Back to civilization


Dicembre è volato via. I primi 13 giorni sono fuggiti in mano al lavoro pagato e alla stanchezza che comportava.
Altri dieci giorni per le rotture burocratiche di donna-nuovamente-disoccupata (gaudio) e preparazioni al Natale.
Il resto, investito in vacanza.

Undici giorni.
Era da agosto che non staccavamo davvero, io e il MPPDM, e sembrava passato un secolo.

Quindi, undici giorni di relax.
Ho guardato la neve cadere sul paesino, facendole mentalmente braccino e spernacchiandola, che tanto io di casa non sarei uscita per giorni, tiè!
Ho curato il fuoco nel camino e cucinato pollo al curry a nastro.
Ho letto (meno di quanto avrei voluto).
Ho videogiocato e ancora videogiocato, aiutando il MPPDM a guadagnare il nostro terzo trofeo di platino.
Ho guardato Rambo, e Rambo 2, e Rambo 3, e Per qualche dollaro in più, e Il grande Lebowsky, e Hot Fuzz (colpa di Aislinn se l’ho dovuto recuperare di nuovo), e Hansel & Gretel cacciatori di streghe (qui è tutta colpa di Lucia).
Ho scribacchiato, ma decisamente meno di quanto avrei voluto, perché, come noto, io sono la regina delle Fate Smemorine, e quindi la chiavetta con i file su cui stavo lavorando è rimasta a casa, attaccata alla porta USB del computer, triste e sconsolata. O forse incacchiata, chi lo sa.
E ho pensato alle storie che sto scrivendo, e a quanta voglia avrei di scriverle decentemente e di non distrarmi.

E non ho praticamente toccato internet, complice una serie di problemi di connessione da WTF.

Oggi torno a casa, chiacchiero con amici e conoscenti che questi ultimi undici giorni se li sono fatti connessi, e mi trovo a chiedermi se essere felice di questa mia assenza dalla rete, o se sentirmi dispiaciuta di essermi persa certe scene, certe sparate, certi momenti da scimmie imbizzarrite nelle loro gabbiette, l’ennesimo stillicidio di scemenze.

No, decisamente meglio aver staccato.
Ogni tanto, a piccole dosi, fa bene perdere di vista la “civiltà” e godersi la barbarie di una casa senza telefono e in cui il cellulare a malapena prende, ma solo se lo metti in verticale, su quell’unica mensola, immobile, non guardarlo, ecco, lo hai guardato e ha perso la sua unica tacca, te l’avevo detto, io!

Ora si torna a scrivere.

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