Zavorra mentale


Oggi ho scritto ben 243 parole.
In un periodo normale, con le dita che metaforicamente prudono dalla smania di scrivere, 243 parole sarebbero niente.
In questo periodo, in cui caldo, impegni, pensieri vari e scazzo cospirano contro di me, già solo scrivere questa miseria è un traguardo.
Già solo scrivere equivale ad arrivare in fondo a una maratona. Il che è triste, ammettiamolo.

Magari ci riuscissi... :(

Magari ci riuscissi… 😦

Il fatto è che sono in un momento di impasse.
E le cause, già lo so, sono fondamentalmente due.

La prima è non avere le idee chiare su una serie di elementi chiave senza i quali la storia non può muoversi.
Perché se non so cosa è il dove che i personaggi devono raggiungere e in cui una grossa fetta di eventi avrà luogo, come caspio faccio a farci andare i personaggi e ad ambientarci gli eventi? Capirete che non è problema da poco.
E anche se oggi per un attimo ho trovato un dove che era fichissimo, la situazione è tale che no, per quanto fichissimo non si tratta del dove adatto, mannaggia alla geografia e ai tempi tecnici.

La seconda causa, invece, è tutta nella mia testa. Sono in uno stato a metà tra la noia e il disinteresse. Suona male, eh? Beh, è peggio. 😛
Ho scritto quarantunomila parole.
41 mila.
41k.
Un bordello di parole.
E, per arrivare alla fine, ne dovrò scrivere altre… mah, 15-20 mila?
Diciamo 20 mila.
Ci vuole energia, per scrivere così tanto. Ci vuole una meta splendida e affascinante da voler raggiungere, qualcosa che ti faccia continuare a scrivere anche se è ora di andare a dormire, perché è il momento di questa scena, e poi ci sarà quel momento là, e sarà fantastico, e non vedi l’ora, e…
… e io invece mi sento stanca. Sento la gravità che mi rallenta, e la spinta dell’entusiasmo che si affievolisce sempre più, aiutata anche dalla nebulosità di cui sopra che impedisce di pianificare e visualizzare il prosieguo della storia.
Peggio che peggio, mi sto già immaginando il finale. Che per me è male. Malissimo.

Essendo io una persona contorta, se già ho in testa il filmino del finale, la voglia di scrivere quel che viene prima risulta paradossalmente ridotta in maniera proporzionale al dettaglio del filmino mentale.
Lo so, suona un controsenso, perché dovrei voler scrivere gli eventi che portano fin lì in modo da poter mettere nero su bianco il finale che ho in testa.
Ma io sono una donna carica di controsensi, quindi è tutto nella norma.

Tutto questo blaterare per dire che ci sto litigando, col Grande Paciugo. Ma non demordo.
Forse, nonostante la delusione di oggi col dove fichissimo ma inattuabile, ho trovato una soluzione fattibile. Non stiloso come il posto fichissimo che m’era venuto in mente, anzi, qualcosa di un po’ già visto, ma chissene.

Domani si prova a schiodarsi un po’ di più, se il caldo e il demone del meriggio non mi stendono!
Ricordatemi: quanto manca all’inverno?

... not fast enough!

… not fast enough!

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5 commenti su “Zavorra mentale

  1. Fino a pochissimo tempo fa mi sentivo come te: rallentata dalla gravità, scazzata e tutto il resto del concistoro. Ho due storie finite – non una, due – da rivedere completamente e una lasciata a metà. Eppure, non c’era verso di concludere qualcosa, né in termini di editing, né in termini di scrittura vera e propria.
    Ho fatto una follia: ho iniziato a riscrivere una delle due storie finite in inglese. Per un corso on line, vabbé. Lo scrivere in un’altra lingua – e l’enorme fatica che questo comporta per me, perché sono quasi autodidatta e mi secca fare figure del cavolo – mi hanno sbloccata: non ti dico che sono già al livello “cielo, vado avanti a scrivere perché io per prima voglio sapere che succede”, ma lo scazzo cosmico se n’è andato. La storia ha recuperato il suo fascino. E io sono tornata a scrivere e sono un po’ più felice!
    Perciò, è verissimo che poco ci si può fare se al puzzle della storia mancano dei pezzi se non trovarli, ma, per quel che riguarda la non-voglia di scrivere e la stanchezza, puoi provare con l’inglese. Con me ha funzionato.

    • Ho letto giusto oggi dell’avventura in cui ti sei imbarcata 🙂
      Chissà, magari provo anche io questo “trucchetto”, ora come ora non butto via nulla che possa anche solo sembrare utile! 🙂
      Grazie, Vale!

  2. Tenta con un play by chat.
    Sceglieti un tema, fai di uno dei personaggi il tuo avatar e inizia a muoverlo: magari è uno stimolo.
    (detto però da una che sta inchiodata a 11mila ormai da 3 mesi)

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