Angelize – Aislinn


AislinnANGELIZE-300dpiTitolo: Angelize
Autore: Aislinn
Pagine: 350
Genere: urban fantasy
Editore: Fabbri
Lingua: italiano
Data di uscita: 6 novembre 2013
Trama: Essere un angelo è, per farla breve, una merda. E se Dio è morto e non è più lì a far loro la guardia, alcuni degli angeli possono cedere alla tentazione di sfuggire a un’eternità priva di sensazioni e emozioni. Come? Spingendo un mortale ad avere un “terribile incidente” e fare da involontario sacrificio di sangue che dia loro l’energia necessaria per incarnarsi, da qualche parte, in un neonato. Il problema è che quel povero sfigato del sacrificio umano prenderà il posto dell’angelo: invisibile, intangibile, senza un corpo. Ma con la possibilità di rifare lo stesso scherzo a qualcun altro, e incastrarlo al proprio posto, in una catena di sangue mica daridere.
Finché La Signora non mostra agli angeli ibridi come tornare ad avere un corpo, il loro corpo. E lì iniziano i casini. Non solo perché a Haniel è toccato un corpo di ragazza, invece del proprio. Ma perché Haniel, Rafael, Hesediel e tutti gli altri ibridi non sono né carne né pesce. Morti per la società umana. Abomini per quella angelica. Ne verrà il caos.

Sì, avete letto bene. La data di uscita è il 6. Tra tre giorni.
E no, non sono tra quanti ieri si sono accaparrati una copia in anteprima a Lucca Comics and Games.
Questa recensione esce così presto perché, pappappero, io ho letto la mia copia qualche settimana fa. Sì. Io c’ho l’advanced reading copy. Virtuale.
E me ne bullo.

Aislinn è una mia cara amica e sono mesi e mesi che so di quest’uscita. Ho visto la fichissima copertina (seriamente, se qualcuno avesse qualcosa da ridire sulla copertina, dovrebbe rifarsi le diottrie) in super-anteprima. Ho chiacchierato con lei millemila volte mentre sistemava e rassettava il libro prima della pubblicazione, quindi conosco le sue paure e i suoi rovelli.
In un certo senso, conoscevo Haniel ben prima di leggere anche solo una pagina del romanzo che sto recensendo.
E lo ripeto di nuovo, perché sia chiaro: me ne bullo.
Se non vi sta bene, cazzi vostri.

Ora, che vi posso dire? A me Angelize è piaciuto di brutto. L’ho divorato.
L’idea di partenza mi piace un sacco. Poi già solo il fatto che il romanzo si apre con un angelo che strappa un romanzo tutto rosa e sbrilluccicumi e occhi di zaffiro vi dice che no, non sarà l’ennesima storia fotocopia con l’angelo bello e tenebroso che incanta la sua bella e ingenua mortale e passione travolgente e qualcunomiuccidaviprego.
Aislinn ha scritto un buon fantasy, che porta gli angeli a Milano, li radica nella città e nel mondo umano. E ha messo insieme una splendida storia di peccato, redenzione e identità, che non va mai dove ti aspetti, non davvero.
Perché sì, ti dà l’impressione, a volte, che voglia andare in una direzione nota, ma è un inganno, un depistaggio, non so dire se attentamente pianificato o solo fattuale.
La direzione è un’altra.
Soprattutto man mano che ci si avvicina al finale, assolutamente imprevisto e che, pur essendo concluso in sé stesso, lascia aperte tante belle domande su cosa ci aspetta nel seguito.

Con personaggi come Haniel, Rafael e Hesediel, dopotutto, nulla può andare esattamente come pensi che andrà.
Perché Rafael è quello pacifico, quello che cerca il compromesso e la soluzione pacifica, ma che se serve tira fuori le palle per quelli a cui tiene. E Hesediel? Hesediel è uno che crede che il modo migliore per fare le cose sia farle di persona, eppure si trova ad appoggiarsi agli altri, a dover dare loro fiducia, a aiutarli. E Haniel è l’imprevedibilità fatta mezzo angelo, come prima era l’imprevedibilità fatta uomo: contraddittorio, sboccato, vitale soprattutto nel dar sfogo alle sue pulsioni autodistruttive, adorabile nel suo essere testa dura e matto come un cavallo. E incastrato in un corpo che non è il suo, in un sesso che non è il suo. Perché la vita, a volte, sembra solo il continuo accanirsi di una sorte dal pessimo senso dell’umorismo.
E non è che manco gli angeli “puri”, a ben guardare, siano esattamente prevedibili e lineari.
Come ho detto, non può che venirne il caos.

Top five dei momenti splendidi, così, alla veloce: tutta la sezione finale; la visita alla Signora e alla sua “corte” (bella bella in modo assurdo); i ricordi dei tre protagonisti; Mikael che fa Mikael; Haniel e Rafael, sempre; Hesediel con la sua ex fidanzata.
Sì, lo so, sono sei.
Ma è la mia top five non-euclidea. Se vi va bene, bene; se non vi va bene, arrangiatevi.

Di più non vi dirò, perché credo sarebbe ingiusto spoilerarvi più di quanto già non abbia spoilerato.
Buon divertimento, so che sarà un viaggio interessante!

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