Metrofaga


Metrofaga - Richard KadreyHo una certa voglia di parlare di Metrofaga, di Richard Kadrey. Ma c’è un grosso, enorme “ma” che mi fa tentennare.
Come posso parlare di un libro se quella che ho letto è una traduzione a dir poco oscena? Cosa posso dire su stile, ritmo e costruzione dei personaggi, se si tratta di elementi potenzialmente tutti falsati dalla suddetta traduzione? Cosa posso dire sull’atmosfera generale, se il 90% dei personaggi si vedono il nome tradotto letteralmente e perdono ogni possibile aura, così che io trovo difficile provare altro che ilarità di fronte al grande contrabbandiere “Imbroglio” o alla intrigante “Agile Virtù” o allo spacciatore “Denaro Facile”?
Il grosso problema, qui, è che, trama a parte, tutto sembra avere chiazze di “boh” e di “ma che cosa cazz!?” e di “va là che va bene così”, che non si capisce se siano colpa della sola traduzione oppure se siano ingenuità/cadute della scrittura dell’autore che, venticinque anni fa, pubblicava il suo primo romanzo.
Sì, venticinque anni. Un casino di tempo, anche contando che la traduzione arriva con “soli” 9 anni di ritardo, nel ’97. Continua a leggere

Sandman Slim, by Richard Kadrey


Titolo: Sandman Slim
Autore: Richard Kadrey
Pagine: 388
Genere: urban fantasy
Editore: Harper Collins
Lingua: inglese
ISBN: 9780061976261
Prezzo: su Amazon.it 4.74 €
Incipit: “I wake up on a pile of smoldering garbage and leaves in the old Hollywood Forever cemetery behind the Paramount Studio lot on Melrose, though these last details don’t come to me until later. Right now all I know is that I’m back in the world and I’m on fire.”

Trama: Life sucks, then you die. Or, if you’re James Stark, you spend eleven years in Hell as a hitman before escaping, only to land back in the ell-on-earth that is Los Angeles.
Now Stark’s back, and ready for revenge. And absolution, and maybe even love. But Stark discovers that the road to absolution and revenge is much longer than you’d expect, and both Heaven and Hell have their own ideas for his future. Resurrection sucks. Saving the world is worse.

Qualche tempo fa ho parlato delle ragioni per le quali ho preferito la versione originale di questo romanzo alla traduzione italiana edita da Fanucci; non tornerò sulla questione, visto che qui si parlerà della versione in lingua originale.
Il mio punto di partenza, nell’approcciarmi al romanzo, è stato la consapevolezza che Sandman Slim e seguiti (vedere più sotto) sono la cosa più vicina a un sequel che il buon Butcher Bird mai avrà. Per questo mi aspettavo come minimo temi simili e speravo anche nello stesso tipo di intrusione del bizzarro nel quotidiano, forte ma senza essere “perché sì”.
Aspettativa numero uno mantenuta, numero due caduta nel vuoto. Non che il mondo in cui si muove James Stark non abbia le sue secchiate di stranezze, sia chiaro. Ma la cosa bella di Butcher Bird era vedere il protagonista lottare per non uscire di senno al primo contatto con tutte le stranezze che la mente umana evita accuratamente di registrare; qui, invece, siamo di fronte a uno che c’è sempre stato immerso e con piena coscienza, nell’universo magico che lo circonda. Uno che alle elementari ha modellato uccellini di das, li ha animati con la magia e li ha fatti volare dalla bambina che gli piaceva. Uno che da bambino quando aveva la febbre appiccava incendi involontari (*). Uno che intorno ai 19 anni è stato spedito ancora vivo e vegeto all’Inferno da un “amico” del circolo di magia. Uno che all’Inferno, anche detto “Downtown”, ha brillato nelle carriere di fenomeno da baraccone, bestiarius e assassino. Un curriculum del genere ti lascia aperto a ben poca meraviglia e molto cinismo.
E infatti James è un cinico, anche se nella migliore (o peggiore?) tradizione dei duri e puri ha un morbido cuore di amore. Lo salva dal peggiore stereotipo il fatto che l’amore (bruciante, catastrofico e ben scritto, che mi ha regalato una bella scena commovente ma sensata) sia solo per Alice, la fidanzata dei 19 anni, che è appena stata uccisa. Per tutti gli altri, se va bene, ci sono simpatia e pietà, con l’unica eccezione di Candy; se va male, ci sono solo tante mazzate.
È l’amore per Alice che muove James. Vuole vendicarla, sapendo che a ucciderla sono stati gli stessi che lo hanno mandato all’Inferno, chi attivamente e chi solo stando a guardare.
Tra il dire e il fare ci sono una galleria di personaggi notevoli (Candy su tutti, seguono Vidoq e Allegra), una manciata di location notevoli, una videoteca che poi è la videoteca da sogno di Kadrey stesso (vedere questo video), una miriade di citazioni (al solito cultura popolare americana a pacchi, film in primis), un enorme numero di auto rubate, una moneta che dice sempre la verità ma con carattere e stronzaggine, un coltello dalla lama nera che fa cose grandiose, la Stanza delle tredici porte, dei nemici dalla stronzaggine notevole e dai piani folli ma sensati (**), battute a non finire, Inferno e Paradiso come due covi di serpi bastarde, Dio che ci ha creato per caso, il brutto carattere di Stark, una testa parlante, naziskin indemoniati e un bar che si chiama Bamboo House of Dolls.
La trama ben congeniata e l’ottimo ritmo, tuttavia, a volte sono appesantiti dai mini-infodump di Stark, voce narrante, che talvolta impiega davvero troppe parole per spiegarci cose (per carità, utili e importanti per la trama) come concetti magici o usanze dei diavoli. La verbosità contagia anche alcuni personaggi: tra tutti spicca Munin alle prese con la Veritas col suo discorsetto forzatissimo. Per fortuna la logorrea non colpisce in mezzo ai (molti) pestaggi che costellano il libro.

