La mia colonna sonora è differente


Writer-Series2Qualche settimana fa (varie settimane fa…), prima che la mia connessione morisse e risorgesse, parlavo con Lucia e Davide di colonne sonore, in una di quelle conversazioni che nascono da una comune perplessità e poi si allargano.

Il fatto è che tutti e tre usiamo molto la musica quando scriviamo. Ci sono persone che non la usano e va benissimo così, mica tutti siamo obbligati a funzionare nella stessa identica maniera, no?
Anche perché ognuno di noi tre usa la musica a modo suo, nonostante siamo uniti da un’idea generale: che la musica che ci fa da colonna sonora debba avere a che fare con quel che stiamo scrivendo.
Che si tratti di dare ritmo alle azioni che scriviamo sulla pagina o di rafforzarne la nota emotiva, non la scegliamo a casaccio.

E eravamo perplessi da due cose.
Primo, dal vedere malmenatori di tastiere che condividevano sui social network la colonna sonora della loro ultima fatica con più o meno lo stesso entusiasmo del classico tizio che scopre l’acqua nel 21° secolo.
Secondo, dal constatare che tale colonna sonora era composta da una sola cosa. Techno.
Un’ora filata di techno.
Solo techno, nient’altro che techno.
E la peggio techno, quella che sembra essere stata scritta da un bambino che pigia sempre i soliti due tasti di una tastiera distorta, all’infinito.

Capiamoci: in vita mia ho ascoltato e apprezzato ogni genere di musica; senza diventarne un’esperta, ok, ma ampliando di sicuro i miei orizzonti. Techno. Drum and bass. Dubstep. Jungle. Trance. Metal in varie gradazioni di violenza e pesantezza. Rock. Pop da classifica. Musica classica. Jazz. Arte acusmatica.
Ho dato un esame di etnomusicologia per il quale ho dovuto ascoltare canti di popolazioni dell’Amazonia e ciaramelle e musica per danzatori Sufi.

Ma l’idea che sia possibile raccontare una specifica storia solo ed esclusivamente se si ha come sottofondo un’ora ininterrotta di techno tutta identica a sé stessa, a me inquieta molto.

Sarà che ho un approccio diverso?
Sarà che anche quando, come nel caso di Epidemic Egonomic, la mia colonna sonora è composta al 95% da metal, ritmi, melodie, testi e atmosfere non sono sempre gli stessi, ma creano un paesaggio sonoro con una certa variabilità?
Sarà che quando ho una storia complessa, con vari punti di vista e poca unità aristotelica di tempo e luogo, trovo che la musica sia fondamentale per creare la giusta atmosfera, richiamare alla memoria (o alla fantasia) gli elementi giusti?

Per dire… il Paciugo ha una colonna sonora che è cambiata molto per via di varie vicissitudini che sono avvenute e nella storia, e nella struttura del testo (vedi: Firepower che ne viene estrapolato). Ed è una colonna sonora ciccionissima:

1) Intimate (Glass Candy Instrumental) – Appaloosa
2) la cavalcata delle valchirie – Richard Wagner
3) Hot For Teacher – Van Halen
4) I Was Made for Lovin’ You – Kiss
5) Anarchy In the UK – Sex Pistols
6) Another Brick in the Wall – Pink Floyd
7) Dancing with Myself – Billy Idol
8) Vuelvo al Sur – Gotan Project
9) Tenderly – Chet Baker
10) Oceans – Puscifer
11) Toma – Puscifer
12) White Nights in a Day Room – Scar the Martyr
13) Every Day Is Exactly the Same – Nine Inch Nails
14) In For the Kill – La Roux
15) Enchantment – Paradise Lost
16) Locust – Machine Head
17) Black Betty – Ram Jam
18) Sour Cherry – The Kills
19) I Fought the Law – The Clash
20) Heavy Cross – Gossip
21) Animal I Have Become – Three Days Grace
22) Getting Smaller – Nine Inch Nails

Dove: la numero 1 è il mood generale di Due Minuti a Mezzanotte, ed è solo colpa di Hell; le canzoni dalla 2 alla 10 compaiono effettivamente nel testo del Paciugo; quelle da 11 a 13 rappresentano la colonna sonora emotiva e personalissima di ben precise scene. La 14 è il tema di Ollie, la 15 è per il signor Moretti, la 16 per Red Locust, la 18 per Vesta. La 17, se servisse dirlo, è il tema di Black Betty.
Seguono I Fought the Law, che fa da tema al rapporto tra due personaggi, e tre tracce che erano parte della colonna sonora di quello che è poi diventato Firepower.

Sono un totale di 22 tracce, ok, 19, che spaziano tra generi e periodi. Perché generi e periodi diversi influenzano persone diverse. Non tutti possono avere gli stessi gusti, e ogni canzone è scelta per un motivo ulteriore a “mi piace un casino”.

E allora scusate se io m’incazzo anche un po’, a vedere uno che spaccia un’ora filata della stessa musica monocorde come la colonna sonora di una storia presumibilmente complessa e sfaccettata.

Annunci

4 commenti su “La mia colonna sonora è differente

  1. Questo è un ragionamento molto interessante e rimanda all’annoso discorso sulle radici culturali dei sedicenti nuovi scrittori, che si rivelano, anche a livello musicale, di una povertà imbarazzante. Il che poi influisce anche sul loro modo di narrare.
    Per esempio, se usi una musica diegetica, non puoi pretendere che nella tua storia, nel mondo che stai costruendo quindi, tutti ascoltino solo ed esclusivamente un genere. Un’ora filata di techno (o di metal, o di jazz, o di qualunque altra scelta univoca e monocorde) mi spinge a sospettare che i tuoi orizzonti non siano poi così vasti…

    • Infatti. Senza che noi si debba per forza essere tuttologi per poter anche solo sfiorare una tastiera, guardare il mondo senza un paraocchi (letterario, musicale, cinematografico, emotivo, psicologico, whatever) è fondamentale per non essere altrettanto monocordi in quel che si scrive.
      Che sia troppo faticoso?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...