La maledizione dell’ebook riluttante


Che si diceva, qualche giorno fa? Ah, già, che ero al lavoro per pubblicare qualcosa su Amazon, e di tirarmi la giacchetta se non fossero arrivate notizie.
Il fatto è che… beh, se fossi una persona superstiziosa e credessi in certe cose, direi che l’ebook in questione è maledetto.
Sì signore, maledetto.
O quantomeno sfigato come pochi.

Preparato il file .doc, l’ho convertito in epub, sistemato con Sigil, controllato su un paio di reader: tutto in ordine, tutto funzionate. Mi congratulo con me stessa per non aver nemmeno bestemmiato in sumero, mi concedo una gratifica a base di frullato, spedisco l’anteprima al mio copertinista, e…

E lì parte il delirio.

kdp-amazon1Provo a dare il file .doc in pasto a Amazon perché lo converta, ché tra le linee guida di Amazon c’è il consiglio di preferire un file .doc, e chi sono io per dirgli picche, no?
Amazon prende il mio file, converte e sputa un mobi che funziona anche piuttosto bene, tranne per il minuscolo dettaglio che non c’è più traccia dell’indice. Sparito nel nulla. Puf.
Partono le imprecazioni in sumero.
Do in pasto a Amazon il mio bell’epub, rifinito e splendente in tutta la sua gloria post-Sigil. Amazon fa sì sì con la testa, converte e crea un altro mobi in cui non c’è traccia di indice, ma che per il resto fila come un diretto.
Altre imprecazioni.

Mi suggeriscono di provare a creare da me il mobi, usando Calibre per trasformare il mio .doc. Ci provo. Calibre mi dice che, sì, grazie, splendido, ma lui il .doc non lo supporta. Gli chiedo allora di crearmi un mobi a partire dall’epub. Lui lo fa, il mobi funziona come deve e io sono felice perché penso di vedere la luce in fondo al tunnel.
Invece è solo un tir che mi viene incontro: Amazon prende il mobi, lo converte, e ne risulta un altro mobi, in cui l’indice funziona da dio, ma il font è per qualche ragione impostato (e non modificabile) su un obrobrio di Courier New, che è tra le cose più ARGH! che possano accadere in un ebook.

Provo a rifare il .doc riformattando tutti i titoli secondo i desideri di Amazon. Ne ottengo un mobi che funziona da dio, a parte che l’indice comincia con i numeri (e ovviamente i link) di tutte le note a piè di pagina, e che finisce con, di nuovo, i link alle note.
Provo a dare a Amazon il file .odt. Mi restituisce un mobi il cui indice è composto SOLO dalle note a piè pagina.

A quel punto mi arrendo alla frustrazione e alla voglia di prendere a morsi il computer, e ingaggio ebook&book, nella persona di Matteo Poropat. Gli do tutto il materiale e metto il mio ebook nelle sue mani.
Matteo mi prepara uno splendido mobi che io do in pasto a Amazon e… Amazon si mangia l’indice.
E trasforma un file da 200 Kb in un elefante col baldacchino da 2 mega. Due fottutissimi mega.
Un po’ tanto per un mobi con un’unica immagine (la copertina) e non così tante pagine da giustificare tutti quei mega.
Perplessità rimbalza tra me e Matteo.
Riproviamo la conversione.
A lui viene un file totale da 353 Kb; io, con gli stessi ingredienti, continuo a ottenere l’elefante da 2 mega. Il che è pura follia, ma così è.
Alla fine, creo un nuovo “libro” sulla mia pagina di KDP, rifaccio la conversione e,

MIRACOLO!

ottengo un mobi da 353 Kb, che funziona, ha un indice funzionante, un font che non faccia lacrimare gli occhi e la copertina non sminchiata.

Quindi chiedo a Matteo di sistemare un dettaglio, lui m’invia il mobi e…
E il mobi va perduto.
Giuro. True story.
Oggi mi chiede una cosa, io gli chiedo se ha già spedito il mobi e lui mi dice che l’ha già inviato, mercoledì.
Solo che il file è svanito per strada.
Non so cosa diavolo sia successo. Ma è successo, e internet s’è magnato il mio mobi.

Quindi vi tocca pazientare ancora un paio di giorni, mentre noi si cerca di rimediare alla maledizione dell’ebook riluttante*, e poi si attende che Amazon dia il via libera all’ebook.

Se tutto va male e la maledizione si conferma, Amazon avrà da ridire sulla copertina, e io lo maledirò di rimando. Ché, maledizione per maledizione…

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Ma forse è solo la Donna del Zoch che non è d’accordo nel dare tanta pubblicità a quell’altra meretrix, chissà.

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3 commenti su “La maledizione dell’ebook riluttante

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