Come farsi pubblicare all’estero? – una guida in sette punti circa


È uscito il programma di Stranimondi 2016. Non credo ci andrò nemmeno quest’anno. Quello, però, che ha catturato la mia attenzione, è questo evento qui:

E avendo io letto il programma un giorno in cui la mia parte selvatica era in libera uscita, la mia parte selvatica ha subito risposto alla domanda del titolo con una lista di mirabolanti azioni, roba che è più segreta del Fight Club, ma davvero, eh!

E le azioni mirabolanti e segretissime sono:

1. Imparare una lingua straniera a un livello sufficiente da dire quello che si vuol dire in maniera chiara, comprensibile e formalmente corretta.
2. Scrivere storie valide in quella lingua straniera.
3. Farle de-refusare e sistemare grammaticalmente da qualcuno di più capace.
4. Mandare le storie a editori stranieri che pubblichino in quella lingua e in quel genere.

O, strada leggermente diversa…

2. Cercare un editore straniero che abbia una submission aperta
3. Scrivere una storia che si adatti alle linee guida della submission
4. Far de-refusare e sistemare grammaticalmente la storia da qualcuno più capace, per poi mandarla all’editore della submission.

5. Mentre si attende una risposta, ripetere i punti da 2 a 4 tutte le volte che si riesce.

6. Un editore a cui piace una storia la accetta e paga.
7. Sei pubblicato all’estero, complimenti! Tempo di ripetere ancora un po’ i punti da 2 a 4, che male non fa, anzi.

Però, oh, se volete farvelo dire da quelli fighi, andate a Stranimondi.
O se volete farvelo spiegare più nel dettaglio da qualcuno che (senza schiamazzi, né intermediari strani o altre macumbe) pubblica all’estero da 16 anni, unitevi a me nello sperare che il mio amico Davide scriva davvero il manuale di cui parla qui.
Io lo punzecchierò educatamente fino a che non lo farà!

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4 commenti su “Come farsi pubblicare all’estero? – una guida in sette punti circa

  1. Recenti sviluppi mi portano a ritenere che il tempo che potrei dedicare a scrivere il manuale del quale accenno nel post che hai linkato (grazie!) potrei più costruttivamente dedicarlo a scrivere qualcosa che io possa vendere all’estero.
    Perché quando arrivano segnali tanto chiari, è sciocco non recepirli e non farne tesoro.

    • Da un mero punto di vista monetario, mi verrebbe da darti ragione. Al contempo, anche solo per andare contro certi segnali… Mah, alla fin fine, il tempo è tuo e sta a te usarlo come meglio credi. Io, se posso, compro i risultati di come lo spendi 😀

      • È una cosa complicata.
        Io ritengo di avere dei doveri nei confronti dei miei lettori – perché se si scrive per essere letti il notro tempo non appartiene solo a noi, ma anche, in parte per lo meno, a chi ci legge, e a chi paga per leggerci.
        Quindi no, non è facile prendere una decisione. E non è facile accettare chi ti sputa in faccia perché hai osato parlare di ciò che fai.
        Non pè facile per niente, e c’è chi si impegna a fondo per renderlo più difficile.

        • Quello che mi infastidisce è che, parrebbe, tutti possono giudicare le tue scelte professionali (perché questo sono), ma tu non sembri avere altra opzione che ringraziare supinamente per gli sputi in faccia.
          Forse proprio per questo e per il fatto che c’è chi si impegna per renderti le cose più difficili, la mia parte tignosa e litigiosa ti vorrebbe vedere fottertene e fare quel che vuoi, punto e basta, che sia scrivere altro materiale da far pubblicare all’estero o spaparanzarti sul divano per una bella oretta di relax alla facciazza loro.

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