Traduzione – 25 Passi per editare via l’impietoso schifo dalla vostra storia, di Chuck Wendig


scrivereL’articolo di oggi di sua maestà Chuck Wendig cade a fagiolo, visto l’editing in cui sto iniziando a gettarmi a capofitto.
E allora perché non tradurlo, per quanto un po’ alla carlona?
Qui di seguito, i 25 passi per editare l’orrore cosmico via dal vostro manoscritto. Copyright del signor Wendig, ovviamente. Brutture di traduzione tutte mie 😀

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25 PASSI PER EDITARE VIA L’IMPIETOSO SCHIFO DALLA VOSTRA STORIA

Proprio ora sto editando un libro. È un inferno tutto suo – ma, pur in tutta la sua infernalità, è anche un processo che amo teneramente perché è come una purificazione attraverso le fiamme. È un momento potente nella narrazione – spesso, ho la sensazione che l’editing sia la parte in cui la storia viene costruita davvero.

Quindi, eccoci qui: gli step attraverso cui talvolta passo per portare a termine l’editing. Altre volte: un processo del tutto diverso. Non si tratta di passaggi incisi sulla pietra o intesi come prescrizioni mediche: sono solo una manciata di opzioni disposti in una sequenza piuttosto ragionevole che vi aiuti a prendere le redini del Forgiare La Vostra Storia Nelle Fiamme Del Monte Revisione. E buona fortuna, penmonkeys.

Non impazzite.

1. FAI QUALCHE ALTRA COSA PER UN PO’
Hey, hai scritto un libro! Yay! Woo! Ora vai a ibernarti. Scrivi un altro libro. Viaggia con gli elfi meccanici in un’odissea allucinogena attraverso lo spazio e il tempo. L’obbiettivo è di dare a te stesso più tempo possibile tra Ho Finito Un Libro! e Sto Editando Quel Libro! Devi arrivare all’editing avendo posto una certa distanza tra Tu e Esso. Devi arrivarci come se un qualche altro coglione avesse scritto il libro. Ciò ti darà fredda chiarezza sulla storia, i personaggi, il linguaggio, tutto. Non sentirai più così tanto odio irrazionale e amore assurdamente protettivo verso di esso. La tua co-dipendenza col manoscritto sarà ridotta in poltiglia. Prendere le distanze è difficile se hai una scadenza impellente, ma devi provarci.

2. ASSICURATI CHE QUALCHE ALTRO UMANO LO LEGGA PER DAVVERO E OFFRA PARERI
Altri esseri umani sono essenziali per il processo di editing. Essenziali. Altrimenti, stai operando nel vuoto. Stai galleggiando nel brodo amniotico con solo un cordone gonfio a connetterti alla storia. Hai bisogno di occhi. Hai bisogno di mani. Hai bisogno di un dottore con gli ultrasuoni che sia tutto “Questo bambino ha tre gambe, zoccoli, e la faccia di Tilda Swinton che gli sta crescendo sulla schiena!” Quest’altra persona può essere un agente, un editor, un amico, un coniuge, un beta lettore, un fattone che vende arance sull’autostrada, chiunque. Basta che qualcuno lo legga. E ti dia il suo parere. Pagalo se devi. Singhiozza lamentosamente. Buttati sul ricatto.

3. LEGGI I PARERI, POI METTILI DA PARTE
Ti hanno dato dei pareri. Bene. Leggili. Odierai questi pareri per un tempo compreso tra cinque minuti e quindici giorni. Ed è ok. Resisti all’odio e lascialo passare. Nel frattempo, metti i pareri e le note da parte. Nascondili in un cassetto e vai a farti un cheeseburger o qualcos’altro.

4. LA RILETTURA
Devi rileggere il tuo libro. È il momento. Siediti con lui. Stampatelo e mettitelo sulle ginocchia. O spalmalo sul tuo iPad o sul monitor del pc. Qualunque cosa ci voglia, falla e rileggi il figliodiputtana. Fallo velocemente. Non lo stai leggendo per piacere. Il tuo lavoro non è di assaporarlo come fosse cibo. È un lavoro sporco, grezzo, fanculo devo farlo. È roba da mercenario. L’obbiettivo dietro al leggere velocemente è di avere uno sguardo d’insieme, e questo spesso richiede di leggere velocemente come un incendio nell’immondizia. Più veloce leggi, più ampio lo sguardo diventa, e più facile è vedere tutte le piccole e grandi cazzate che rallentano la tua storia come un sacchetto della colostomia pieno di pallettoni.

