Piccoli giocatori di ruolo


dadiGiornata estenuante, oggi, anche se il pomeriggio è stato, alla fin fine, un pomeriggio in cui ho fatto poco, di materiale.
Ma nondimeno, un pomeriggio pieno. Pregno, come dicono quelli fighi.

Ho avuto modo di incontrare delle personcine niente male e di vederle all’opera. Ho avuto modo, per dirla chiara e tonda, di incontrare tre giocatori di ruolo e master e vederli interagire con un gruppo di bambini dei primi anni delle elementari e con due gruppi delle medie circa.
E sono state delle gran belle interazioni.

E quindi si fottano tutte le cose deliranti, folli, oltraggiose, stupide, idiote o decerebrate accadute nella mattinata. È stato un bel pomeriggio.

Per due ragioni, che poi sono due facce della stessa medaglia.

La prima.
Vedere dei ragazzini delle medie pendere dalle labbra di uno sconosciuto.
Ascoltarli tirar fuori le idee più turpi, contorte e arzigogolate per cercare di risolvere un mistero nei pochi minuti rimasti.
Vederli affrettarsi a copiare il foglio su cui questo sconosciuto ha scribacchiato un elenco di giochi di ruolo adatti alla loro età.
Vederli interessati, entusiasti, che mollano Magic per andare a vedere cosa fanno quelli che ruolano.

La seconda.
Il papà con la cuffia di Gears of War che porta una riluttante figlia armata di Mini Pony all’esperienza di gioco di ruolo per bambini delle elementari. Che sta lì tutto il tempo, e segue, e la guarda, l’ascolta, ben diverso dalle mamme che coccolano i loro figli col pollice in bocca o da quelle che messaggiano a razzo.
E lui, il papà con la cuffia di Gears of War, è quello che mette insieme un accrocchio di carta e scotch che scherma la luce del faretto che illumina la zona cuscinata.
Ed è l’unico dei genitori presenti a sfoderare il cellulare per fotografare sua figlia che, entusiasta, partecipa alla sua prima, rumorosa, giocosa, casinistica, esperienza di gioco di ruolo.
Perché è anche lui un roleplayer.
E a me fa una tenerezza infinita.

Ed è tutto merito dei ragazzi di Fantasika Group. Chapeau!

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Numenera, tra fantasy e fantascienza


NumeneraIo ho esperienza con una limitata gamma di giochi di ruolo, e pure con una limitata gamma di stili di gioco, nonostante quello che uno possa immaginarsi da qualche post goliardico che ho fatto nel tempo.

Nonostante questa mia ridotta esperienza, o forse proprio per questo, più spulcio il manuale base di Numenera, più ho la salivazione imbizzarrita e una gran voglia di provarlo, di vederlo in azione.

Finanziato con un Kickstarter di notevole successo (lode lode a Kickstarter), uscito ad agosto 2013 e partorito dalla mente di Monte Cook, Numenera è un gioco di ruolo in equilibrio sulla linea di demarcazione tra fantasy e fantascienza, in un certo senso basato sull’adagio di Sir Artur C. Clarke:

Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.

E allora, se una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, perché non ambientare un gioco di ruolo in quello che sembra un mondo fantasy ma che in realtà è la Terra tra 1 miliardo d’anni? Continua a leggere

Sul gdr, parte non so quanto – Tipi di Master


dadiSto pensando a quanti tipi di Master* ho incontrato e a quanti me ne hanno descritti. Tanti, forse troppi. Però, come c’è una vaga tassonomia per classificare la strana specie dei giocatori, ce n’è anche una per i Master.
E quindi, credo che elencherò un po’ di tipi di Master (dando per scontato che valgono sempre le caratteristiche dei tipi di giocatori).
Quindi via, come viene!