Sconsigliato a: chi odia la violenza, reale o fittizia; fanatici religiosi; chi pensa che urban fantasy = storia d’amore smielata.
Consigliato: a chiunque possa andare in brodo di giuggiole leggendo una motivazione come questa (di Mr Kadrey stesso, qui):

“It’s a book about a magician with a bad attitude who gets sent to Hell for no good damned reason and comes out of the place a killer. It’s a book about punching people, stealing cars, drinking, punching more people and making bad people pay for hurting your girl. Oh, and it’s also about God, Lucifer and The End Of All Things.”

E se lo dice lui… Io concordo!

Piccole note:
Titolo: anche qui c’è il trucco, come con Butcher Bird. Sandman Slim è un soprannome che i diavoli hanno dato a James. Nei film degli anni ‘30 e ’40 americani “sandman” vuol dire assassino. Slim vuol dire magro. James è magro come un chiodo e un assassino. Presto fatto.
Seguiti: per ora sono usciti “Kill the Dead” e “Alhoa from Hell”. Alhoa è in lista per il prossimo acquisto. Kill the Dead, letto e divorato, è molto divertente: il coefficiente di stranezza aumenta, appare una pornostar ammazza zombie di nome Brigitte Bardo (gioco di parole doppio, qui!), Los Angeles rischia di essere sommersa da milionate di zombie e il coefficiente di tamarraggine aumenta in modo esponenziale. Perché, se non ve ne foste accorti, James Stark è un gran tamarro.
Ringraziamenti: Amo Kadrey anche per aver ringraziato vari registi, tra cui Sergio Leone, “for killing pretty”.

Per me James Stark è lui magro e pieno di cicatrici

(*): Ogni giocatore di D&D vede i sintomi e sa la diagnosi precoce: stregone.
(**): basta avere un obbiettivo da pazzi egomaniaci e perseguirlo con metodo.

Butcher Bird, finalmente


Titolo: Butcher Bird
Autore: Richard Kadrey
Pagine: 293
Genere: urban fantasy?
Editore: Night Shade Books
Lingua: inglese
ISBN: 9781597800860
Prezzo: su Amazon.com 10.17 $; 7.81$ su Amazon.co.uk; gratis qui
Incipit: “They say that when your head gets chopped off, it can still see and hear for a few seconds, so I’ll have to go with beheading,” said Spyder Lee to Lulu Garou.

Trama:
Spyder Lee is a happy man who lives in San Francisco and owns a tattoo shop. One night an angry demon tries to bite his head off before he’s saved by a stranger. The demon infected Spyder with something awful – the truth. He can suddenly see the world as it really is: full of angels and demons and monsters and monster-hunters. A world full of black magic and mysteries. These are the Dominions, parallel worlds full of wonder, beauty and horror. The Black Clerks, infinitely old and infinitely powerful beings whose job it is to keep the Dominions in balance, seem to have new interests and a whole new agenda. Dropped into the middle of a conflict between the Black Clerks and other forces he doesn’t fully understand, Spyder finds himself looking for a magic book with the blind swordswoman who saved him. Their journey will take them from deserts to lush palaces, to underground caverns, to the heart of Hell itself.

