La gentilezza vi appartiene


Ieri ho urlato sul lavoro.
Non è stato esattamente il vertice della professionalità, da parte mia, ma non ho retto.

20081222-dizionarioNello specifico, non ho retto a un cinquantenne che ha fatto di nuovo la cosa che io gli avevo chiesto con fermezza di non fare mai più. Ovvero, ignorare me e la mia lezione per guardare sul dizionario cose non pertinenti (grazie alle quali poi deragliare la suddetta lezione) e finire col dovermi chiedere di rispiegare le cose che avevo ampiamente illustrato mentre lui era tutto intento a sollazzarsi col dizionario.
Quindi, shame on me, ho urlato.

Ho urlato perché ne avevo le tasche piene, ho urlato perché ero stanca, ho urlato perché era un cinquantenne, non un bambino dell’asilo, a non essere in grado di rispettare una richiesta più che ragionevole.
Ho urlato perché era una palese mancanza di rispetto.
Ho urlato perché il cinquantenne ha avuto la faccia tosta di dirmi “Ma la lezione è finita, pensavo…” quando alla fine della lezione mancava ancora un’ora e tre quarti, e 15 minuti ancora ci separavano dall’intervallo. Continua a leggere