare la suddetta lezione) e finire col dovermi chiedere di rispiegare le cose che avevo ampiamente illustrato mentre lui era tutto intento a sollazzarsi col dizionario.
Quindi, shame on me, ho urlato.

Ho urlato perché ne avevo le tasche piene, ho urlato perché ero stanca, ho urlato perché era un cinquantenne, non un bambino dell’asilo, a non essere in grado di rispettare una richiesta più che ragionevole.
Ho urlato perché era una palese mancanza di rispetto.
Ho urlato perché il cinquantenne ha avuto la faccia tosta di dirmi “Ma la lezione è finita, pensavo…” quando alla fine della lezione mancava ancora un’ora e tre quarti, e 15 minuti ancora ci separavano dall’intervallo. Continua a leggere

Amore e quella là


Succede di fare paragoni. Un amico ti fa leggere una sinossi e tu, tra uno sbadiglio di “già visto” e il successivo, fai delle associazioni mentali. E ti rendi conto, con tristezza, che la sinossi che stai leggendo non solo sa di già visto. L’hanno già fatto decine di altre persone, con carrellate di successo in più.

Nello specifico, la trita sinossi prevedeva Cupido che si vuole innamorare e quindi spezza le sue frecce per diventare umano, ma facendolo condanna una principessa parigina a una vita d’infelicità amorosa. Seguono peripezie di entrambi per trovare le frecce magiche (?) e ottenere l’amore.

Che non solo è una trama che mi lascia perplessa* ma, davvero…

Cupido innamorato?

Apuleio. 2º secolo d.C. Cupido s’innamora per sbaglio di un’umana, seguono peripezie per entrambi. ** Continua a leggere

Seguiranno momenti di terrore e imbarazzo


Il tanto atteso momento è arrivato: Hell, in qualità di editor e sparring partner, mi ha rimandato il file del Paciugo con le correzioni, i cambiamenti e le aggiustatine da fare.

E se da un lato sono qui che gongolo perché mi ha detto che Victoria è il mio personaggio più bello, dall’altro sto ancora raccogliendo il coraggio necessario ad aprire il file. In pratica, sto procrastinando il momento in cui vedrò tutto quello che non va e che potevo fare meglio. E anche se so che certe cose, quando sono mesi che sguazzi nella stessa storia, non le vedi nemmeno se hanno le dimensioni di una balenottera azzurra affetta da gigantismo, sono un filo in ansia e in pre-vergogna. Sono fatta così e non sembro poterci fare troppo.

Quindi, niente, ladies and gents, vado a accendere il pc e guardare cosa mi ha scritto Hell (lode lode a lui, a chi me l’ha fatto incontrare e al fatto che sopporta me e le mie prime stesure).

Seguiranno, come da titolo del post, momenti di terrore e imbarazzo.

Non fate caso alle eventuali risate isteriche. È tutto nella norma. Più o meno.