L’angelo della vendetta


Poster_SoloDioPerdona-716x1024Sulla wikipedia inglese il tenente Chang viene definito così, angelo della vendetta. In questa idea e nel paragonare la madre del protagonista a un mix tra Donatella Versace (per il look biondo e sguaiato) e Lady Macbeth (per tutto il resto) sta, secondo me, la chiave di lettura di Solo Dio perdona – Only God Forgives.

Uno che abbia visto solo Drive, di fronte a Only God Forgives si spara, perché in comune le due pellicole hanno solo tre cose: Refn alla regia, Gosling come protagonista, e tanto sangue.

only god forgives - GoslingFine delle similitudini. Non aspettatevi, soprattutto, un protagonista tutto d’un pezzo che a modo suo fa la cosa giusta. E non lasciatevi ingannare dal trailer e da quel “You wanna fight?” che in italiano è diventato moscio (ma lasciamo stare).

Perché il cugino più prossimo di Solo Dio perdona non è Drive, bensì Valhalla Rising.

E come Valhalla Rising ha evocato stuoli di perplessi utenti che chiedevano all’Oracolo Gugol una spiegazione sul finale (o sul film intero), così il nuovo film di Refn scatenerà mandrie e stormi di perplessi, proprio perché siamo nello stesso campo: lunghi silenzi, inquadrature che per qualche istante scambi per fermo immagine (salvo poi accorgerti che i pesci nell’acquario stanno nuotando garruli), scambi di battute ridotti al minimo necessario, sequenze oniriche che forse poi così oniriche non sono, inquadrature dalla perfetta geometria e simmetria.

Only God Forgives - Crystal - restaurantIn aggiunta, un uso dei colori che in Valhalla Rising non avrebbe avuto senso, ma che qui, complice una città al neon, dentro e fuori, diventa un linguaggio a sé che trasfigura ogni inquadratura.

p019dh8sUna storia di vendetta, di crimini, di espiazione, quella raccontata da questo film. Una storia su cui aleggia un clima morboso, più forte di fronte ai dettagli più piccoli e meno evidenti.

Lady Macbeth, dicevamo.
In Shakespeare, la donna che spingeva il marito a infrangere un vincolo sacro dalla notte dei tempi, quello dell’ospitalità, in funzione della più bieca ambizione, e che poi, impazzita, passava il tempo a lavarsi le mani, cercando di toglierne il sangue già da tempo lavato, colpa invisibile ma indelebile.
E le mani sono, guarda caso, punto centrale del film.
Tante le inquadrature delle mani di Julian, aperte, chiuse, appoggiate sulle ginocchia, alzate per combattere, sporche di sangue o sotto un getto d’acqua corrente.

Only god Forgives - JulianTanti i momenti onirici incentrati sulle mani e sull’incontro tra mani e corpi. La scena della tenda di perline rosse è quella più forte e a suo modo spiazzante.
Ben due le occasioni in cui a qualcuno le mani vengono mozzate.

E allora sì, quella di Julian è una storia non tanto lontana dalla vicenda del Macbeth di Shakespeare.
Solo che, se è sua madre (gelida, sguaiata, laida, morbosa, ma pur sempre sua madre) a spingerlo a compiere l’impensabile, e se sua madre non conosce pentimento o cambio d’idea, e se sua madre non fa che colpevolizzarlo, allora diventa logico che Julian si senta quello che deve togliersi il sangue di dosso, il colpevole. E visto che solo Dio perdona, visto che c’è l’angelo della vendetta, a dispensare una giustizia tribale e sanguinaria e poi andare a cantare per i suoi colleghi, senza fare una grinza, allora sarà l’incontro con il tenente l’occasione di ripulirsi, di espiare. Di equilibrare le morti.

only god forgives - combattimentoE le torme di dubbiosi arriveranno, qui e su altri blog, a frotte, a cercare di capire dove finisca la visione e inizi la realtà, perché Julian sogni ad occhi aperti cose che non può sapere, perché il film finisca come finisce, perché…

Sorry, la risposta non c’è, non qui.
Andate a chiederla a Refn , se ne avete le palle.

Qui vi dirò solo che Only God Forgives non è un film per tutti, che è più stratificato dei precedenti film di Refn, che non è per stomaci deboli e che si sente e si vede, in ogni istante, che è figlio del regista danese. Se siete pronti a un’esperienza straniante capace di prendere in contropiede, guardatelo.
Se no, fatene a meno, è meglio per voi.

La recensione scritta da Hell.

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3 commenti su “L’angelo della vendetta

    • Lieta anche io che tu non ti sia sparato 🙂
      E’ che, ammetterai, se uno va a vedere “Solo Dio perdona” convinto di vedere un altro “Drive”, ci rimane di melma e scappa a gambe levate o invoca l’occhio della madre 😉

  1. Valhalla Rising penso sia il capolavoro assoluto di Refn e infatti,dopo la visione, ero l’unico ad averlo apprezzato. Perchè questa ossessione per “capire” il finale,il film, ecc..Il cinema è anche una sorta di magia esoterica,un allucinazione perfetta. D’altronde Jodorowsky aveva risposto a tutti nella montagna sacra:è solo un film

    Mo lo devo vedere questa pellicola. Ne parlano male in tanti,quindi…

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