Back to business, o qualcosa del genere


Sono passati secoli dall’ultima volta che ho postato, facendo deprimere il blog. Mi piacerebbe poter onestamente promettere che questo è un ritorno serio e che non ci saranno mai più momenti di silenzio lunghi come quello appena passato, ma saprei di non poter essere davvero sincera nella mia promessa.
Potrebbe ricapitare. Lo so io, lo sapete voi, se è da un po’ che seguite me e questo contenitore molto disordinato di pensieri e opinioni.

Però, ecco, sono ancora viva. Sto lavorando a varie cose, tra le quali la principale si chiama “la fottuta sinossi di Water Dreams”.
Sì, siamo già alla fase fottuta sinossi.
La formattazione dell’ebook è fondamentalmente pronta (devo giusto darle una collaudata per essere sicura che tutto funzioni a dovere sia su Kindle for PC che su Kindle for iOS).
La copertina c’è da MESI.
I refusi sono stati inseguiti e, si spera, sterminati.

Ora tocca sistemare la sinossi. E cercare di non farsi segare le gambe dalla primavera.

Ho iniziato l’anno con brio, scrivendo 15mila parole solo nel mese di gennaio e sentendomi bella orgogliona di me stessa e di quanto ero dannatamente professionale a scrivere qualcosina tutti i giorni, con costanza.
Poi sono arrivati dei cambiamenti nel mio lavoro l’altro, quello “serio”, quello che mi fa uscire di casa ogni giorno. E i cambiamenti hanno significato orari diversi, e dover incastrare la scrittura in giro è diventato più complicato. E febbraio è stato una chiavica.
Dove chiavica sta per 2889 parole in 9 giorni di scrittura effettiva. Cifre da capogiro che si stanno ripetendo anche per marzo.

Non aiuta il fatto di essere a un punto della trama in cui… come dire… non gira, non bene.
Devo prendere delle decisioni e ancora non le ho prese. Ancora ho le idee troppo confuse su alcuni elementi delle fondamenta, e se le fondamenta non sono solide, non puoi pretendere che l’edificio sia veramente solido e bello, è irrealistico.

Quindi sì, momento molto eurgh ma passerà.
Anche perché ho una sinossi da sistemare, e non posso tergiversare a riguardo.

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