Amore e quella là


Succede di fare paragoni. Un amico ti fa leggere una sinossi e tu, tra uno sbadiglio di “già visto” e il successivo, fai delle associazioni mentali. E ti rendi conto, con tristezza, che la sinossi che stai leggendo non solo sa di già visto. L’hanno già fatto decine di altre persone, con carrellate di successo in più.

Nello specifico, la trita sinossi prevedeva Cupido che si vuole innamorare e quindi spezza le sue frecce per diventare umano, ma facendolo condanna una principessa parigina a una vita d’infelicità amorosa. Seguono peripezie di entrambi per trovare le frecce magiche (?) e ottenere l’amore.

Che non solo è una trama che mi lascia perplessa* ma, davvero…

Cupido innamorato?

Apuleio. 2º secolo d.C. Cupido s’innamora per sbaglio di un’umana, seguono peripezie per entrambi. **

Seguono, nei secoli, innumerevoli versioni modificate, ampliate, narrate ora da Cupido, ora da una sorella di Psiche, ora in prosa, ora in poesia. Qualche esempio in lingua inglese si trova qui.

Quindi, dire che la trama di cui sopra sa di già visto è un po’ un eufemismo.

Quello che la condanna, per me, è che io penso a Cupido innamorato e subito mi viene in mente uno specifico Cupido innamorato. Quello che suona alla porta di casa di una coppia molto speciale per chiedere loro di ispirarlo, col loro amore, affinché lui trovi la forza per suicidarsi e andare a recuperare nell’Ade l’anima della bella bibliotecaria di cui si è innamorato. Quello che ha tentato di conquistare la bella bibliotecaria fingendosi mortale e poi, rimbalzato perché una vera capra in amore, ha preso arco e frecce e bang, dritto al cuore!, e lei è morta perché qualcuno aveva scambiato la sua faretra con quella di Diana.

E la storia è quella, Cupido + innamoramento + umana + peripezie (ne seguiranno altre), ma come in cucina, il punto non sono solo gli ingredienti. Il punto è anche come li mettiamo assieme, quale dei moltissimi modi disponibili usiamo per assemblare quel che abbiamo a disposizione. A cui si aggiungono altri punti, fondamentali:

1. Se non hai prospettiva storica e cultura, non puoi sapere in quanti hanno già usato esattamente i tuoi stessi ingredienti e cosa ne hanno tratto. Non puoi sapere che esiste una pletora di retelling di Amore e Psiche. Non puoi sapere che c’è chi evidenzia come la storia della Bella e della Bestia sia, stringi stringi, Amore e Psiche. Non puoi sapere se ci sono retelling che hanno funzionato da dio o altri che hanno fatto addormentare anche i sassi.

2. Se non sai che sono almeno 2400 anni che ce la contiamo su Amore innamorato, non ti renderai mai conto (e ciò è male!) che, se davvero vuoi che la tua versione valga la pena di essere ricordata, come minimo deve essere una fiagata. Deve essere interessante, ben scritta, avvincente. Devi sovvertire, o guardare tutto da un’angolazione diversa. Devi essere fottutamente bravo. Deve valere la pena riscriverla, ‘sta benedetta storia, e non per modo di dire.

3. Per farlo, cavolo, devi essere in grado di capire cosa può funzionare e cosa invece farà tristezza. Cosa suonerà figo e cosa suonerà stonato. Cosa trasuderà classe e cosa, invece, urlerà “ora del dilettante!” Quali angolazioni potrebbero essere feconde e quali sterili come una desolazione radioattiva.

Non è facile, per niente, ma non puoi pensare di scrivere a casaccio e poi pubblicare il tutto e via, che vuoi che sia. Soprattutto se qualcun altro ha già fatto quella stessa cosa e mille volte meglio di quanto potrai mai fare tu, nel tuo piccolo.

A volte, l’unica sarebbe star fermi e limitarsi ad ammirare la classe di chi ci sa fare.

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* Perché solo la principessa parigina è condannata all’infelicità amorosa? Tutte le altre milionate di persone che ancora non avevano trovato l’amore che fanno, si pasciono nella gioia di non avere beghe romantiche? Perché lei è triste e loro no? Perché lei fa qualcosa e loro no? Perché lei trova l’ultima rosa toccata da Cupido, e gli altri sembrano fregarsene? E se le frecce sono distrutte, perché vanno ritrovate? Davvero, da come è messa giù, questa trama non sembra avere granché senso…

** E le Metamorfosi di Apuleio sono la prima versione scritta che ci sia giunta, ma erano già almeno 6 secoli che il tema era rappresentato nell’arte figurativa. Almeno 2400 anni di Amore innamorato di un’umana.

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Un commento su “Amore e quella là

  1. Il problema centrale è che abbiamo a che fare con gente che non legge che scrive (male? ovviamente) per gente che non legge – per cui l’idea trita e mediocre, malamente eseguita da una persona ignorante apparirà geniale a lettori altrettanto ignoranti (quelli che poi probabilmente giudicano “arrogante” o “saccente” chi non è ignorante quanto loro).

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