5. PRENDI ANNOTAZIONI COME UN TERMINATOR
Le tue annotazioni dovrebbero essere fredde. Impietose. In parti uguali Vieni con me se vuoi vivere e I vestiti. Datemeli subito. Ora. Niente emozioni. Solo il gelido sguardo rosso di un robot sociopatico che deve sistemare errori dolorosi (e lo farà gettando un’auto attraverso l’entrata di una stazione di polizia, se necessario). Non limitarti a evidenziare le cose che non funzionano. Evidenzia anche quelle che funzionano, cose che, per te, sono componenti della storia che fanno quello che sono state pensate per fare. E okay, va bene, se vuoi abbandonare la mascherata dell’edit-bot senza emozioni per un secondo, fallo e sentiti libero di scarabocchiare faccine felici o stelline dorate o antichi dei tentacoluti che ti mostrano i pollici alzati (er, tentacoli alzati) sui margini della pagina, per indicare “GRANDE SUCCESSO.”

Great Cthulhoo approves6. MEDITA SUI TUOI PECCATI, RAGAZZO
Hai identificato i problemi. Ora è il momento di mettere insieme le soluzioni. Talvolta è facile. “Questo paragrafo non dice quello che vorrei, perciò lo riscriverò.” Gran parte del tempo, trovare la soluzione richiede che ti metta a fissare un bel po’ l’abisso. “Ho scoperto un buco logico piuttosto profondo e per ripararvi io… uhm… riscriverò questa parte e… ahhh ehh… potrei ri-sistemare – no – potrei invertire quello e girare questo – oooh doppio no – oh penso che andrò a mangiare una merendina e a guardare Adventure Time per diciassette ore.” I problemi hanno bisogno di soluzioni e quindi questa è la parte in cui farai tutto quello che devi fare e ti prenderai tutto il tempo che ti serve per pensare alle riparazioni. Fai una passeggiata. Fai una doccia. Dormici su. Divina il future dalle interiora di un pellicano. Trova le risposte. E scrivile.

7. GIOCA AL GIOCO DELL’“E SE?”
Questa è la parte che odierai e al contempo amerai. Mentre ripensi alla tua storia, gioca al gioco dell’E se? Chiediti: “E se fosse accaduto X? E se Y fosse andato dall’altra parte? E se Z in realtà fosse un orangutan super agente segreto di nome Orange Julius?” Questo è il momento per pensare in grande e fare cambiamenti assurdi. La maggior parte di questi atterreranno con un thud incontrollabile. E va bene. Ma una volta ogni tanto, ne beccherai una che risuona, che risolve un mucchio di problemi in un colpo solo, che cambia la storia in maniera significativa (ma per il meglio). Richiederà lavoro, ma hey, se non sei qui per lavorare, allora stai leggendo il blog sbagliato.

8. ASSICURATI UNA CASSA DI RISONANZA UMANA
Parla del tuo libro con un altro essere umano. In persona o via Skype o via ponte mentale telepatico. Aiuta. Anche se non si tratta di uno scrittore. Semplicemente vocalizzare i problemi e le potenziali soluzioni può essere una specie di lubrificante intellettuale e creative. E quella persona potrebbe essere in grado di offrirti delle idee contrastanti. Se un adulto umano non è disponibile, puoi parlare a un bambino, un cane, un gatto, un furetto, un cavallo, l’intelaiatura della porta, un attaccapanni, un Roomba, un gatto vestito da squalo che cavalca un Roomba, uno specchio, una scimmia maggiordomo, o un copriteiera con una faccina sorridente ricamata sopra.

9. METTI INSIEME TUTTE LE NOTE IN UN GIGANTESCO RACCOGLITORE DEL FATO EDITORIALE
Mettile tutte assieme. Tutte le note. Tutti i problemi e le cazzate. Tutte le possibili soluzioni e rimedi. Infilali tutti in un raccoglitore (reale o elettronico). Guarda al tuo lavoro, o possente – ma non disperare. Perché questo è l’aspetto del fare le cose. Questo è il lavoro, e tu lo porterai a termine, quindi mangiati un biscotto.