(Bella trama, peccato che Spyder scopra le Sfere, e non i Dominions, che in realtà sono divinità dimenticate di universi ormai morti. Autore della sinossi, sei un fygo spaziale! =_=)

È tempo di fare una pseudo-recensione più lunga della segnalazione di qualche tempo fa o della segnalazione-recensione che ho fatto per TorinoLibri.
La trama è apparentemente semplice: Spyder viene assalito da un demone, Shrike (una bella donna, cieca, con un bastone che diventa una spada*) gli salva le chiappe, ma Spyder si ritrova infettato dalla capacità di vedere le creature delle altre Sfere che girano per il nostro mondo. Per tornare normale e salvare l’amica Lulu dai Black Clerks, Spyder cerca l’aiuto di Shrike, che lo coinvolge in un viaggio allucinante da San Francisco a Alessandria d’Egitto, e da lì fino all’Inferno.
Solo che la cosa non è così semplice.
Perché Spyder è un bel personaggio, che quando vede quel che vede rischia seriamente di dare di matto ma poi stringe i denti e si barcamena, in un viaggio di crescita non indifferente.
Perché se un demone muore cercando di ucciderti, puoi star certo che i suoi amici se la prenderanno con te, e non proveranno solo a divorarti vivo.
Perché il mondo di Spyder si popola di creature uscite da tutte le mitologie note e ignote, e molte non sono amichevoli, angeli in primis.
Perché Shrike è un gran personaggio, una donna con le idee chiare, precisi scopi e le palle per cercare di ottenerli.
Perché Spyder si innamora di Shrike, ma è una storia complicata, a partire dalla prima notte di sesso di cui lui non ricorda nulla perché lei gli ha dato una droga da stupro.
Perché i Black Clerks, col loro manovrare in segreto e fare contratti, mi hanno inquietata, cosa rara.
Perché Lucifero non è mai stato più piacevole e credibile, impegnato com’è a rammodernare l’Inferno.
Perché si ride molto grazie a dialoghi divertenti, arguti, pieni di battute e citazioni.
Perché Lulu è rumorosa, fragile, contorta, umana e credibile fino all’ultimo piercing.
Perché Primo Kosinski è un piacevole personaggio secondario.
Perché il conte Non è adorabile, nel suo tentativo di nascondere con una generosa dose di trucco le cicatrici che gli deturpano il viso, e nel suo modo semplice e diretto di tenersi i propri segreti.
Perché la storia dell’universo non l’avete mai sentita raccontare così, né quella della caduta degli angeli ribelli.
Perché i cattivi sono davvero cattivi e dotati di una buona dose di cervello, che non guasta mai all’atmosfera.

Certo, non è un libro perfetto, ma dubito che il libro perfetto esista. Il grosso guaio è che tre quarti di un capitolo, 907 parole, sono a mio parere del tutto superflui, visto che raccontano una storiella (per quanto abbastanza divertente) su un argomento già noto, espresso da Shrike in 32 parole, solo 25 pagine prima.
Sul lato infodump siamo quasi in paradiso: niente spiegoni, niente “as you know, Bob”, solo domande precise e motivate, e risposte precise e motivate. E, ovviamente, i capitoli scritti in corsivi, quelli grazie ai quali la storia del mondo e delle Sfere si delinea in tutta la sua bizzarra coerenza: bellissimi!

Un bel libro, veloce, agile, infarcito di piacevoli citazioni del mondo reale (Orson Welles in primi, è il grande mito di Spyder; a seguire, nella classifica delle citazioni, Elvis e un piccolo arsenale di cultura pop) e molte battute, senza che il tono della storia scada. È un’avventura in cui si rischia la vita, più volte, in cui c’è la certezza che chi poggia l’occhio sull’Inferno non ne uscirà mai più, ma non per questo i personaggi perdono la capacità di sorridere e scaricare la tensione.
Alla fine rimangono in testa due cose, ovvero Spyder e l’atmosfera del mondo che gli si delinea attorno: un mondo colorato e vivo, da capogiro e pericoloso, che attende di essere scoperto, accucciato appena dietro i meccanismi di difesa del nostro subconscio.
Non fatevelo scappare, se ve la cavate con l’inglese!

