Sfiga non-proprio-cosmica


Non è il periodo più felice del mondo, per me. Non è solo per colpa dell’estate (con cui io non vado granché d’accordo).
è che in questo momento c’è qualche piccolo problema tecnico, attorno a me.

Infiltrazioni in camera da letto.
Piogge torrenziali che s’insinuano anche sotto ai serramenti.
Un aumento del numero di infanti confinanti.

E il mio pc che è morto o quasi.

Andava tutto bene. Facevo ordine ascoltando un podcast.
Poi l’audio s’è incantato, il video l’ha seguito, ho cercato di riavviarlo senza riuscirci e tutto è scivolato nel vuoto.
Dove il vuoto è il pc che si riavvia da solo ogni 30-60 secondi, senza che nessun tipo di segnale riesca mai a raggiungere lo schermo.

La diagnosi più probabile (i miei due consiglieri la danno sicura al 95%) è che la motherboard sia defunta. Non esplosa in una palla di fuoco, ma poco ci manca.
Quindi ora il mio pc se ne sta lì, con le budella al vento, e io sono divisa tra lo sconforto e un vago senso di tranquillità.

Sconforto perché in quel computer c’è… tutto. Le mie cazzate. I miei film. La mia musica. Le mie immagini e foto.
E il mio lavoro. Le storie che ho pubblicato. Quelle che vorrei pubblicare. Le copertine. Le ottantanove diverse versioni dello stesso pub frutto della maledizione dell’ebook riluttante. I work in progress e gli editing da finire. E i programmi con cui finire di lavorarci su, e i miei appunti…
C’è il mio lavoro, lì dentro.

Tranquillità perché sono fortunata.
Ho dei backup.
Ho copie dei file.
Ho un moroso da cui prendere in prestito un portatile che ok, non ha Word, ma ha altro con cui comunque poter lavorare (e a cui devo solo trovare il modo di spegnere il correttore ortografico demente).
Ho un tablet di seconda mano con cui navigare su internet e tenermi in contatto con il resto del mondo.

Se non avessi né il portatile in prestito né il tablet, sarebbero due le cose per le quali mi mangerei le mani: non poter portare avanti i miei progetti; non avere internet.
Invece posso fare entrambe le cose.

Pur nella sfiga, mi sta andando ancora bene, no?

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Un commento su “Sfiga non-proprio-cosmica

  1. Io dopo le morti (e resurrezioni varie) del mio pc ho imparato a fare i backup o a salvare sulle nuvole. Però capisco la sofferenza 😀 Per il blog ho usato il tablet un bel po’ di mesi ed era davvero un casino scrivere. Ora il mio portatile è funzionante, tranne che ogni 10 minuti lo schermo diventa nero e devo abbassarlo un pochino per ”riaccenderlo”. E via così, ogni 10 minuti sempre più giù, finché non si stabilizza che ce l’ho praticamente aperto e appoggiato in equilibrio tra gambe e tavolo. Che bello!

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