Concorso: AAA copertine alternative cercasi


Cover-book-mockup-presentation2In vari hanno avuto questa idea prima di me, dal vicino di blog Alessandro Girola al più-o-meno-disperso Mr. Giobblin.
È, incidentalmente, una delle strategie di marketing che Davide consiglia nel suo Il Tao e la Top100 di Amazon (stratagemma 4.2, per la precisione).
E l’idea di base, ne converrete, è semplice: un contest, copertine alternative e altro materiale grafico legato ai miei ebook in cambio di buoni amazon (con cui comprarvi quel set di stampini per biscotti tanto carini o abbassare il prezzo di quell’HD da 2 Tera che vi fa salivare da settimane).

No, non sono in alcun modo insoddisfatta delle mie copertine, anzi, sono una delle cose che mi rendono orgogliosa.
Ma sono una bestia curiosa, e mi piacerebbe vedere cosa mani e menti diverse possono  creare per le mie storie.

Quindi, se non si fosse capito, è tempo del primo concorso di questo blog tendente allo scalcagnato!

Sotto col Regolamento:

Di cosa ho bisogno?
Di copertine alternative per i miei ebook.
Ma non ho nulla contro l’idea di ricevere dei banner pubblicitari per i miei ebook, anzi, se è quello che vi stuzzica, chi sono io per dire di no?
Gli ebook, per chi non li conoscesse, sono:
Vento di Cambiamento
A Song to Say Goodbye
Firepower
Jimmy Loves Laura
Whalton N° 5

Ma se io non li ho letti, i tuoi libri?
Potete comprarli e leggerli (nudge nudge, wink wink)… oppure ci sono le anteprime gratuite e le sinossi, per avere un’idea del mood e dello stile dei miei cinque ebook.
Qualcosa mi dice che potrebbe essere interessante scoprire cosa le semplici sinossi e anteprime possono ispirare in uno sconosciuto.

Cosa c’è in palio?
Oltre a visibilità qui, sul mio tumblr e sul mio profilo FB per tutte le opere partecipanti, gli autori delle due opere che, a insindacabile giudizio della giuria, saranno decretate come le migliori, riceveranno ciascuno un buono amazon da 10 euro che verrà spedito loro via mail.
In aggiunta, i due vincitori si aggiudicano l’invio gratuito di uno dei miei ebook (a propria scelta) o, in caso li avessero già letti tutti (che bello!), la possibilità di ricevere il mio prossimo ebook in anteprima appena sarà pronto (di nuovo, gratuitamente).

Chi può partecipare?
Chiunque.

Con quante opere si può partecipare?
Quante volete! E potete scegliere l’ebook o gli ebook che volete tra i cinque titoli elencati.
Volete fare dieci copertine alternative per la signorina Whalton? La signorina dirà che era il minimo!
Una copertina per Vento di Cambiamento e un banner per Jimmy e Laura? Splendido!
Scegliete cosa vi ispira e create, io non vedo l’ora di avere tra le mani i risultati.

Quando scade il concorso?
Il concorso dura tutta l’estate. In barba alla stagione con cui ho meno feeling, il concorso dura da domani, 21 giugno, fino al 21 settembre. Tre mesi per fare dito medio all’afa* e creare cose belle.

Sì, ok, ma inviarli dove?
La mail ufficiale del blog, epidemic.egonomi1@gmail.com è sempre aperta e in questi tre mesi rimarrà in attesa di una o più vostre mail. Unica richiesta, scrivetemi nella mail con che nome mettere in mostra le vostre opere (in caso usiate un nickname) e, se avete un sito coi vostri lavori, mettetemi un link.
Se visibilità dev’essere, che visibilità sia.

E la giuria?
“Giuria” è il parolone dietro cui ci nascondiamo io e due persone la cui identità è segretamente segreta. Saremo giusti e imparziali.

Ci sono restrizioni?
Solo il buongusto (Amazon e i social network hanno delle precise policy sul decoro), il buonsenso (aiutatemi a vendere le mie storie, non a far fuggire la gente) e il tema.
Per il resto siete liberi di fare quello che volete, come volete.

Quindi, per riassumere: 3 mesi di tempo, 10+10 euri in palio, 5 ebook da cui farsi ispirare.
Buona fortuna e  buon lavoro!

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* se voi non avete l’afa, lodate quel che volete lodare e ritenetevi fortunati!

L’estate è di nuovo qui


Sono appena tornata da cinque giorni di relax in montagna e già vorrei ripartire. La ragione è semplice: mentre io ero impegnata a rilassarmi e giocare a Diablo 3, ha pensato bene di arrivare l’estate.

Se fossi Puffo Brontolone, direi che la odio, l’estate.

Non so perché, ma per Google l'estate è una roba di mare...

La verità è che abbiamo un rapporto altamente conflittuale.

Mi piacciono alcune cose: potermi vestire con meno di ottanta strati di abiti, la varietà di frutta e verdura che puoi portare in tavola senza vendere un rene nel reparto ortofrutta, non dover accendere la caldaia quando devo lavarmi le mani in montagna, il gracidare delle rane la sera e di notte, tornare a casa e trovare due o tre rospi che fuggono dalle luci dell’auto, ma che, se li prendi in mano, poi non vogliono mollare il tuo calore che è tanto bello.

E poi c’è tutto il resto.

Il caldo asfissiante della pianura padana.

Sudare come un maiale sullo spiedo anche solo stando seduto immobile.

L’odore della gente che come te ha sudato come un maiale, ma poi ha deciso di non mettere a lavare il vestiario.