“Thanks. What the fuck just happened?”
“A Bitru demon attacked you. I killed it.”
“I don’t believe in demons.”
The woman nodded. “All right. It was a junkie with the head of an insect and possessing superhuman strength.”

Piccole note finali:
Il titolo: Butcher Bird è uno dei soprannomi di Shrike, che in realtà si chiama Alizarin, ma è nota come the Blind Shrike o Butcher Bird. Il butcher bird è un uccellino australiano, piuttosto carino, che ha l’abitudine di infilzare le prede (insetti e piccoli rettili) a spine o rami appuntiti, come farebbe un macellaio con una carcassa da trattare. Stessa cosa fa lo shrike:

Lucertola impalata

Fa parte di una serie? No. Kadrey sul finale lascia intendere la possibilità di continuare la storia e mi ha detto (viva feisbùk!) “I intended two sequels, but Sandman Slim sort of became the sequels”. Quindi, no, niente serie, ma uno può sempre provare a leggere anche Sandman Slim e il suo seguito Kill The Dead. Peccato che siano in vendita in formato cartaceo (prezzo altino, ma dovrebbero essere disponibili entrambi in paperback) o in e-book a prezzo insensato: che Kadrey abbia un editore di sangue e mentalità italiota? 😛

 

Richard Kadrey. Non so perché ma mi inquieta e rassicura al contempo

 

* No, quello di Shrike non è un bastone animato, è un’arma magica.

Pigrus è con me


Avrei varie cose da fare in questo periodo.
Per dirne una, vorrei scrivere una recensione decente e un filino articolata (ma senza sbrodolamenti e spoiler) di Butcher Bird, ma mi si aggroviglia sullo schermo e ancor di più su carta.
Per dirne un’altra, sto tentando di scrivere una cosa, ma ogni volta c’è qualcosa che non mi soddisfa e ci vogliono un paio di giorni prima di focalizzarla, e cominciare quindi ad avere il sentore che ce n’è un’altra che non va, in un ciclo continuo.
Per dirne una terza, è periodo di esami. E Pigrus è con me: ottimo =_=’
Per dirne una quarta, dovrei finire di mettere a posto i tag dei post. Ma non ho voglia. Pigrus è con me, ve l’ho detto.
Per dirne un’altra ancora, stasera si gioca a Pathfinder e non vedo l’ora di provare il nuovo personaggio: Besh, una gnoma summoner, e il suo eidolon Brutus. Chissà se a fine serata potrò esclamare “Total Waffle!”* e cercare una moto su cui saltare per andare in cerca di un locale che faccia waffle all’una di notte. A Novara. Ok, lasciamo stare la parte della moto.
Poi ci sarebbero da dire due parole su Galaxy Quest, che vale sempre la pena ma di cui mai ho parlato. Per non parlare poi di The Gamers e The Gamers 2 – Dorkness Rising (sì, con la o. Per gli english-impaired è un gioco di parole tra Darkness = oscurità e Dork = sfigato).
Ma, spiacente, Pigrus è con me. 🙂 

*Per il concetto di”Waffle”: qui, la prima manciata di secondi. Per la scena della moto, qui, minuto 1.45.
Ah, i sottotitoli fanno pena, sappiatelo…

Segnalazione: Butcher Bird di Richard Kadrey


Perché potrebbe essere un libro interessante?
1) Perché lo potete reperire gratis in formato pdf, HTML, RTF, Plucker (?), Mobi e Enhanced Mobi sul sito dell’editore, se proprio non lo volete comprare su Amazon.com.
2) Perché è un romanzo urban fantasy su un tatuatore che, aggredito da un demone durante una pisciatina in un vicolo,  scopre gli altri strati di realtà che lo circondano.
3) Perché per ora è molto caruccio. E sbarellato. Weird ma con logica.
4) Perché la copertina è meravigliosa, opera di Dan dos Santos. Talmente bella e tamarra che quasi vale da sola il download. (per guardarla in tutto il suo splendore, andate a casa di dos Santos: è un luogo istruttivo e che ispira).
5) Perché i Black Clerks inquietano e mi fanno pensare ai Gentleman di una puntata di Buffy.
6) Perché sì. E ora muoversi, c’è un romanzo che vi aspetta!