10. DETERMINA IL VALORE DELLE ANNOTAZIONI
Scalda un filo di rame e immergilo nel piattino petri pieno di sangue, e se è il sangue della Cosa, allora la palla di carne umana si trasformerà all’improvviso – *gli danno un foglietto* – okay, era roba da un film. Sai, ero qui seduto e dicevo, penso che ‘sta roba venga da un film, e, eccolo: viene da un film. Okay. Respiri profondi. Rifocalizza. ECCO. Okay, non tutte le annotazioni che hai preso o tutti i pareri che ti sono stati dati si riveleranno oro colto dal deposito rettale di arcobaleni di un leprecauno. Alcune annotazioni si riveleranno grandiose. Alcune vanno tenute per sicurezza. E altre? Ennnh. Meh. Naah. Non così tanto. Alcune annotazioni si riveleranno in disaccordo una con l’altra (“Più campanacci da mucca.” “Meno campanacci.”) Come decidere? A parte, che so, tirare una moneta? Ascolta: non è matematica. È una cosa di pancia. Coltiva l’istinto. Chiedi alla giuria della tua flora intestinale.

11. PREPARATI PER LE TRIBOLAZIONI IN ARRIVO
Trangugia un beveraggio da adulti. Fai un po’ di stretching. Prega qualunque divinità sporca d’inchiostro tu abbia a cuore. Questo è lo stato d’animo. Si fotta l’inverno: l’editing sta arrivando. L’editing può essere una dura aiuola da zappare: un sacco di cambiamenti, un sacco di incertezze, un sacco di cose che ti piacciono da togliere e un sacco di cose che non ti piacciono da affrontare. È facile cadere nel panico. È facile tirare la cordicella e eiettarsi prima ancora di aver iniziato. Non farlo. L’editing è il momento in cui la storia viene raccontata davvero. Indurisciti contro l’inferno incombente. È tempo di lavorare.

12. FAI L’OUTLINE DEL LIBRO CHE HAI SCRITTO
Magari hai usato un’outline per scrivere quella prima stesura. Magari non l’hai fatto. Qualunque sia la risposta, ora hai quel gigantesco leviatano da 300+ pagine le cui componenti individuali sono difficili da discernere come separate dalla massa. Perciò: fai l’outline del libro che hai appena finito di scrivere. Una specie di outline retroattiva. L’obbiettivo è di vedere cosa c’è dentro in termini di ritmo della storia, archi dei personaggi, momenti della trama.

13. FAI L’OUTLINE DEL LIBRO CHE RISCRIVERAI
Ora è tempo di prendere quell’outline e ri-outline-arla in modo da avere il libro che intendi ottenere alla fine dell’editing. Perché farlo? Perché ti risparmierà un sacco di lavoro più avanti. Se ti getti nell’editing come un ubriaco diretto in città per una gara di mangiatori di torte, tutto finirà con l’essere ben più incasinato di quanto ti piaccia. Sistemi una cosa, un’altra si rompe. Aggiungi un personaggio, altri tre ne escono invalidati. Fai un piano. Fai una mappa. Una qualche idea di cosa sta per succedere. Più nello specifico: è più facile mandare a puttane e subito riparare una storia ora che quando avrai già rivisto e ricostruito il temuto leviatano.

14. ABBI UN PIANO
Parliamo di piani. L’outline è solo una parte. Dovresti avere una qualche idea di come intendi approcciare la fase pratica. Scegliere una pagina a caso e buttarti? Dalla prima all’ultima pagina? Dall’ultima alla prima? Farti un acido e riscrivere il libro dalla prima parola in uno stupor allucinogeno di tua creazione? Decidi cosa viene per primo. E cosa lo segue. (Oh, e usa il “Rilevamento Modifiche”. Assicurati sempre di avere modo di vedere cosa hai cambiato. Lo apprezzerai man mano che vai avanti.) Vuoi qualche opzione? PAPARINO HA UN PO’ DI OPZIONI PER TE. E smettila di chiamarmi “Paparino.” Perché, ew!

