Iron Man 3


La signorina RottenmeierFinalmente domenica pomeriggio ho visto anche io Iron Man 3. Spettacolo graziosamente arricchito da genitori con marmocchi che non riuscivano a seguire la trama. Alè. *

Parere conciso? Film carino e divertente, ma si potevano evitare certe boiate e semplificazioni.
Quindi sì, ne sono uscita divertita, perché è come sempre una baracconata che funziona e diverte, ma anche con una sensazione di bleah residua.
Seguiranno spoiler. Tanti. Una portacontainer di spoiler. Vi ho avvisati.

WARNING SPOILERSSu tutto, palma del “WTF!?” a come Tony supera gli attacchi di panico. Sembra di essere di fronte al Peter Parker di Raimi che prima somatizza le delusioni amorose al punto di perdere i poteri che ha nel DNA e poi si ripiglia in preda all’incazzatura.
Solo che qui basta un moccioso fastidioso di cui nessuno ricorda il nome (non che freghi a qualcuno di ricordarselo!), non serve neppure un villain che ti lanci addosso automobili… Sa lievemente di presa per il culo. Di semplificazione. Di “Ehi, la quota dramma l’abbiamo raggiunta, ora leviamoci dai coglioni questa tediosa faccenda in maniera veloce. E chissene se la gente di norma ci mette anni e della terapia psicologica e/o farmacologica anche solo per tenere sotto controllo il problema, questo è un cavolo di film per ragazzetti!”
Sì, lo so, non stiamo guardando un trattato medico, però, davvero, il fatto che basti un bambino che dice una stronzata come “Ehi, sei un meccanico, pensa a cosa puoi costruire” per guarire dagli attacchi di panico è troppo semplicistico e anticlimatico.
Non aiuta che ‘sto bambino rimanga sullo schermo a sfrantecare i maroni per ben più tempo di Pepper, e che sia il classico bambino odioso dei film: furbetto, intelligente, battuta pronta, mossa giusta al momento giusto e quant’altro.
Che poi sappia, lui, un bambino, qual è il bar esatto in cui la signora Tal dei Tali passa le serate ad abbruttirsi e ubriacarsi, è un filino eccessivo.
In sintesi, il moccioso si aggiudica un grasso: ecchedduepalle, bimbo!

iron-man-3-mandarin-ben-kingsley-2E poi c’è tutta la questione dei cattivi.
Il Mandarino è gestito da dio e Ben Kingsley è mitico e perfettamente in parte, crea un personaggio visionario e completamente fuori contesto che è un azzeccatissimo ribaltamento, davvero sorprendente.
D’altro canto, c’è una mezza vagonata di cose che scricchiolano e stridono, quando si passa a Aldritch Killian e a tutta la faccenda Extrema.
E non è una questione di prevedibilità (perché sì, lì’incastro della bella Maya Hansens – Rebecca Hall, della AIM** e del viscido Killian è prevedibilmente prevedibile).
È una questione di motivazioni e narrazione.

Stento a credere che un uomo adulto possa venir gettato nella più cupa disperazione e meditare il suicidio (per poi passare a “vendetta, tremenda vendetta!”) per il fatto che un miliardario viziato lo tratti come una pezza da piedi e lo faccia andare su un tetto ad aspettarlo in vano. Io mi sarei incazzata per il freddo (dicembre, Berna, tetto, niente cappotto). Mi sarei sentita oltraggiata. Ma disperata al punto da valutare il salto? Seriamente? Quanto erano cacche i bulli della mia vita, e quanto cinture nere in bullismo quelli della vita di Mr. Killian?
Mr. Killian che poi, pur conscio del rischio di fare “boom”, in un qualche momento tra 2000 e 2013 e  ha deciso di iniettarsi l’Extrema e risanare i suoi non-ben-specificati problemi fisici (gambetta sifula? Qualcosa di più serio? Chissene fotte). Perché vendetta tremenda vendetta, ok, ma vogliamo essere fighi, quando la otteniamo, e chissene se rischiamo di esplodere come un fuoco d’artificio a 3000°.
Epperò, Killian si potenzia, la bella botanica no. Perché la bella botanica ha da morì come un cane come punizione per aver tentato di redimersi.
E ricordiamoci che l’Extrema ti ricostruisce un braccio, una gamba, ti rigenera peggio di Wolverine, sissignore, ma col cavolo che toglie le cicatrici dal viso del personaggio interpretato da Stephanie Szostak! Perché? Perché sì!

