Un esperimento da telepati


telepatiaEra un po’ di tempo che volevo scrivere questo post e ripetere un “esperimento” che avevo già fatto millemila anni fa (spannometricamente, sette).

Ora, facciamo una premessa: come detto qualche tempo fa, sto scrivendo una storia il cui titolo di lavorazione è “Il grande paciugo”*. E in questa storia c’è un personaggio dotato di telepatia. Sì, sono ancora lì a scrivere di supereroi. So sue me.

Mi piace scrivere di telepati, anche se non sono ancora bene sicura del perché, dopo tutti questi anni. Credo abbia qualcosa a che fare con l’idea di poter toccare/vedere cosa le persone hanno veramente dentro, o forse con quella di poter comunicare in segreto e potenzialmente con la massima precisione…

Il punto è che scrivere di telepati è non solo divertente, ma anche complesso, perché col tempo mi sono resa conto che persone diverse pensano in modo diverso. E non sto parlando di associazioni di idee o cose simili. Sto parlando di che forma hanno i vostri pensieri. E di questo parlerà l’esperimento che voglio proporvi.

Io penso principalmente sotto forma di parole. Se un ipotetico telepate dovesse incontrarmi, credo mi detesterebbe presto, perché la mia testa è piena di un continuo chiacchiericcio, di una voce femminile (che non è esattamente la mia) e che parla, parla, parla, senza sosta, facendosi domande e dandosi risposte, nel peggior stile marzulliano.
E non solo io produco uno stream of consciousness che al confronto Joyce era un dilettante, io a tratti penso anche nel mio sgangerato inglese colloquiale.
E poi ho, a sprazzi, immagini, sempre sfocate, le proporzioni leggermente sfalsate, statiche o in movimento a seconda delle situazioni.
E musica, spesso un pezzo di canzone in loop, che la mia mente riproduce con notevole esattezza e al contempo scegliendo di ignorare dettagli minori, magari in sottofondo a un pensiero cosciente che nulla c’entra.
E per ultimo, la sensazione di moto, che c’è solo per alcuni tipi di pensiero, ed è simile all’idea che sia la mia mente a muoversi a velocità inumana attraverso le immagini dei miei ricordi: attraverso un luogo, lungo un disegno o una piantina stradale.
Più raramente, in fase creativa, penso come movimento entro scenari inventati, ma è cosa rara, e imprecisa, e che richiede una gran fatica.

Mi rendo conto che questo mio modo di pensare non coincide necessariamente con quello di altri quando, per esempio, mi si fa notare che un personaggio che pensa tra sé e sé ponendosi delle domande è narrativamente brutto, sa di… cliché? Di sgraziato e basta?
E in una situazione del genere dire “Vabbeh, ma io penso così!” non basta, ahimé.

Anche lui ha a che fare con menti ben diverse dalla sua, chissà cosa ne pensa...

Anche lui ha a che fare con menti ben diverse dalla sua, chissà cosa ne pensa…

Ecco, dopo aver sproloquiato così tanto, vorrei ripetere quel vecchio esperimento, condotto a suo tempo su un forum che non esiste più ma a cui sono dannatamente affezionata, e chiedere a voi che passate di qui di dire la vostra, se vi va, e di raccontarmi in che forme pensate.
Credo la cosa sarà interessante, e non solo come materiale di studio per dare la giusta differenziazione alle menti in cui si infilerà un certo personaggio.

A voi la parola!

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* Per chi non fosse della zona: “paciugo” vuol dire pastrocchio.

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17 commenti su “Un esperimento da telepati

  1. Ma lo sai che è una domanda difficile?
    Se dovessi sintetizzare il modo in cui penso in pochissime parole, senza quindi attaccarti il pippone, direi che visualizzo immagini in movimento o statiche. e poi ci aggiungo i dialoghi, ma solo in un secondo momento. La prima cosa è l’immagine, o vere e proprie sequenze, di solito del tutto mute.

    • Grazie di aver partecipato all’esperimento, Lucia! 😀 E tranquilla, è il tipo di post per cui la risposta un po’ articolata è potenzialmente più efficace di quella telegrafica 😉

  2. Io mi faccio i film. E non è solo un modo di dire, chi mi legge lo sa. Tutti i miei racconti sono stati scritti dopo essere stati visti, nei minimi dettagli. Quindi penso in cinemascope e dolbysurround, e poi ci aggiungo anche gli odori e le sensazioni.
    E poi c’è l’altra parte, i pensieri istantanei, ovvero quelle intuizioni che arrivano senza quasi passare dalla testa. 😀

    • Confermo che si sente da come scrivi che i film che ti fai sono molto accurati 😀 Belli, i pensieri istantanei, a volte sono davvero come lampadine che si accendono da sole! *__*

  3. Ogni tanto ho una voce principale che parla, ma in sottofondo ho costantemente pensieri più rapidi fatti di immagini/sensazioni/suoni e ”istinto” che non sono ben descrivibili a parole. Ah sì, pure io ho le canzoncine in loop che quando partono fatico a togliere 🙂

  4. Eh, bella domanda.
    La mia prima risposta è: non lo so.
    La seconda è: aspetta che ascolto.

    Hm, sembra un rumore bianco.
    Un mormorio a più strati, tipo coro di idee silenziose ma con una voce che ogni tanto emerge e interloquisce.
    Oh ma tranquilla, è la mia.
    Quando c’è la voce principale, il flusso di coscienza è diretto da lei.
    Quando invece si riposa, le altre fanno una silenziosa caciara dalla quale può emergere qualsiasi cosa, sempre per colpa di uno stimolo esterno che può essere dovuto a uno qualsiasi dei miei sensi.
    Penso anche così come ho scritto, a pensieri e frasi o concetti successivi, non tutti provenienti dallo stesso strato di coscienza.
    Ne ho anche una certa percezione, direi quasi fisica. Parlo degli strati.
    Riesco a spingere a fondo un pensiero che non voglio quando sento che emerge, oppure a scavare per cercarne uno, anche se scavare è più difficile di spingere.

    Bell’esperimento, mi è anche piaciuto farlo. Grazie e complimenti per il post, adesso sono curioso di leggere qualcosa di tuo sull’argomento. 😀

  5. Misto Voce e immagini statiche. La voce esordisce sempre con un impulso di calma (quando penso a tante cose mi agito da morire) e le immagini sono sempre fighissime ma poco definite (credo sia dovuto alla mia scarsa memoria). Grazie a questo post farò questa domanda stramba a molto gente che conosco! 😀

  6. Io penso un po’ come nei fumetti anumati di Supergulp. immagini semistatiche, con commento audio. Una cosa che non mi capita mai è di “non pensare a niente”. Qualcosa c’è sempre in sottofondo, un borbottio a volte misterioso. Se mai riuscirò a capire cosa sta dicendo credo che diventerò il padrone del mondo. XD

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