Un po’ di arte


 

Laura

Laura

Cose fighe dello scrivere:

  • ti fai dei gran viaggi mentali, immaginando le peggio cose, e poi devi riuscire a tradurle in parole nella maniera più efficace che ti venga. Non è sempre facile ma è molto molto divertente.
  • se vuoi pubblicare un ebook, deve avere una copertina, e se non vuoi sembrare un dilettante allo sbaraglio, dev’essere una copertina coi controcazzi, il che implica avere a che fare con gente di grande talento a cui chiedere di lavorare per te. I risultati sono sempre interessanti e arricchenti,
  • a volte, le immagini che hai nella testa e che hai tramutato in parole, ritornano a essere immagini grazie alle matite (o alla tavoletta grafica) di qualcuno, sia esso pagato o meno.
Lei secondo Silvia

“Lei” secondo Silvia

Così, per esempio, un tot dopo la loro uscita, Silvia (aka Kara Lafayette) ha ritratto la protagonista di Epidemic Egonomic e “Laura” da Jimmy Loves Laura. E io ho gongolato, come è solo giusto che sia, perché quando qualcuno si sbatte a disegnare quel che tu hai scritto è un gran bel segnale, sia per la tua capacità di rendere le immagini che hai in testa, sia per la tua capacità di colpire i lettori con quelle immagini.

Ecco, per Sweet Dreams, parto “avvantaggiata”.

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Io e Meatgrinder


Copertina Epidemic EgonomicC’è un sito, che si chiama Smashwords.com. Smashwords fa varie cose. La prima, e più evidente, è essere un rivenditore di ebook, un luogo virtuale in cui comprare ebook o, se gli ebook li scrivi, pubblicare ebook.

La seconda cosa, meno evidente, è fare da intermediario tra te, scrittore di ebook, e altri negozi di ebook. Si prende una piccola percentuale del ricavato, ma dando l’ebook in pasto al solo Smashwords, quello finisce su svariati siti. Continua a leggere

Il Chimico e lei: il ritorno


Al momento di scrivere questo post, Epidemic Egonomic, il mio primiiiiiiiiiiissimo ebook, è in vendita su Amazon da un giorno e mezzo. Se ne sta, bel bello, al 43º posto della Top 100 Horror e al 62º della Top 100 di fantascienza.

Non male, per un ebook che a suo tempo è stato scaricato quelle mille volte a ufo.

Quindi sì, il Chimico e “lei” son tornati.

Avrei dovuto farli tornare già mesi (anni!) fa, ma sono notoriamente pigra, quindi hanno dovuto aspettare fino ad ora.

Li trovate su Amazon, come ho detto, a questo indirizzo qui. Per 1,46 euri potrete acquistare e leggere Epidemic Egonomic e fare la conoscenza del Chimico, e di una donna senza nome. Potrete godervi la Pandemia Gialla, un po' di sano orrore e di sana post-apocalisse. Potrete ascoltarvi della musica, o detestarla e farne a meno.

Potrete leggere la mia prima collaborazione con Hell, qui al suo primo editing.

Chissà se la fascetta che mi ha fatto Luca (autore anche della copertina) diventerà veritiera, o se ci vorrà più di una settimana per arrivare al fantastiliardo di copie…

 

La mia colonna sonora è differente


Writer-Series2Qualche settimana fa (varie settimane fa…), prima che la mia connessione morisse e risorgesse, parlavo con Lucia e Davide di colonne sonore, in una di quelle conversazioni che nascono da una comune perplessità e poi si allargano.

Il fatto è che tutti e tre usiamo molto la musica quando scriviamo. Ci sono persone che non la usano e va benissimo così, mica tutti siamo obbligati a funzionare nella stessa identica maniera, no?
Anche perché ognuno di noi tre usa la musica a modo suo, nonostante siamo uniti da un’idea generale: che la musica che ci fa da colonna sonora debba avere a che fare con quel che stiamo scrivendo.
Che si tratti di dare ritmo alle azioni che scriviamo sulla pagina o di rafforzarne la nota emotiva, non la scegliamo a casaccio.

E eravamo perplessi da due cose.
Primo, dal vedere malmenatori di tastiere che condividevano sui social network la colonna sonora della loro ultima fatica con più o meno lo stesso entusiasmo del classico tizio che scopre l’acqua nel 21° secolo.
Secondo, dal constatare che tale colonna sonora era composta da una sola cosa. Techno.
Un’ora filata di techno.
Solo techno, nient’altro che techno.
E la peggio techno, quella che sembra essere stata scritta da un bambino che pigia sempre i soliti due tasti di una tastiera distorta, all’infinito. Continua a leggere

Lo stato dei lavori – 19 febbraio 2015


Writer-Series2Ho amici, come Aislinn, che sono talmente diligenti da scrivere ogni mese un post di To Write List e fare i conti con i successi e gli insuccessi nel raggiungere gli obiettivi posti il mese passato.
Io tendo a essere troppo farfallona per riuscire a farlo ogni mese.
D’altro canto, come dicono gli inglesi, un post del genere fa sì che mi senta “accountable for”. Che io sia allo scoperto e non possa tirarmi indietro.
L’ho detto, devo farlo.

Quindi, come stanno i lavori, i progetti, gli sgorbi? Continua a leggere