Così come dev’essere “perché sì” che le armature a questo giro, come sottolinea Hell, sembrano fatte di domo pack. Si schiantano al primo colpo. Cazzo, perdono le dita perché un marmocchio (sempre il solito odioso nano) gliele tira!
E immagino che “perché sì!” sia anche la ragione per la quale basta scaldare un’armatura serie domo pack in un punto accazzo per –tadaaan!– mandarla in tilt; e la ragione per la quale Pepper, appena sopravvissuta a un ciclo di Extrema, si ritrova focosa, incazzosa e –tadaan!– agile come una tigre, super veloce e in grado di fare cose che voi umani è meglio non proviate a fare a casa.Savin

E qui si arriva alla stronzata massima:

Ti aggiusto io.

Che è il modo più inutile, vuoto e anticlimatico per risolvere una potenziale fonte di conflitto come “La mia fidanzata ora rigenera peggio di Wolvie ma rischia di esplodere e vaporizzarci entrambi”.
Ok, sei alla fine del film, ma vaffanculo!
Tutto fuoricampo. Tutto ridotto a “ti aggiusto io” e “l’ho aggiustata”.
Che scelta del cazzo! E scusate il francese.

Altrettanto stonata, per me, la scelta di far operare Tony.
Non avevano detto che queste benedette schegge erano talmente piccole, talmente in profondità, blablabla inoperabile? Boh, evidentemente Yinsen non era così figo come lo facevano sembrare. :/

E pur con tutto questo, mi sono divertita. Ha ragione chiunque fosse il collega blogger che ha detto che non è un film di super eroi, ma una commedia d’azione con i super eroi.
Se cerchi un vero film d’azione, profondità dei personaggi, introspezione, serietà, no, film sbagliato.
È una commedia. E quindi secchiate di battute e battutine (a tratti fin troppe), un bambino fastidioso (l’ho già detto che ha rotto i coglioni? Sì? Bene.), una battaglia finale molto over the top ma anche così frenetica da ridurre la comprensibilità, battibecchi divertenti, un cattivo a tratti senza capo né coda e a tratti machiavellico, un cast di supporto che mi è piaciuto molto (Savin, interpretato da James Badge Dale, è ottimo!), troppe armature per essere vere, un paio di colpi di scena a tradimento ben riusciti, un discreto qual ritmo e una ridotta profondità drammatica.

Si poteva fare di meglio.
Ma si poteva fare di peggio, se può consolare… :/

____________________________________________
* “Mamma, chi è quel signore?”
“È Happy.”
“Chi?”
“Quello che c’era prima con Pepper?”
“Chi?”
“La signorina bionda.”
Sigh. E sic.
** Ehi, quel nome mi dice qualcosa! Copioni! 😛

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8 commenti su “Iron Man 3

  1. Ottima recensione, sono d’accordo con i fastidi che hai provato. A me ha abbastanza deluso, sapevo sarebbe stato divertente, però che cazzo, non così tanto. Un minimo di epicità no!? Dopo la rivelazione sul Mandarino va tutto a rotoli.. .Bella merda…

  2. La rivelazione sul mandarino è stata una cosa epica e basta u.u
    Il problema degli “attacchi di panico” (virgolette d’obblico) è che, probabilmente, volevano imitare il Tony immerso completamente nell’armatura di Civil War…ma in modo pietoso.
    Forse.
    Bah.
    Comunque, a me il film è piaciuto molto, nonostante le armature di Domopack xD

  3. l’ho recensito anch’io… Devo spezzare una lancia dicendo cheanche nel fumetto il tizio che si è iniettato il virus Extremis straccia l’armatura di Iron Man senza starci a pensare troppo. Per il resto, plauso per il Mandarino, il miglior villain di qualsiasi film di supereroi, 😄 e devo dire che non li hai nemmeno messi tutti i “buchi” di sceneggiatura… ma alla fine, per divertirsi va bene, grazie anche agli effetti speciali spaventosi.

  4. In effetti la storia delle schegge non torna tanto, visto quello che era stato detto nei film precedenti…
    Detto ciò, pur essendoci parti di sceneggiatura trattate all’acqua di rose (tipo la storia della cicatrice della botanica, o le armature che non vengono richiamate subito ma solo nel finale ché altrimenti il film durava mezzora in meno), io mi sono divertito abbastanza. 🙂 L’ho reputato migliore del secondo, che a questo punto è quello più in basso della trilogia.

    Il Mandarino vedo che comunque è piaciuto a parecchia gente. 😄

    Ciao,
    Gianluca

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