Writing goal…


… che fa figo perché è in inglese, ma in pratica vuol dire:

Scrivi, bestia!

La bestia sarebbe la sottoscritta: disorganizzata, farfallona e capace solo di procedere a tentoni e di pura giocoleria, ho deciso di costringermi a fare qualcosa di diverso.

Non cercherò di nuovo di metter giù una outline più complessa di “Tizio, Caio e Sempronio litigano con Pinco Pallo”; l’esperimento l’ho fatto e non ha funzionato, non sembra roba per me, non fino in fondo.

No, il qualcosa di diverso è semplicemente darmi un obiettivo giornaliero più che accessibile e costringermi a raggiungerlo. Magari anche superarlo, per piacere personale e per vedere la tabella di excel su cui tengo traccia dei progressi dirmi che oggi ho superato il par di ben 200 parole, e vedere la linea del grafico impennarsi, imbizzarrita.

L’obiettivo giornaliero che mi sono imposta è oggettivamente bassino, solo 700 parole.

C’è chi, come Valentina, da qualche tempo ha avuto la mia stessa idea e la sta mettendo in pratica con un bersaglio di 1000 parole al dì.

Io invece ho preferito stare sul basso, sul fattibile e quindi sul positivo, piuttosto che fissare una quota ben più alta ma di sicuro scorno. Aggiungiamoci che per il mio metodo di scrittura un tot di tempo finisce necessariamente nel cesso per raccattare le informazioni che all’improvviso mi servono, e capirete che obbligarmi a scrivere ogni giorno una quota di parole maggiore sarebbe un sicuro fallimento.

L’esperimento è in corso da un mese e per ora… Mah, procede.

Ci sono giorni in cui arrivo alle 700 per il rotto della cuffia, e giorni in cui non riesco a scrivere granché. E poi ci sono i giorni, come venerdì scorso, in cui scrivo 1300 paroleper rimettermi in riga con le aspettative, e vado a letto a un orario osceno e il giorno dopo sono uno zombie di sicura compagnia. ^^’’

Per ora direi che l’esperimento funziona. Non in maniera perfetta, ché il martedì e il venerdì trovare tempo per scrivere senza cazzeggiare è arduo, ma si fa quel che si può.

E nel frattempo, “Il grande paciugo” si è arricchito di un personaggio a cui mi sto affezionando, ha superato la soglia delle 13mila parole e continua ad essere un ammasso informe di idee-scene-flash-personaggi-ipotesi condito da qualche illuminazione divina qua e là.

Il numero di piani temporali è sceso, in compenso tante cose ancora devo trovare definizione e la playlist è ingrassata.

Vediamo come andrà a finire.

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