Godbreaker – Luca Tarenzi


godbreaker-tarenzi-salani-280x419Titolo: Godbreaker
Autore: Luca Tarenzi
Pagine: 320, dice internet. Mi fido. *
Genere: urban fantasy
Editore: Salani
Lingua: italiano
Trama: Molly è il nome che Margretha usa da quando è arrivata ad Amsterdam, dove si guadagna da vivere lavorando come prostituta, una delle tante ragazze in vetrina del quartiere a luci rosse della città olandese.
Ed è sul lavoro che incontra Edwin, un ragazzo con cui, volente o nolente, instaura un legame che si fa sempre più complicato. Perché Edwin non è una persona normale: è nato nell’Italia fascista e ha smesso di invecchiare da tempo, e tutto ciò che lo muove, da davvero troppi anni, è il desiderio di uccidere una persona.
Chi? Beh, Liàthan, un dio che ha 4000 anni e che ha dimenticato più vite di quante ne ricordi, che passa le giornate e le nottate a stordirsi e annoiarsi, privo di stimoli.
Finché l’arrivo di Edwin e la minaccia che egli rappresenta non lo riscuotono. Il dio ha un anno per fermare il proprio misterioso avversario, o dovrà lasciarsi tagliare la testa, come nella leggenda del Cavaliere Verde.

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Non è morto…


Sto uscendo da un periodo in cui ho avuto meno stimoli per aggiornare il blog, come si sarà notato dalla cadenza non proprio quotidiana dei post.

Molto semplicemente, questo posto è la mia casa virtuale, un luogo di sfogo e di divertimento, senza pretese anche e soprattutto quando si tratta di cadenza dei post.
Quindi non credo avrò mai il problema di quei blogger che scoprono, con sgomento, che aggiornare il loro blog sta diventando un’imposizione invece di un piacere, un peso invece che un momento di divertimento.
Né credo che piangerò mai per il fatto che i commenti sul mio blog sono pochi: ne ho sempre avuti pochi, averne tanti è più un’eccezione che la regola.

Invidio, sinceramente, chi aggiorna il blog quotidianamente divertendosi sempre, così come invidio chi scrive ogni giorno dosi incredibili di parole sensate, o quelli che sanno tirare fuori dei titoli fichissimi per post, racconti o romanzi, ma perderei presto il piacere di tenere aperto questo posto, se dovessi dannarmi per trovare qualcosa di cui parlare ogni santo giorno.

Quindi?

No, nulla, sto blaterando, ma il succo, se ce n’è uno, è dirvi che non sono stata divorata da uno shoggoth nella notte, e che il mio blog non è morto, solo un po’ letargico.

Nei prossimi giorni arriverà qualche post, credo. Siate fiduciosi! 🙂

Il giovane Lovecraft -  copertinaOh, e per rimanere in tema col titolo: Mr Giobblin ha indetto un giveaway fichissimo, in palio “Il giovane Lovecraft”, ovvero un fumetto sull’infanzia di (ma dai!) Howard P. Lovecraft. Spero di vincere, e in caso contrario il libro finirà in wishlist! 😀

Sul gdr, parte non so quanto – Tipi di Master


dadiSto pensando a quanti tipi di Master* ho incontrato e a quanti me ne hanno descritti. Tanti, forse troppi. Però, come c’è una vaga tassonomia per classificare la strana specie dei giocatori, ce n’è anche una per i Master.
E quindi, credo che elencherò un po’ di tipi di Master (dando per scontato che valgono sempre le caratteristiche dei tipi di giocatori).
Quindi via, come viene!

1. Il capitalista d’assalto. Quello che sì, ok, i tesori, il loot, le ricompense, ma vuoi mettere quanto è più fico dare a un gruppo un villaggio di cui diventare custodi/amministratori e farlo fruttare monetariamente come si fosse in un gestionale? Vuoi mettere che divertimento? Il problema è che no, tendenzialmente i giocatori vogliono andare a zonzo, ammazzare mostri, darsi all’avventura, non crearsi un potenziale impero finanziario inventando strategie di mercato et similia. Continua a leggere

The Encyclopedia of Fantasy


Piccola segnalazione, due righe in croce, per condividere questa scoperta: da pochi giorni è online la versione digitale della “Encyclopedia of Fantasy” curata da John Clute e John Grant.
È aggiornata solo fino al 1997 (unica eccezione, una serie di date di morte che sono state aggiunte) e, affermano i curatori del sito, non verrà aggiornata per chissà quanto, poiché la loro priorità è mantenere aggiornata sua cugina, “The Encyclopedia of Science Fiction”. Scelta che capisco, tuttavia non mi esalta.

La versione del 1997 con il suo milione e passa di parole è meglio di nulla, anche se spiace che ci siano piccole vaccate come la povera signora Edith Nesbit che compare come Nesbit, E (e pace al resto del nome) e la pagina del Necronomicon che è, come dire, un po’ scarna… Vabbeh, ci si accontenta, no? 😛