Un pezzetto di Romero


C’è un romanzo, lì fuori, che si chiama Feed. Il nome sulla copertina è Mira Grant, pseudonimo di Seanan McGuire per le sue opere più horror e dure.

Feed.

Feed è un bel libro per tutta una serie di ragioni.

Perché è un libro di zombie.

Perché è un libro di zombie scientifico, che trova una ragione scientifica per la zombificazione di una grossa fetta dell’umanità.

Perché è un libro in cui l’umanità sopravvive agli zombie senza tirare fuori il proprio peggio, senza imbarbarirsi, senza che sia la sagra del capetto fascistoide che finalmente può esprimere la sua aggressività repressa su tutti quelli che non sono d’accordo con lui e tanto nessuno avrà da ridire in piena apocalisse zombie.

Perché è un libro che guarda all’umanità che “convive” con gli zombie, si adatta, combatte, non molla. Continua a leggere

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Sweet Dreams di carta


Signori e signore, come da titolo del post, è un piacere poter finalmente annunciare che

Sweet Dreams è ora disponibile anche in cartaceo!

Quindi, se fino ad ora l’avete desiderato in un formato diverso dall’ebook, siete stati accontentati. Lo potete acquistare su amazon, che ve lo stamperà e recapiterà a casa come un qualsiasi altro libro.

È stato un processo lungo, concluso da un’attesa di un mese e mezzo per l’arrivo nelle mie sante manine della copia di prova. Ma finalmente ce l’abbiamo fatta.
Esiste.
Sembra venuto con tutti i crismi.
Il Pampe l’approva.
Cosa posso volere di più dell’approvazione di un gatto?

Quindi, ricapitolando: è stato un processo duro ma soddisfacente, il cartaceo lo trovate qui, l’ebook (che costa un botto meno) lo trovate qui, il seguito, “Water Dreams”, sta prendendosi le ultime mazzate sul grugno prima di passare in mano all’editor.
Ce la possiamo fare!

Buon compleanno, Bruce


Ancora per una manciata di minuti (almeno in Italia) sarà il 22 giugno, ovvero il compleanno di Bruce Campbell, l'uomo che ci ha regalato Ash, ma soprattutto, scusatemi, Chuck Finley.

E se c'è una cosa per la quale non potrò mai ringraziare Campbell abbastanza, è averci dato Sam Axe e di conseguenza Chuck Finley.

Buon cinquantanovesimo compleanno, Bruce, e grazie dal profondo del mio cuore.

 

 

 

 

“but a switch ain’t one”


Se avessi un tema musicale che mi accompagna nelle mie giornate, in queste ultime settimane sarebbe “Handy” di Weird Al Yankovic, anche se mi limito a cose molto più terra terra rispetto a domare lavastoviglie sull’orlo dell’esplosione o ri-pavimentare balconi.

E se la mattina sto dando sfogo al mio lato tuttofare in maniera pratica, armata di raschietto, carta vetrata, vernice e pennello, il pomeriggio, per quanto il caldo concede, sto andando di metaforiche martellate a Water Dreams, anche detto il seguito di Sweet Dreams.
Al momento sono 67mila parole e poco più. 67 mila parole che mi piacciono e soddisfano da abbastanza a molto, a seconda di quanto mi senta megalomane in un dato momento.
Se tutto va male, saranno cacca fumante, se tutto va bene, saranno pubblicabili.

E sto facendo quel tipo di cose molto estive e molto calde che ricadono nel campo delle conserve, e del cambio armadio, e del mettere via piumoni-coperte-giubbotti.

Tutto questo per dire che sono viva, impegnata su più fronti e un po’ stanca, ché il caldo già mi sta segando le gambe ben più di quello che gradirei.
Nel frattempo, io e il mio fido tutore per tendinite stiamo diventando grandi amici, più o meno; il garage di mia mamma sta venendo bene e ho una copertina da commissionare.
Non vedo l’ora di avere altri aggiornamenti, magari più fighi di questo splendido post.
Per ora, vi tocca accontentarvi.

Ritornerò!

Busy times


È una specie di legge dell’universo. Quand’è che ti iscrivi a dei MOOC fichissimi? Appena prima di dover iniziare a lavorare! (per quanto a tempo determinatissimo)

È successo l’anno scorso.
Sta succedendo quest’anno.
Proprio mentre sto seguendo due corsi molto, molto interessanti.

Uno è un corso introduttivo sulla linguistica tenuto dall’università di Leiden (Olanda), sulla piattaforma di Coursera.
Linguistica che è una materia che mi ha sempre affascinato e di cui non ho mai seguito un solo corso in vita mia, e che a sbatterci contro la testa è una roba interessante ma anche molto complicata, con ogni lezione bella densa di concetti.

La "Cyborg Beast Hand" dellla comunità E-Nable

La “Cyborg Beast Hand” creata dalla comunità E-Nable

Per contro, l’altro corso che sto seguendo “is a breeze”, nonostante quello che mi sarei aspettata.
Quattro settimane a parlare di stampa 3D applicata alla medicina, ovvero di Bioprinting.
Rivolto a un pubblico di beginner con qualche (ottimisticamente) competenza nel campo della sanità e/o della stampa 3D, è tenuto sulla piattaforma di Futurelearn dall’università di Wollongong (Australia).
E è una figata fotonica di corso, come direbbero i tecnici del settore. Materiale da fantascienza hard e ottimistica, da occhi che ti brillano e cazzo, il futuro si prospetta splendido.

E chissene se dovrò finirli ritagliandomi coi denti e con le unghie il tempo per seguirli, questi due corsi.
Ne varrà la pena!