Buon 2017


Sono ancora viva, e il blog pure. Ci siamo solo presi un po' di tempo libero, perché il momento, personale e non, era tale da farmene sentire la necessità. Ma siamo ancora vivi, e per citare Arnold, I'll be back.

Pare che sia iniziato il nuovo anno, e la speranza è che faccia un po' meno cagare di quello appena passato, in cui ok, la mia vita personale è andata bene, ma il resto, buon Dio, il resto mi ha messo addosso una tristezza oscena, tra l'America che elegge Trump (e io continuo a dirmi “Dai, adesso ci rivelano che era tutto un lungo scherzo, solo per vedere l'effetto che faceva la notizia sul mondo, ma non l'hanno eletto davvero!”), l'umanità che sembra ogni giorno impegnarsi a tirare fuori il peggio di sé, nel proprio grande e nel proprio piccolo, una morte eccellente dietro l'altra.

MLa dipartita di Carrie Fisher è stata l'indesiderata ciliegina sulla torta, arrivata durante delle vacanze natalizie toccate dal cavaliere dell'apocalisse Pestilenza (e infatti scrivo 'sto post fatta su nella coperta di pile, tossendo e col naso che cola. Ah, la vita piena di glamour dello scrittore e blogger!).

Però non è stato tutto un anno di merda, quindi direi che è il caso di guardare alle cose belle di quest'anno appena passato, no?

E allora, tra le cose belle di questo 2016 appena andato via, ci metto:

Hollywood Babble-On, che è il mio nuovo podcast d'intrattenimento scemo preferito, e che ho scoperto dopo aver visto quella ciofeca noiosa di Batman V Superman, Yawn of Boredom, perché a volte dalle ciofeche nascono/arrivano cose belle.

L'ultima puntata di Thrilling Adventure Hour per un tempo ignoto, che mortacci loro mi abbandonano, ma mi abbandonano con stile, e sono due giorni che canticchio “Christmas is the time to say I love you”, “And if you ever make it to the / end of the line / tell the folks in Moonshine Holler merry Christmas” e “Love ain't no billygoat!”

Essere tornata a giocare a Pathfinder, dopo i secoli di assenza dal tavolo.

Il film di Deadpool, che è uno dei miei film dell'anno, insieme a Rogue One, The Martian e The Shallows.

The Force Awakens e Pacific Rim, che non sono usciti quest'anno ma mi mettono sempre allegria e mi gasano, perché, Vivadio!, sono due film in cui la coppia di protagonisti non passa il tempo a antagonizzarsi, ma a ammirare le rispettive competenze, e nulla mi scalda il cuore come il modo in cui Rei e Fin sorridono a ottantadue denti facendosi i complimenti a vicenda.

E Mad Max: Fury Road, versione a colori e versione “Black and chrome“, perché è un film bello bello in modo assurdo, e ogni visione successiva lo conferma, e vedere Max che cede il fucile di precisione a Furiosa senza che lei glielo debba chiedere (ma solo perché sa che lei farà di meglio) e che le fa anche da cavalletto umano, beh, mi piace giusto una tacca sotto il sorriso a ottantadue dente di Rei e Fin!

Le nuove quattro puntate di Una mamma per amica, che sono state una montagna russa emozionale mica da ridere, e a parlarne con le amiche viene fuori che pure loro sono state sballottate come si deve, maledetti coniugi Sherman-Palladino, e ora ne vorremmo altre ottantacinque, grazie.

The Expanse, che è una goduria per gli occhi e la mente, e non vedo l'ora di potermi gustare la seconda stagione di intrighi e danni, perché ammettiamolo, dove va quel fessacchiotto di un moderno Quixote, non ci sono che danni, enormi danni.

Rivedere alcuni amici che erano secoli (o anche solo un anno) che non rivedevo, e poterci aggiornare sulle rispettive vite e chiacchierare a ruota libera, anche se davanti a immonde pizze alte due dita o assediati da una cameriera che voleva a tutti i costi farci ordinare qualcosa.

Ninefox Gambit di Yoon Ha Lee, il romanzo più figo letto quest'anno, che apre il portellone di lancio, ti calcia fuori e ti urla “Perché tu sai paracadutarti, vero?” mentre già sei in caduta libera, e ora della fine del romanzo vuoi di più, molto di più di quel mondo fantascientifico che ti ha preso a cazzotti e la comprensione del quale ti sei guadagnato un centimetro alla volta, coi denti e con le unghie.

Aver pubblicato Sweet Dreams, che è la cosa più ciccia che io abbia mai messo in commercio; e aver visto una mia storia pubblicata all'estero, in Fitting In.

Aver scritto tanto. Mi ero riproposta, a metà dicembre, di arrivare alle 150mila parole in un anno. Ho passato gli ultimi quattro giorni del 2016 scrivendo almeno 3500 parole al dì. Quota 150.000 raggiunta e superata ben prima della mezzanotte. Segno che se voglio, so essere produttiva. Ho solo il difetto di avere la costanza di un bambino lasciato solo in un negozio di giocattoli… Vediamo come andrà l'anno prossimo.

E questo, direi, è quanto.

Ora torno a imbacuccarmi nella coperta, soffiarmi il naso, e maledire i microbi. L'anno nuovo non inizia proprio beniiiissimo, ma ci si può lavorare, no? Tachipirina, te caldo e latte-e-miele servono a questo!

 

Advertisements

Un commento su “Buon 2017

  1. Certo che ne hai fatte di cose nel 2016! In ogni caso è la prima volta che visito il tuo blog e devo dire che mi interessa molto, sicuramente ti seguirò, ciao 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...