15. OPZIONE: AFFRONTA PER PRIMA LA SCHIFEZZA PIÙ ORRENDA
Quest’opzione è l’equivalente di essere il nuovo pesciolino al suo primo giorno di galera e andare dal tizio più grosso e cattivo in mensa e tentare di stenderlo con un pugno. Sei tu che affermi il tuo dominio sulla storia. È la cena prima del dessert. Il valore aggiunto, qui, è che stai attaccando per prima la parte più difficile, più serra mascelle e più digrigna denti della storia. Dopo questo, tutto sarà mangiare dolcetti. E in più, significa che hai capito come risolvere tutte le parti difficili. Sempre più facile man mano che vai avanti.

16. OPZIONE: AFFRONTA PER PRIMA LA SCHIFEZZA PIÙ FACILE
D’altra parte, talvolta vuoi iniziare dal lato della piscina dove si tocca, prima di andare a giocare a Marco Polo nelle acque infestate dagli squali. Scegli le cose facili. Le minuzie che sono facili da sistemare: l’equivalente di una stringa slacciata o di un telecomando senza pile. Il valore aggiunto: inizi a sistemare le cose piccole, e ti senti produttivo. Ti senti bene riguardo al fare cambiamenti. E acquisisci un certo impulso, una certa inerzia. E per il momento in cui arriverai alla schifezza più orrenda, sarai come un guerriero in un gioco di ruolo: sarai salito di livello e avrai degli stivali dell’Autore e un Bastone +4 contro il Caos Editoriale.

17. OPZIONE: AFFRONTA LA COSA DA COPERTINA A COPERTINA
Ti limiterai a iniziare dalla prima pagina e editare da copertina a copertina fino ad arrivare all’ultima pagina e boom, il figlio di puttana è sistemato. Valore aggiunto: finisci col leggere la storia così come si svolgerà per i lettori e la puoi affinare di conseguenza. Vedi come tutti i pezzi cadono al posto giusto (o non lo fanno, al momento d’iniziare). È un modo di editare pulito e progressivo, anche se non garantisce che non dobbiate tornare indietro per sistemare qualcosa le cui conseguenze riverberano attraverso il manoscritto come un calo di energia o uno spostamento tettonico.

18. BANDISCI I PEZZI TAGLIATI NELLA ZONA NEGATIVA
Ogni volta che tagli qualcosa: tienila. Levala dal manoscritto e mettila in un file Mucchio di Spazzatura. Perché? Due ragioni: la prima, perché se mai decidessi “Sai cosa, quel paragrafo che ho cancellato deve tornare a posto”, allora hey, ta-da, eccolo là! Secondo, perché anche se non lo userai nella storia presente, potresti trovarci qualcosa, in quella letamaia narrativa, che valga la pena salvare, uno di questi giorni – l’equivalente di trovare una banconota nel cesto dei panni sporchi.

19. INVOCA LA REGOLA DEI TRE
Uno è il numero più solitario, ma tre è il numero più fichissimo. Tutte le cose nella tua storia dovrebbero probabilmente comparire tre (o più!) volte. Se posso dilungarmi un po’ sulla Pistola di Chekhov [link in inglese], parte di come la teoria fallisce secondo me è che richiede due comparse: vedi la pistola nel primo atto, la pistola spara nel terzo. Normalmente abbiamo bisogno di una terza apparizione nel mezzo: un altro riferimento o occhiata alla pistola, qualcosa di sottile che permetta al pubblico di percepire, coscientemente o inconsciamente, la continuità. Tre “colpi” permettono a ogni aspetto (tema, mood, personaggi secondari, componenti della trama, tutto quanto) di reggersi da solo. Due “colpi” possono suonare superficiali e convenienti (o inconvenienti, a seconda dei casi). Nel tuo editare, cerca punti in cui gli elementi non rispettino la regola dei tre

20. RILEGGI DI NUOVO, E LEGGI QUELLA ROBA AD ALTA VOCE
Tempo di fare un’altra rilettura. Questa volta: ad alta voce. No, non devi organizzare una performance drammatica nel parco cittadino – er, a meno che tu non voglia, anche se scommetto che finirai colpito da dei frisbee tirati mirando alla tua testa o divorato dall’orso in ibernazione che hai svegliato con la tua prosa goffa. Piuttosto, siedi alla tua scrivania, pronuncia (o mormora) le parole con calma. Cerca di sentirne il ritmo. Ascoltane l’andatura. Le parole sulla pagina sono solo un’immagine delle parole che pronunciamo nelle nostre teste e con le nostre bocche. Leggere il tuo lavoro ad alta voce non è un rimedio universale, ma evidenzierà un sacco di punti in cui il linguaggio suona dissestato, in cui si intoppa e scivola verso un goffo e fangoso declivio.

