Un po’ di arte


 

Laura

Laura

Cose fighe dello scrivere:

  • ti fai dei gran viaggi mentali, immaginando le peggio cose, e poi devi riuscire a tradurle in parole nella maniera più efficace che ti venga. Non è sempre facile ma è molto molto divertente.
  • se vuoi pubblicare un ebook, deve avere una copertina, e se non vuoi sembrare un dilettante allo sbaraglio, dev’essere una copertina coi controcazzi, il che implica avere a che fare con gente di grande talento a cui chiedere di lavorare per te. I risultati sono sempre interessanti e arricchenti,
  • a volte, le immagini che hai nella testa e che hai tramutato in parole, ritornano a essere immagini grazie alle matite (o alla tavoletta grafica) di qualcuno, sia esso pagato o meno.
Lei secondo Silvia

“Lei” secondo Silvia

Così, per esempio, un tot dopo la loro uscita, Silvia (aka Kara Lafayette) ha ritratto la protagonista di Epidemic Egonomic e “Laura” da Jimmy Loves Laura. E io ho gongolato, come è solo giusto che sia, perché quando qualcuno si sbatte a disegnare quel che tu hai scritto è un gran bel segnale, sia per la tua capacità di rendere le immagini che hai in testa, sia per la tua capacità di colpire i lettori con quelle immagini.

Ecco, per Sweet Dreams, parto “avvantaggiata”.

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Il potere degli incentivi


Per dare una smossa a una pigra come me, non c’è nulla di meglio dell’azzeccare l’incentivo giusto.
Tipo il grafico che ti manda la copertina della storia che dovresti finire di sistemare e che è lì che ti aspetta da settimane.
E la copertina, come ogni opera del suddetto grafico, è roba che ti fa venire le farfalle nello stomaco, che ti fa pensare “Questa cosa fichissima è per me? Per una delle mie storie? Holy frickin’ cow!”

Copertina Epidemic EgonomicEra successo quando mettevo insieme Epidemic Egonomic.
È successo di nuovo ora.

In meno di 9 ore (comprensive di un pasto, telefonate, cazzeggio, litigio col bucato, ammansire un gatto in vena di corse), è avvenuto il miracolo. Continua a leggere