1. Il capitalista d’assalto. Quello che sì, ok, i tesori, il loot, le ricompense, ma vuoi mettere quanto è più fico dare a un gruppo un villaggio di cui diventare custodi/amministratori e farlo fruttare monetariamente come si fosse in un gestionale? Vuoi mettere che divertimento? Il problema è che no, tendenzialmente i giocatori vogliono andare a zonzo, ammazzare mostri, darsi all’avventura, non crearsi un potenziale impero finanziario inventando strategie di mercato et similia. Continua a leggere

Everything is better with pirates. And with crowd-founding!


Oggi è l’International Talk Like a Pirate Day, lo conferma anche wikipedia. E quindi quale giorno migliore per ri-parlare dei Dead Gentlemen e dei due The Gamers? Che c’entrano? C’entrano perché il secondo film ha risposto a una domanda che da secoli affliggeva l’umanità, ovvero “Chi vincerebbe, tra pirati e ninja?” La risposta è che vincerebbe la pizza, ovviamente.

E nello spirito cazzaro e goliardico dei Dead Gentlemen, di The Gamers e The Gamers 2: Dorkness Rising, sono lieta di annunciare che i ragazzi della DG a luglio hanno aperto un kickstarter per raccogliere fondi per realizzare un terzo The Gamers; che hanno raggiunto l’obbiettivo di 320.000 $; che l’hanno fracassato, l’obbiettivo, raccattando 400 mila dollaronzoli; e che l’umanità vedrà The Gamers: Hands of Fate. Evvai!

Da questo schema nasce il Talk Like a Pirate Day. Lunga vita al pastafarianesimo 😛

L’unica cosa negativa è non aver potuto contribuire alla raccolta fondi e ricevere una delle fichissime rewards (per dire, la miniatura del mound of dead bards sarebbe fichissima. Useless, ma fichissima!).
Le cose ottime sono che Monte Cook farà un altro cameo; nel film compariranno Pathfinder e Savage Worlds tra gli altri giochi; Sean Reynolds scriverà/sta scrivendo un modulo dal titolo The Shadow’s Dungeon; e che al Gen Con del 2013 dovrebbe tenersi un’anteprima, quindi la data di uscita del film nella sua interezza non è così lontana come temevo. Sembra inoltre che il film verrà inizialmente distribuiti a episodi, man mano che la lavorazione prosegue. Non vedo l’ora! *__*

Buon Talk Like a Pirate Day a tutti!

The Gamers e The Gamers: Dorkness Rising


Un po’ di tempo fa, a casa di Hell, si parlava di Zooey Deschanel, del fatto che le danno della adorkable, crasi tra adorable e dorky, e a me giravano i tenerini, a leggere la cosa, perché dare a uno del dork è dargli dello stupido o incompetente: voi non sareste entusiasti di sentirvi dire che siete degli adorabili incompetenti? Io no.
Eppure c’è modo e modo di usare le parole. Il secondo titolo che vedete qui sopra usa la parola dork ma lo fa con spirito diverso, autoironico.

Parliamo di film, di comicità, di ironia e di giochi di ruolo. Due film che non credo abbiano mai avuto altra distribuzione che via dvd, auto-distribuzione e pirateria assortita. Due film che, se si è giocatori di ruolo, sono due piccoli must.

La trama del primo The Gamers è poco più di un canovaccio su cui fondare le varie scenette che prendono in giro fisime e follie di giocatori e regolamenti (il possente barbaro che guadagna un colpo della strega cercando di aprire una grata e che si sente dire dal gracile elfo che fa 20 “With your legs, not with your back!”; uno sneak attack usando una balista in una locanda; il ladro che ruba i pantaloni a un avventore senza che se ne renda conto; il giocatore che dimentica che il suo mago ha paura dell’acqua), passando attraverso la perla del gruppo che si chiede come Mark possa preferire vedersi con la fidanzata al passare la sera in uno stanzino che puzza di sudore con altri 5 uomini…
Il film si risolleva nel finale con un piacevole guizzo di follia e col “Fuckin’ gamers!” che, alla fin fine, dà il titolo a tutto. Effetti speciali molto caserecci, fotografia non eccelsa, ma 48 minuti di divertimento, con o senza sottotitoli (se il vostro inglese non è buono e non capite una fava di gdr, i sottotitoli potrebbero non essere abbastanza, sappiatelo).