21. CORREGGI LE BOZZE MENTRE LAVORI AL RESTO
Mentre rileggi e leggi ad alta voce, fai correzione di bozze. Sistema. Punzecchia. Ribalta. (Ricorda di nuovo: il “Rilevamento Modifche” è tuo amico) Massaggia il linguaggio mentre procedi. Cerca errori di ortografia e battitura, parole duplicate/ripetute, punteggiatura a cazzo, goffaggini, frammenti, brutte scelte lessicali, parole usate in maniera scorretta, problemi di tempo, problemi di punto di vista, errori stilistici, avverbi o aggettivi non necessari, costruzioni passivi, metafore instabili, e ogni occasione in cui descrivi i genitali di qualcuno come “turgidi” o “tumescenti”. Attacca. Uccidi. Ripara. Leggi e ripeti.

22. TIENI UNA LISTA DEI BELLISSIMI PAVONI
Ho un file, in cui ci sono foto dai miei giorni come pornostar maschile, DONNY DONG. Ho anche un altro file, che è probabilmente più in argomento con questa discussione, in cui tengo una lista di parole-gruccia e preziosi “preferiti”: qualsiasi cosa su cui tendo a appoggiarmi come scelta di parole, costrutto lessicale pigro o tratto caratteriale, o, o, o. È un file imbarazzante, in un certo senso, ma anche molto utile, perché posso cercare tutte queste cose durante l’editing e dire “Oh, ho usato la parola ‘cock-taco’ sette volte in questo libro e, davvero, è una parola da una-volta-a-libro”.

23. ERADICATE TUTTI I BELLISSIMI PAVONI SE SERVE
Come dice il detto, uccidi i tuoi preferiti. I “preferiti” sono spesso mal-definiti come quelle cose nella tua storia che più adori, ma questa è una definizione stupida. Non seguirla. Sarebbe come dire, “Uccidi tua moglie, brucia la tua casa, NON TI MERITI QUESTE COSE.” No, un “preferito” è qualcosa che ami ma che non può giustificare la propria esistenza nel testo. Scrivi un capitolo a metà libro che non c’entra nulla col resto del libro e che azzoppa il ritmo ma lo ami-ami-ami, bene, quel capitolo potrebbe aver bisogno di due pallottole al petto e una nella testa. Decapita i preziosi, splendidi pavoni. (Metto questo punto in fondo al post perché è una cosa che tendo a fare per ultima, spesso perché è in quel momento che ho davvero abbastanza contesto e istinto riguardo al manoscritto da poter guardare ai “preferiti” con sano distacco. Ciò detto, è qualcosa a cui bisogna stare attenti attraverso l’intera esperienza di scrittura e editing)

24. RIPETI TUTTO SE NECESSARIO
Un passaggio potrebbe essere sufficiente. O potrebbe non esserlo. Riscrivi fino a che non è a posto.

25. INVIA E CELEBRA
Hai finito. ORA MANGIATI UNA TORTA. O qualunque tipo di dessert ti stia più a cuore. Dopo di che: agisci. Sei appena passato attraverso un tipo d’inferno speciale – sei strisciato attraverso pozzi di melma in fiamme, hai sopportato demonietti che ti mordevano le parti più sensibili, sei scivolato attraverso la chiusa di zolfo e ne sei emerso insanguinato e bruciacchiato con un manoscritto come si deve nelle mani piene di calli. Ora è tempo di farne qualcosa. Trovati un agente letterario. O un editore. O pubblica il figliodiputtana per conto tuo. È tempo. Sei un grande. Ci sei quasi.

Fermo immagine di pugno alzato al cielo: SEI IL MIGLIORE IN CIRCOLAZIONE.

*titoli di coda*

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