Traduzione – 25 Passi per editare via l’impietoso schifo dalla vostra storia, di Chuck Wendig


scrivereL’articolo di oggi di sua maestà Chuck Wendig cade a fagiolo, visto l’editing in cui sto iniziando a gettarmi a capofitto.
E allora perché non tradurlo, per quanto un po’ alla carlona?
Qui di seguito, i 25 passi per editare l’orrore cosmico via dal vostro manoscritto. Copyright del signor Wendig, ovviamente. Brutture di traduzione tutte mie 😀

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25 PASSI PER EDITARE VIA L’IMPIETOSO SCHIFO DALLA VOSTRA STORIA

Proprio ora sto editando un libro. È un inferno tutto suo – ma, pur in tutta la sua infernalità, è anche un processo che amo teneramente perché è come una purificazione attraverso le fiamme. È un momento potente nella narrazione – spesso, ho la sensazione che l’editing sia la parte in cui la storia viene costruita davvero.

Quindi, eccoci qui: gli step attraverso cui talvolta passo per portare a termine l’editing. Altre volte: un processo del tutto diverso. Non si tratta di passaggi incisi sulla pietra o intesi come prescrizioni mediche: sono solo una manciata di opzioni disposti in una sequenza piuttosto ragionevole che vi aiuti a prendere le redini del Forgiare La Vostra Storia Nelle Fiamme Del Monte Revisione. E buona fortuna, penmonkeys.

Non impazzite. Continua a leggere

Metrofaga


Metrofaga - Richard KadreyHo una certa voglia di parlare di Metrofaga, di Richard Kadrey. Ma c’è un grosso, enorme “ma” che mi fa tentennare.
Come posso parlare di un libro se quella che ho letto è una traduzione a dir poco oscena? Cosa posso dire su stile, ritmo e costruzione dei personaggi, se si tratta di elementi potenzialmente tutti falsati dalla suddetta traduzione? Cosa posso dire sull’atmosfera generale, se il 90% dei personaggi si vedono il nome tradotto letteralmente e perdono ogni possibile aura, così che io trovo difficile provare altro che ilarità di fronte al grande contrabbandiere “Imbroglio” o alla intrigante “Agile Virtù” o allo spacciatore “Denaro Facile”?
Il grosso problema, qui, è che, trama a parte, tutto sembra avere chiazze di “boh” e di “ma che cosa cazz!?” e di “va là che va bene così”, che non si capisce se siano colpa della sola traduzione oppure se siano ingenuità/cadute della scrittura dell’autore che, venticinque anni fa, pubblicava il suo primo romanzo.
Sì, venticinque anni. Un casino di tempo, anche contando che la traduzione arriva con “soli” 9 anni di ritardo, nel ’97. Continua a leggere