Caos e ordine


Mettere ordine nei libri è una cosa che mi piace. Ha un che di rilassante, tranquillizzante. È dare ordine al mondo, trovare il posto giusto per ogni cosa e mettercela.

Il signor Dewey

Il signor Dewey

Come mi piace giocherellare con database e tabelle, così mi piace ravanare col sistema decimale Dewey. Gingillarmi con l’utopia di una classificazione univoca per tutto lo scibile umano, per ogni libro scritto sulla Terra tutta.
Splendida utopia, che s’infrange sempre sulla realtà. Ma nondimeno, splendida, per il tempo che dura.

Ammettiamolo, sarebbe davvero fichissimo se ogni libro potesse essere trovato immediatamente grazie alla certezza che, in un’ipotetica e immensa biblioteca, ci sia uno e un solo posto in cui quel libro possa stare. La certezza che quello specifico saggio sulle letture politiche del cinema dell’orrore degli anni settanta si troverà esattamente sullo scaffale X, tra un saggio sulle letture politiche del cinema horror del primo Novecento e uno sui sottotesti politici della cinematografia di Romero.
Peccato che non sia così facile, così univoco.
Peccato che capiti di cercare online suggerimenti su dove collocare un volume, scoprendo così che nella biblioteca di San Teomundo Impegolato lo mettono nel campo del 700 (arti, che comprende anche il cinema) ma in quella di Pozzo di San Teomundo lo mettono nel 300 (scienze sociali, che comprende anche la politica).
Ma è bello, finché, come detto, dura, crederci, scendere sempre più in profondità nei decimali per trovare la collocazione perfetta, la minuscola e idilliaca nicchia che descrive alla perfezione il libro che si deve catalogare.

Serve a un cazzo, lo so, ma mi diverte, mi rilassa, mi mette in pace col mondo.

Poi arriva il momento di fare ordine sugli scaffali della biblioteca, e la pace col mondo evapora al contatto con le bestemmie in sumero stretto, dialetto di Uruk bassa, scatenate dal caos immondo che mani incapaci hanno portato sugli scaffali.
Ma questa, ahimè, è un’altra, triste storia.

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5 commenti su “Caos e ordine

  1. Pingback: Caos e ordine | SalernoRSS

  2. In tutto questo il mio cervello si è bloccato su “devi riordinare anche la TUA libreria. Sì però ti serve almeno una Billy nuova. Libreria. Billy nuova. Libreria…” *___*

  3. per libreria possiamo intendere anche delle pile ordinate di libri che pencolano un po’ dappertutto in casa? Anche io sono una classificatrice compulsiva, di libri, di cd, di file… (ho il pc zeppo di sotto sotto sotto cartelle^^ ) e come te lo trovo rilassante fino a che non arrivo al fatidico “questo come lo etichetto?” Allora interviene mio zio con il famosissimo cassetto/mensola/zona della libreria definito “miscellanea” e risolvo tutto. bacio P

    • Sì, le pigne pericolanti contano assolutamente come libreria, soprattutto quando uno non ha più lo spazio per un nuovo mobile o per altri libri nei mobili già presenti 😀
      E viva la sezione “miscellanea”! 😀

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