Lost Girl


È il mio ultimo, piccolo tormentone. Tutta colpa del retweet di un articolo  che elencava 10 buone ragioni per seguire un telefilm. Telefilm da noi mai visto né sentito tranne che per canali telematici, ovviamente.

Lost Girl - CastUn telefilm canadese che narra le avventure di Bo, una donna che si scopre essere una succube in un mondo in cui, sorpresa!, esiste una branca evolutiva di creature che si chiamano Fae, hanno poteri sovrumani, si nascondono in mezzo agli umani e, salvo poche eccezioni, si nutrono di umani.
Se Bo si nutre di “sexual qi” (baciando la gente o facendoci sesso. E uccidendola anche, a inizio telefilm…), c’è chi mangia cadaveri, chi si nutre di rimorso, chi provoca alla gente continui incubi di cui cibarsi.
Ce n’è per tutti i gusti.

Produzione non esattamente hollywoodiana, tutto studiato per mostrare il meno possibile di essere un prodotto canadese in modo da titillare di più le reti USA, nella speranza che qualcuno ne comprasse i diritti. Cosa che è accaduta.

Mi piace, Lost Girl, anche se mi rendo conto di quanti difetti abbia.
La struttura è piuttosto classica, col mistero della settimana che, se va bene, contribuisce anche a dare qualche indizio sul grande mistero della stagione.
La protagonista Bo è veramente al limite della Mary Sue, e si scopre possente guerriera dall’oggi al domani, cosa che fa a tratti ridacchiare (soprattutto per certe goffe scene di combattimento). Quantomeno il fatto che chiunque sia voglioso di portarsela a letto è giustificato dall’allure irresistibile delle succubi. Immaginate come ci rimane la prima volta che viene rifiutata in vita sua, a 28 anni…

"Non sei mai stata rifiutata?!"

“Non sei mai stata rifiutata?!”

No, quello che mi piace di questo telefilm sono altre cose.

Partiamo dai comprimari.
Bo divide casa e avventure con l’umana Kenzi, interpretata da quella bambolina meravigliosa che è Ksenia Solo. E Kenzi è metà dell’anima dello show. Chiacchierona e ironica, la ladra goth è il comic relief, la spalla brillante, la mente truffaldina e la controparte assolutamente normale dell’esageratamente figa Bo. Una che durante uno speed date è capace di sfilarti il Rolex dal polso mentre ti intorta con la storia di quanto vorrebbe avere i soldi per spedire una gallina in Russia, da mamma.
E poi ha degli occhi da paura, ma sorvoliamo.

Ksenia SoloPoi c’è Dyson, il wolf shifter interpretato da Kris Holden-Ried (attore che mi piace un casino). Poliziotto dopo secoli come soldato e mercenario, mi piace il suo carattere, fedele e protettivo, la patina di calma che si incrina in rari scatti di violenza, quel look in camicie scure e gilet di pelle blu che gli dona tantissimo.

Non che l'assenza di camicia e gilet lo renda un cessone...

Non che l’assenza di camicia e gilet lo renda un cessone…

Aggiungiamo anche Hale, il collega di Dyson, interpretato da K.C. Collins: un improbabile “sireno” che a ogni puntata sfoggia un cappello diverso; membro proprio malgrado della nobiltà Fae, addormenta o uccide la gente fischiando, e farebbe di tutto per gli amici.
E poi Trick… Gran bel tipo, Trick. All’inizio l’ho sottovalutato, ma man mano che la storia procedeva sono arrivata alla conclusione così ben enunciata da un personaggio della seconda serie: “Bartender my ass!Trick - Lost Girl

Secondo pregio, l’ambientazione.
No, non la Toronto in cui è stata girata la serie, perché le riprese sono eseguite in modo da lasciare l’impressione che la città in cui tutto si svolge possa essere una qualsiasi città del Nord America.
Il vero fulcro dell’ambientazione è l’idea che esistano i Fae e che siano divisi in due fazioni, Light e Dark. Fazioni che differiscono solo per quanto gliene importa del loro cibo: i Dark si fanno zero problemi a uccidere un “meat bag”, i Light Fae invece cercano di non spopolare le loro zone di caccia. Che teneri, eh?
Due fazioni che si detestano e che dopo secoli di guerre intestine sono giunti a un fragile armistizio che richiede sottile equilibrio politico per non essere infranto. Non volendo rendere le cose troppo cervellotiche, l’intrigo è sempre minimo, sfortunatamente, quando invece ci sarebbe tanto di quello spazio per cospirazioni e complotti… Ma evidentemente preferiscono andare sul sicuro, puntare quindi su combattimenti e scene scollacciate.

Mai dimenticare di comprare i cereali per il brownie!

Mai dimenticare di comprare gli Honey Berry Crunch per il brownie!

Dove davvero gli sceneggiatori si sbizzarriscono, è nel dar vita a personaggi di contorno vivaci e memorabili che altro non sono che incarnazioni umane di criptidi o creature mitologiche.
Dall’arpista banshee al segugio con la rinite allergica (che viene pagato in antistaminici), dal kirin ubriacone al brownie maniaco dei cereali, dal circo di Fae maledetti al temibile Mongolian Death Worm, quasi sempre si tratta di personaggi che ti rimangono in mente, per un dettaglio o per un altro.

Welma, il Mongolian Death Worm.

Welma, il Mongolian Death Worm. Non fatela incazzare. Mai! Soprattutto sbagliando il gusto delle caramelle.

Per concludere, Lost Girl non è un prodotto perfetto, anzi. Però ha dei guizzi interessanti e alcuni personaggi divertenti. Bo è simpatica, ma alla lunga la sua vita sentimentale è un otto-volante fin troppo movimentato; eppure, anche solo per Kenzi, Dyson e Trick può valere la pena di vedersi qualche episodio.
E no, essendo io una brutta persona, la dottoressa Lauren la trovo simpatica come una scarpata nei denti, quindi non vi tedierò col suo tragico background e la sua complicata relazione con Bo. Anche perché io fin dall’inizio ho preferito Dyson. Uno che ti fa un primo incontro guardandoti così per strada, come fai a non apprezzarlo? 😛Lost Girl - Dyson primo incontro

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11 commenti su “Lost Girl

  1. Io invece faccio il tifo sfegatato per Lauren di cui mi sono ovviamente innamorata alla sua prima apparizione 😀
    Anche se, è vero, il mio cuoricino batte a tutta forza per Kenzi

  2. Pingback: Lotta alle stronzate in sei fasi | Space of entropy

  3. RGH la parola Fae mi ricorda i noiosissimi nemici/amici in Kingdom of Amalur, videogame evitabilissimo. A parte questo nel periodo di penuria telefilmica (senza piu Fringe, finiti TBBT, Dexter, Haven) pre Ritorno alla Barriera, quasi quasi lo provo.

    • Non ho presente il videogame, ma qui il concetto di Fae è quasi (solo quasi) un espediente per potersi sbizzarrire con la mitologia mondiale inserendola in un unico scenario comprensivo. E, no, ci sono abbastanza Fae folli, disgustosi, inquietanti, sgargianti e adorabili da rendere i Fae ben poco noiosi 🙂
      Nel caso, buona visione anche a te 😉

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