Passano gli anni, l’attesa dei fan cresce e un giorno del 2008 esce lui, Dorkness Rising. E qui il dork ci sta tutto: c’è il gioco di parole con darkness, ma soprattutto c’è l’autoironia che salva Lodge, il master, dal voler uccidere i suoi giocatori cazzoni e insoddisfatti che non accettano di essere sconfitti da un modulo non pubblicato, loro che hanno “una reputazione!”. E allora si rigioca la campagna, per la terza volta, ma ci vuole un “well rounded party”: e se la tua reputazione spinge 15 giocatori regolari a rifiutare l’invito, l’unica è arruolare l’ex-fidanzata del giocatore rule-lawyer e un paladino PNG, che metta il guinzaglio al party di sciamannati che altrimenti andrebbero in giro “looting, killing and impregnating my entire world!”*.

Ne scaturisce un precario equilibrio tra la strega Caotica Neutrale (ma a cui dicono tutti a fine avventura “You are evil. And a whore!”**) di Gary, che dimentica sempre di giocare una donna; il monaco saccente che se ne esce con frasi finto-sagge come quella dell’header qui sopra; la guerriera con 45 punti ferita che però fa il culo a tutti grazie a un personaggio studiato a puntino dalla neofita Joanna; il paladino sempre più depresso; e il bardo.
Signori e signore, è il bardo la perla incontenibile del film: giocato da un uomo convinto che il bardo non sarà poi così diverso dal guerriero***; sessuomane; 20 gradi in Seduzione; autore di alcune delle profette sessuali più dis-eccitanti dell’universo (“Ehi, baby, wanna tune my mandolin?”****) eppure efficaci; inutile in combattimento; eccellente nel distrarre il paladino all’occorrenza (“Ehi, look, an evil dude is outside!”*****); muore, ancora e ancora, in maniere che vanno dal ridicolo al patetico al geniale. Parte del divertimento è anche calcolare quante volte il povero Flinn the Fine muoia nel corso dei 105 minuti di film.
Il party casinista che si muove all’interno di un’avventura ispirata ad una realmente in commercio, non so con quali differenze, alternata a momenti della vita dei giocatori attorno ma anche lontano dal tavolo di gioco. E qui parte il gioco citazionistico, ma fatto con gusto: la marca della bibita, il gatto di Lodge, l’addestramento di Cass, il monaco che cerca di piegare il cucchiaio di legno… E ci sono anche le auto-citazioni, visto che Lodge era il giocatore dell’elfo nel primo film, e aveva come compagno di gioco Mark, che ricompare qui in due scene; così come ricompaiono il ladro e la principessa del primo. E c’è Monte Cook che fa un chierico, e Sean K Reynolds che fa il Lord Inquisitore. E…
Ecco, potrei andare avanti per ore, se non si fosse capito. Ma mi fermo aggiungendo solo un’ultima cosa: a fine film, non fermate il lettore. I titoli di coda sono uno spettacolo, soprattutto la sezione con le minacce del paladino. E poi ci sono gli ultimi istanti che meritano.

Ah, sì, scopro ora che su imdb danno a The Gamers un grasso 7.7, a The Gamers Dorkness Rising 6.9; ma sappiamo cosa farcene dei voti di imdb.

Ora potete guardarvi legalmente il primo film qui e il secondo qui, e ricordate:

Everything is better with pirates!

* alla lettera: “razziare, uccidere e inseminare il mio intero mondo!”
** “Sei malvagia. E una zoccola!”
*** Per i non addentro al mondo di D&D: no, il povero giocatore si illude, e malamente! Bardo e guerriero sono molto diversi. Anche se non necessariamente “bards suck” (i bardi fanno pena), come sostiene Leo.
**** “Ehi, piccola, vuoi accordare il mio mandolino?”
***** “Ehi, guarda, c’è un tizio cattivo, fuori!” Chi non si farebbe abbindolare da un così sottile inganno?