Di nuovo sul Falcon


Star_Wars_Episode_VII_The_Force_AwakensNello scrivere i suoi Mallorean, il buon David Eddings s’era inventato la scusa del secolo: la trama sembrava ripetersi perché, nel mondo di Garion e co., era la Storia stessa a ripetersi. Un universo incastrato su repeat, con minime variazioni. Niente reale avanzamento.

“The Force Awakens” questa scusa non ce l’ha, per le sue ripetizioni.
Trenta (quaranta?) anni, e gli eventi si ripetono, con minime variazioni, al punto da farti percepire, qui e là, un forte senso di déjà vu.
Eroe riluttante trova droide con informazioni preziosissime per la ribellione di turno; fuga a bordo del Millenium Falcon; Chewie e Han Solo che salvano le chiappe alla gente; il bar come passerella per un vasto campionario di fauna aliena; un mentore che ci lascia le penne per mano dei cattivi; un prigioniero da salvare; un’arma terribile da far svampare dandole l’assalto con una selva di navette e volo entro trincea; una spada laser, la solita elegant weapon, for a more civilized age, che trova la strada fino a un nuovo jedi; il Lato Oscuro e quello Chiaro che litigano; una Ribellione/Resistenza composta da quattro gatti che dà problemi a un Impero/Primo Ordine che invece ha milionate di coscritti a fare da carne da cannone.

Inevitabili o meno, le ripetizioni ci sono e si vedono, soprattutto se uno ha appena riguardato “A New Hope”.

Eppure, ciò non toglie che questo nuovo episodio è un bel film.
Bello da un punto di vista estetico. Emozionante. Divertente. Non scontato dove davvero importa.

Un film guardando il quale, più di una volta, ho pensato “Graziegraziegrazie!”, perché invece di rifilarmi l’ennesima imbelle damigella in pericolo mi proponeva una donna che faceva il possibile per salvarsi da sola.

Un film a cui continuo a pensare a tre giorni di distanza, riguardando mentalmente immagini e scene, riascoltando le frasi, rivivendo, in piccolo, l’esperienza.

Un film che non vedo l’ora di rivedere, e di cui non vedo l’ora di conoscere i seguiti, mannaggia la pupazza!

Eppure, nonostante tutti i “Graziegraziegrazie!”, nonostante il divertimento, nonostante la bellezza, l’emozione e la gioia quasi infantile, rimane un sopracciglio sollevato.
Per Kylo Ren, che indossa una maschera per nessuna ragione logica.
Per una mappa galattica che, invece di indicare “La cosa che cerchi è nel punto X”, indica un luuuungo percorso per raggiungere il punto X, che quando hai una astronave che va a velocità superiore alla luce e un ambiente tridimensionale senza costrizioni vere, è una cosa palesemente inutile.
Per un manipolo di cattivi che cerca l’ultimo pezzo della mappa, ma può già sapere in che direzione cercare il tesoro e invece preferisce cercare l’ultimo pezzo della mappa.
Per un pezzo di mappa che “Boh, rappresenta dei sistemi stellari sconosciuti”, ma appena lo rimetti vicino al resto della mappa “Ah, è palese che sono il sistema Quellollà e il sistema Quellolì, lampante, no?”.
In definitiva, per il McGuffin peggio riuscito degli ultimi due decenni o più.

Il mio nuovo Lego

Il mio nuovo Lego

E quindi sono qui, felice come una bambina e al contempo un po’ delusa da certe sciocchezze, che conto i giorni che mancano al prossimo episodio e gioco col mio Lego di Star Wars, e forse forse ho di nuovo otto-dieci anni e immagino di esserci io, sul Falcon, a volare tra i pianeti per contrabbandare, combattere il Lato Oscuro e difendere la galassia.

E sì, ho ancora più voglia di prima di leggere “Aftermath“…

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6 commenti su “Di nuovo sul Falcon

  1. Io invece ho apprezzato Kylo. Credo indossi la maschera perché solo con quella può sentirsi forte e non il ragazzino spaventato che è, e mi è piaciuta questa dualità tra quando incute paura, nascondendosi, e quando mostra di essere lui il primo insicuro e fragile, quando rivela il suo volto…

    • Mmmm… Interesting point… Io devo dire che per ora quello che non mi torna è la maschera, ma lui, come personaggio, ancora non l’ho inquadrato bene, ho quasi la sensazione che faccia poco, ci sia poco, che non abbia avuto il tempo per mostrare se ha materiale per essere un personaggio interessante o meno.
      È una delle varie ragioni per cui voglio rivederlo.
      E vedere i film dopo! T^T

  2. A me di Kylo Ren affascina moltissimo la specularità con Anakin Skywalker.
    Anakin era un buono, tentato e corrotto dal lato oscuro.
    Kylo (o meglio ancora, Ben) è un cattivo “tentato” dal lato chiaro della Forza.
    Potrebbe essere uno spunto veramente interessante che spero sapranno sfruttare! 😀

  3. Io resto convinto che se a interpretare Kylo Ren ci fosse stato un figaccioide a caso, tutti starebbero a dire quanto è affascinante e complesso il personaggio 😉
    È già capitato in passato – al punto che Darth Vader, da morto, è ringiovanito 😀

    • Altro spunto di riflessione interessante. Non so quanto la non-avvenenza dell’attore possa aver influito sul carisma percepito del personaggio di Kylo Ren, c’è anche da dire che io credo che Darth Vader avesse una tonnellata e mezza più carisma con la maschera (o morente e sfigurato) di quanto ne avesse come pischello belloccio/pischello belloccio incazzoso.
      Ripeto, ho la sensazione che gli manchi ancora qualcosa, che per ora non sia… costruito a dovere, come se mancassero ancora dei pezzi di carrozzeria o dei gadget, e che solo col secondo o terzo film sarà intero e valutabile. Solo col secondo o terzo film si potrà capire se è un povero pirla infantile o un tormentato schiavo del Lato Oscuro del Tao della Forza 😀

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