I miei film delle vacanze


Durante queste vacanze estive mi ero vista un po’ di film. Alcuni venivano dal mistico cofanetto “Nati per combattere“, altri da altrove. Visto che mi gira, seguiranno brevi commenti accazzo sui suddetti film delle vacanze. Ci saranno occasionali spoiler, ma sono film vecchiotti anziché no, quindi chiedo venia ma non mi farò troppi scrupoli.

la frangetta da pirla

La frangetta da pirla tenebroso.

Partiamo da Spiderman 3.
Posto che era la prima volta che lo vedevo; posto che io a Tobey Maguire spaccherei il grugno con una traversina; posto che il povero Uomo Sabbia nella sua maglietta a righine faceva morir dal ridere; bene, posto tutto questo, il film è caruccio. Finché quel coglione col botto di Peter Parker non si becca un confidence boost da parte di Venom.
Lì, col Tobey che si spettina il ciuffo per dimostrare esteriormente l’influsso tenebroso del simbionte, parte il face palm a manetta.
Il culmine dello schifo è quando il coglione col botto si aggira per le vie di New York camminando a ritmo di musica, facendo occhiolini e bullandosi come fosse un fotomodello sfuggito alla cover di Play Girl.
A quel punto ho messo in pausa e mi sono concessa una pausa toilette e tanto sano disgusto. La scena al jazz bar non è che un ribadire l’evidente: lo sceneggiatore s’era fumato qualcosa di strano.
La sensazione finale è che potesse essere peggio, ma che il povero Parker non sia mai sembrato più coglione di così. E non è che il signor Venom ci faccia una figura migliore, sigh…

(Nota parzialmente fuori tema: a confronto con il 2, ‘sto film rimane un fottuto capolavoro. Il Doc Oc era di un’idiozia imbarazzante, la parte in ospedale gridava “Dove cazzo è il sangue finto? Questo è un fottuto horror! Come? Non è un horror? Occazzo, niente fontane di sangue… Uffa!” e la rapina in banca… Cthulhu, la rapina in banca… Cassaforte nella hall, due guardie giurate che tra un po’ se ne stavano due piani più in là a fare le parole crociate, e quei sacchetti di monete. Monete dorate. Già. Certo. Come no. Pietà!)

wpid-Photo-23ago2012-2043.jpgKill Bill volumi 1 e 2, una volta sconfitto il demone dei sottotitoli, sono un godibile e tamarro fugnone. Citazionismo musicale come se piovesse, follia, tutti i fiumi di sangue che Raimi avrebbe voluto nel secondo Spiderman, una sezione a cartoni animati che rallenta tutto ma amen, quel bellone del maestro Pai Mei, Daryl Hanna che si veste da infermiera con una croce rossa sulla benda sull’occhio e tutto il resto. Divertente, proprio perché a tratti iperbolico.

Reservoir Dogs - Le IeneE rimaniamo in tema di Tarantino: ho messo le mani su Le Iene in edizione doppio disco. E mi sono messa a ridacchiare e a pensare alle cose sbagliate e a fare “Noooooooo!” quando Coconut è partita durante il menù interattivo. Film strano, a tratti contorto, ma divertente e appassionante. Fa ridere, guardando i contenuti speciali, scoprire che l’insegnante di dizione di Tim Roth sia finita col fare la parte della signora a cui Mr. Orange (Roth stesso) e Mr. White (Harvey Keitel) cercano di rubare l’auto, che si spaventa e spara a Orange e che da lui viene ammazzata in cambio.

Un po' di Liev, che di Hugh ce n'è già tanto, in giro per il blog

Un po’ di Liev, che di Hugh ce n’è già tanto, in giro per il blog

E poi c’è X-Men le origini – Wolverine, ovvero come ti introduco per benino il personaggio prima di fare il film sulla saga giapponese con Mariko. Jackman fa sempre la sua porchissima figura, e il buon Liev Schriber nella parte di Victor è meraviglioso, perfetto per il ruolo. La sezione di combattimento Wolverine vs Victor nei vicoli di New Orleans contiene un grosso momento che urla “questa vaccata di Gambit che s’intromette era puramente funzionale a evitare che i due fratelli sistemassero tutto prima dello scontro col boss di fine livello”. E c’è pure un momento LOL, giusto per non farsi mancare nulla. Ma é sempre un film molto divertente da vedere, con tanta tamarraggine che, soprattutto d’estate, fa bene allo spirito.

X-Men First Class - Michael FassbenderE anche X-Men First Class fa bene allo spirito. A patto di non prestare ascolto alle farneticazioni di non-ricordo-più-chi (era uno degli sceneggiatori o forse dei produttori) quando, nei contenuti speciali, diceva che hanno voluto mantenere la continuità con gli altri film della serie.
La signorina RottenmeierScusate, ma qui mi parte il momento di Rottenmeier-itudine. Dire che c’è continuità è una puttanata. X-Men First Class della continuità con gli altri 3 (o 4, se contiamo anche il Wolverine) film se ne sbatte ampiamente le palle. Prende e si crea una continuity tutta sua, punto.
Tenuta questa premessa ben salda in mente, il film è bellino, divertente, eccessivo al punto giusto. Se ve ne scordate e siete dei precisini come me, vi viene l’embolo per le quasi-infinite cose che non quadrano con gli altri film, da Moira giù giù fino a chi ha costruito Cerebro. Ha dei difetti, First Class. Su tutto, il giovin Xavier che alterna tra cascamorto e maestrino odiosetten è davvero fastidioso, ma si soprassiede solo perché Fassbender nei panni del giovane Lensher è perfetto, come lo è Ian McKellen nei panni del Lensher anziano! Così come il suo tema, divino, e le scenografie, fantastiche, e la scena del sottomarino che esce dall’acqua, epica e tamarra come dio comanda.