Le piante da annaffiare praticamente ogni cinque minuti e l’orto, che anche se lo annaffi la mattina presto, ora che torni in casa sei gronante.

Le zanzare a nugoli, che ti aspettano nel summenzionato orto e appena fuori dalla porta di casa.

Le vespe che cercano di fare il nido davanti a casa.

Non poter andare in giro senza reggiseno perché con la roba scollata poi finisce che offri agli socnosciuti panorami che sono riservati a una persona sola, e quindi l’alternativa è che quando poi, a sera, tenti di levartelo, ‘sto cavolo di reggiseno, ce l’hai praticamente incollato addosso dal sudore, e pure la gravità fatica a fare il suo lavoro.

Dover mettere in armadio le scarpe da ginnastica e quindi guadagnarsi una vescica dopo l’altra andando a spasso coi sandali.

L’auto che apri le portiere e vieni assalito da un uno-due di calore sahariano che ti tramortisce e lascia inebetito a contemplare l’orrore del ritorno a casa

L’aria condizionata che ti congela sul posto.

La pressione che crolla.

I mal di testa che aumentano per il solo fatto che c’è più sole, dannazione a lui.

I temporali tutti fulmini una sera sì e una no, che ti costringono a staccare tutto per evitare che modem o computer facciano la fine delle 2 TV delle signore del piano di sotto, svampate dal fulmine che ha fritto tutti i citofoni del palazzo, un paio di estati fa.

Il fatto che camera mia diventi un forno dalle 12 in poi e quindi devo abbandonarla.

Il fatto che il mio pc è fisso e scalda come un piccolo vulcano, contribuendo a rendere camera ancora più simile a Crematoria.

Il fatto che se voglio fare qualcosa di informatico, devo farlo o di primissima mattina (vanificando il poco fresco della camera) o dal tablet, che però ha programmi la cui compatibilità coi programmi del pc è prossima allo zero e quindi mi costringe a litigi informatici di cui farei volentieri a meno…

Il che implica che qualunque cosa io abbia intenzione di fare a pc (editare il Paciugo, scrivere cose nuove, cazzeggiare senza sosta), verrà fatto con estrema lentezza e imprevedibili punteggiature di imprecazioni.

In sostanza, l’estate per me è una rottura di palle.

Quindi sì, come tutti gli anni sto già sognando l’inverno. Non arriverà mai troppo presto, checché ne dicano gli Stark.

Whalton striscia

Ebook – Whalton N° 5


Whalton N° 5Titolo: Whalton N° 5
Lunghezza: 27.000 parole e spicci, più altre 1800 di chiacchiere varie; il tutto pari, dice Amazon, a 126 pagine a stampa stimate
Genere: Due Minuti a Mezzanotte, quindi supereroi
Prezzo: in vendita su amazon per 1.45€
Link allo store: questo qui
Copertina: Giordano Efrodini
Impaginazione: la sottoscritta
Editing e beta-lettura: il signor Hell
Trama: In un mondo in cui i supereroi e supercriminali nati da un misterioso esperimento scientifico riempiono le cronache, nomi altisonanti e tutine colorate sono all’ordine del giorno.
Ma non per la signorina Eleanore Whalton, revisore contabile.
È solo lunedì mattina e, tra misteriose corporazioni e diabolici intrighi, la signorina Whalton comincia a pensare che forse sarebbe il caso di abbandonare la contabilità per un settore meno pericoloso.
Ma è solo lunedì.
Le cose non potranno che peggiorare. Continua a leggere

La mia trimurti è perita


il cerchio del tempoUno dei regali più fichi di quando ero piccola-ma-non-così-piccola me lo fece mia madre: l’iscrizione alla biblioteca comunale. Non ricordo se era per un compleanno o un’altra ricorrenza, ma mi ricordo il foglio che annunciava che ero iscritta alla  sezione ragazzi.
La biblioteca era a un passo da casa mia e in poco diventò l’attrazione principale della città, per me.

Se penso ai pomeriggi in quella biblioteca, il ricordo è così forte da essere fisico.
Ricordo le voci della gente al centro anziani, che rimbombavano nel cortile interno.
Ricordo il cancello che cigolava, e il rumore dei miei passi sulla scala di cemento, il corrimano freddo d’inverno e bollente d’estate.
Ricordo il calore della biblioteca, la penombra delle veneziane abbassate, l’odore di moquette calda e libri e polvere e un che di umido che non credo facesse proprio benissimo ai libri.
Ricordo il vento che entrava dalle finestrone a est e percorreva la sala ragazzi andando verso la porta d’entrata.
Ricordo il tump tump dei timbri e il bziiiiip bzip bziiiiiiip della stampante anni ‘90.
Ricordo gli scaffali di metallo rosso con la fila di costole bianche con le scritte nere dei volumi di fumetti di Asterix e Obelix (credo di averli letti tutti, ripetendoli per buona misura), e quelle giallo squillante dei Giallo Junior, e quelle fucsia dei Super Junior, e quelle lillino dei Gaia Junior.
Ricordo i libri pigiati per farli stare a forza negli scaffali e ricordo che li spulciavo ogni volta cercando un titolo, un autore, una trama che mi sfiziassero.

La figlia della lunaRicordo alla perfezione i miei tre libri preferiti, quelli che ho preso in prestito ancora e ancora, per rileggerli.

I gatti del Seroster, di Robert Westall (en 1984, it 1994).
La figlia della Luna, di Margaret Mahy (en 1984, it 1990).
Il cerchio del tempo, di Tanith Lee (en 1976, it 1990). Continua a leggere