Nora e Lena


Il giorno del mio compleanno, quando sono scesa a fare colazione c’erano un paio di pacchetti regalo, sulla mia sedia. Il MPPDM li aveva portati su in montagna con noi, in attesa di quella mattina. Ad aspettarmi dietro la carta regalo, vari oggetti presi dalla mia wishlist.

C’era la colonna sonora del terzo Batman di Nolan, quello più “WTF?!” e “Christopher, te sei scordato il fallout!”, ma anche con la soundtrack più incisiva e potente. Certe tracce mettono i brividi, e non solo perché ti ricordi a che scene/personaggi sono associate.

C’era Pacific Rim in versione strafica. Roba che era da quando avevano annunciato la data di uscita in home video che mi ripetevo “la prossima volta che mi faccio un regalo, me lo compro”. C’ha pensato il mio ragazzo.

E c’era pure quel film serio che è Rocknrolla, che si è rivelato un altro di quei film di Guy Ritchie in cui lui crede di aver raccontato una storia con un che di drammatico, ma io rido come un’ossessa (anche se The Snatch era peggio), e, considerato che tutto si fonda su un MacGuffin grosso come una casa, non è stato nemmeno male.

E poi c’erano i libri.

Ho passato il giorno del mio compleanno a leggere, o forse è più corretto dire “divorare” il primo dei due.

Di Luca Tarenzi avevo già letto Godbreaker, che mi aveva tenuto compagnia in una pessima giornata. Quando il Diavolo ti accarezza mi ha tenuto compagnia in un’ottima giornata di cazzeggio in montagna, credo sia morto ben prima di cena.

Merito di una buona trama, che ha quel ritmo agile e forsennato al punto giusto che fa sì che non sia possibile mettere giù il volume se non a libro finito. E merito anche dei personaggi, su tutti Lena e Azazel (quanto amo quel demone!) e del paesaggio che Tarenzi costruisce fondendo la Milano reale e tanto di quel fantastico, noto e meno noto… Ci sono angeli, in questo urban fantasy, e demoni, e sacrifici, e djinn, e oggetti magici, e l’aruspice che già avevo conosciuto in Godbreaker, e un mercato che ricorda quello di Neverwhere, e Manfredo Settala (grandioso personaggio pure lui) e quella menzione delle strigi al Monumentale che a me fa pensare all’avventura di Werewolf che stiamo giocando live.

Ma alla fin fine, sono le creature più umane del romanzo di Tarenzi quelle che ti si attaccano addosso. Quelle che amano, fanno scelte dolorose per amore e, anche se soffrono, non le rinnegano. Khaled è un personaggio stupendo, in questo, sperduto e spaventato, ma non per questo meno avvinghiato alla sua vita mortale. E Lena, che si porta in casa uno sconosciuto grondante sangue e per sicurezza lo ammanetta al letto e gli fa attorno quella che, probabilmente, è una trappola del diavolo, e che ha visto abbastanza film e telefilm da non rimanerci poi così male, alla scoperta che c’è davvero qualcosa in più, nella realtà che la circonda.

Una gran bella storia, per dirla in parole povere, molto consigliata. Anche per quella citazione da Kill the Dead! (viva Jimmy!)

E ora, io lo so cosa vi state chiedendo: chi cazzo è la Nora del titolo?

La risposta è in una coincidenza: il secondo libro che ho trovato ad attendermi il giorno compleanno è “The Blue Blazes” di Chuck Wendig. E se uno dei protagonisti del Diavolo di Tarenzi è Eleonora, detta Lena, il secondo personaggio principale del romanzo di Wendig è Nora, vero nome Eleanor Jessamin Pearl.

Ma di Nora (e forse anche del terzo libro fotografato qui sotto) parleremo ancora, è una promessa.

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Godbreaker – Luca Tarenzi


godbreaker-tarenzi-salani-280x419Titolo: Godbreaker
Autore: Luca Tarenzi
Pagine: 320, dice internet. Mi fido. *
Genere: urban fantasy
Editore: Salani
Lingua: italiano
Trama: Molly è il nome che Margretha usa da quando è arrivata ad Amsterdam, dove si guadagna da vivere lavorando come prostituta, una delle tante ragazze in vetrina del quartiere a luci rosse della città olandese.
Ed è sul lavoro che incontra Edwin, un ragazzo con cui, volente o nolente, instaura un legame che si fa sempre più complicato. Perché Edwin non è una persona normale: è nato nell’Italia fascista e ha smesso di invecchiare da tempo, e tutto ciò che lo muove, da davvero troppi anni, è il desiderio di uccidere una persona.
Chi? Beh, Liàthan, un dio che ha 4000 anni e che ha dimenticato più vite di quante ne ricordi, che passa le giornate e le nottate a stordirsi e annoiarsi, privo di stimoli.
Finché l’arrivo di Edwin e la minaccia che egli rappresenta non lo riscuotono. Il dio ha un anno per fermare il proprio misterioso avversario, o dovrà lasciarsi tagliare la testa, come nella leggenda del Cavaliere Verde.

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