Un po’ di arte


 

Laura

Laura

Cose fighe dello scrivere:

  • ti fai dei gran viaggi mentali, immaginando le peggio cose, e poi devi riuscire a tradurle in parole nella maniera più efficace che ti venga. Non è sempre facile ma è molto molto divertente.
  • se vuoi pubblicare un ebook, deve avere una copertina, e se non vuoi sembrare un dilettante allo sbaraglio, dev’essere una copertina coi controcazzi, il che implica avere a che fare con gente di grande talento a cui chiedere di lavorare per te. I risultati sono sempre interessanti e arricchenti,
  • a volte, le immagini che hai nella testa e che hai tramutato in parole, ritornano a essere immagini grazie alle matite (o alla tavoletta grafica) di qualcuno, sia esso pagato o meno.
Lei secondo Silvia

“Lei” secondo Silvia

Così, per esempio, un tot dopo la loro uscita, Silvia (aka Kara Lafayette) ha ritratto la protagonista di Epidemic Egonomic e “Laura” da Jimmy Loves Laura. E io ho gongolato, come è solo giusto che sia, perché quando qualcuno si sbatte a disegnare quel che tu hai scritto è un gran bel segnale, sia per la tua capacità di rendere le immagini che hai in testa, sia per la tua capacità di colpire i lettori con quelle immagini.

Ecco, per Sweet Dreams, parto “avvantaggiata”.

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Non salire oltre il calzare


Napoli_BW_2013-05-16_16-25-06_1_DxO[Apelle] stesso esponeva le sue opere finite in una loggia ai passanti e, nascosto dietro il quadro, ascoltava le critiche che gli venivano rivolte, preferendo, in quanto giudice più diligente, il volgo a sé stesso.
E raccontano che una volta fu rimproverato da un calzolaio poiché nei sandali aveva fatto all’interno un occhiello in meno. Il giorno dopo lo stesso calzolaio, inorgoglito che il difetto fosse stato corretto in seguito alla sua osservazione del giorno precedente, voleva cavillare sulla gamba. Allora Apelle si parò dinanzi al suo accusatore e disse indignato che la sua critica non doveva salire oltre il calzare, e anche quest’espressione è divenuta proverbiale […].

Plinio, Storia naturale, XXXV. 84-85
Trad. R. Mugellesi
cit. in M. Letizia Gualandi, L’antichità classica, p. 263