Rimaniamo in compagnia del signor Fassbender e spostiamoci in Scozia con Centurion: il massacro della Nona Legione ad opera dei Pitti e quel che consegue, visto con l’occhio di Neil Marshall. E Neil è una garanzia.

tumblr_lmyvjxqzl21qd5gcho1_500Sangue a fiumi, proiettili infuocati fatti rotolare lungo il fianco della collina, la fuga, la vendetta, Olga Kuriulenko che a fare la Pitta è meravigliosa, ma soprattutto la Scozia, vera protagonista. Se Doomsday ambientava la Scozia in Sud Africa, Centurion va davvero nelle Highlands. Gli attori nella neve sono davvero a spasso nella neve, il tempo orribile, i paesaggi desolati e meravigliosamente romantici*, l’ammollo nei fiumi, la corsa negli acquitrini: tutto vero, tutta farina di madre natura.
Eccettuata la caduta di stile nel finale puccettoso, il film scorre alla grande, diverte, mena in maniera fisica e per nulla edulcorata. I contenuti speciali del dvd non fanno che rendere più simpatici gli attori, in primis Dominic West, che interpreta il generale della Nona: il tipo con cui andresti a berti una birra alla sagra del paese discutendo di vaccate in tranquillità. Ah, sì, dopo meno di metà riprese effettuate la sezione effetti speciali aveva già esaurito i tot litri di sangue finto preventivati.
Alla facciazza dei film con la gente che viene trapassata a fil di spada senza una goccia di sangue.

In the Name of the KingE poi c’è lui, il piatto forte della serie di visioni estive. In the Name of the King. Un fottutissimo poutpourri di tutti i peggiori stereotipi del fantasy riuniti sotto l’egida di quello che viene considerato il peggiore regista al mondo, Uwe Boll.
Eroe d’azione che meni la gente in maniera acrobatica? Celo, Jason Statham, incastrato nella parte del protagonista, un tizio legnoso e ridicolo, con un nome ridicolo, Fattore, e un armamento ridicolo.
Figura paterna poco credibile? Celo, Ron Perlman contadino che ammazza gl’invasori a colpi di zappa.
Bella in pericolo? Celo, la moglie del Fattore.
Vittima innocente della guerra? Celo, il figlioletto del Fattore, che viene pianto i canonici cinque minuti e che avrà da esser vendicato col sangue, come da cliché.
Mago di corte? Celo, lo interpreta l’attore che fece Gimli nella trilogia de ISdA.
Fanciulla cazzuta? Celo, la figlia del mago.
Mago cattivo? Celo, Ray Liotta imbolsito!
Ninja? Celo!
Mostri decerebrati? Celo!
Battaglia campale? Celo!
Agnizione patetica? Celo!
Avvelenamento e tradimento? Celo!
Duello all’arma bianca? Celo!
Nobile col cervello di porridge ma un’ambizione grande come la grande madre Russia? Celo, ovviamente!
Morte puccettosa del re/imperatore? Celo!
Sistema militare di dubbia solidità? Celo!
Miniere con schiavi umani malrattati dai mostri? Celo!
La finta Isengard di turno? Celo!
Pseudo elfi? Celo, anche se son donne su liane!

"Tranquillo, figliolo, non mi dimenticherò mai di te. Come ti chiami, poi?"

“Tranquillo, figliolo, non mi dimenticherò mai di te. Come ti chiami, poi?”

Il ricongiungimento con lieto fine? Celo, e non poniamoci domande sul fatto che mamma e papà manco versino una lacrima al pensiero del figlioletto morto, tanto lei è incinta del fratellino/sorellina e l’ha appena scoperto, dov’è il fottuto problema!?
E sorvoliamo, infine, sul boomerang. Sto film non è Lammerda doc solo perché non si prende abbastanza sul serio, sennò… =_=’ **
Jason, ti prego, meno porcate!

_________________________________

* nel senso di Romanticismo come corrente artistica, chiaro?
** Nonostante l’orrore cosmico messo in scena da Boll, l’universo non demorde: non solo Boll ha girato un seguito di ‘sta ciofeca di film (con Dolph Lundgren come protagonista), ma a quanto pare quest’anno arriverà anche il terzo film della serie. Paura? Io sì!

Advertisements

7 commenti su “I miei film delle vacanze

  1. In the name of the king… Non ce l’ho fatta, l’ho iniziato e mollato. Troppo, troppo… troppo. Perciò ti chiedo: è vero che nella ost c’è un pezzo dei Blind Guardian? Era l’unica cosa che mi interessava del film… ma Uwe mi ha sconfitto prima che appurassi @___@ (Perché, Ron, perché?)

    • Una canzone dei Blind Guardia e due (se non dico cazzate) degli Hammerfall.
      Nei titoli di coda. =_=
      Guarda, per te è stato meglio così: pensa se ti reggevi tutto il film per avere quest’amara rivelazione?

  2. Pingback: Hummingbird | Space of entropy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...