Numi tutelari – Björn Gelotte


La triade musicale giunge alla conclusione con quello che, per me, è il vero, grande nume tutelare, tanto che se ne avessi dovuto scegliere solo uno sarebbe stata una lotta all’ultimo sangue tra Björn e Jason. Avrebbe perso Jason all’ultimo istante, strangolato da una corda di chitarra e colpito in fronte da una bottiglia di birra (ormai vuota, of course!).
C’è da dire che se potessi vorrei poter mettere nella triade anche Trent Reznor, l’uomo che secondo me aveva previsto la Pandemia e ha scritto le canzoni che ha scritto avendola in mente; ma una triade nel nostro universo euclideo non può avere quattro elementi, e Björn batte Trent per stazza, determinazione e per aver scritto quella che è la vera colonna sonora del Chimico.

Quindi oggi è il turno del signor Gelotte.
La prima volta che ho letto il suo nome credo sia stato sul libretto di Clayman, ma era già nella band dal 1995, da The Jester Race, in cui suonava la batteria. Poi, da Colony in avanti, è passato alla chitarra. Sì, il ragazzo mi è multi-strumentista, ma, credo, più per necessità che per altro: se sei allergico al nickel, suonare una chitarra può essere un’esperienza mistica al confine col masochismo. Come diceva lui stesso in un’intervista, il problema non è tanto il dolore provocato dalle vesciche sui polpastrelli che ti scoppiano durante l’esecuzione frenetica sul palco,* quanto il fatto che il sangue che imbratta dita e corde ti rende l’esecuzione meno precisa e quindi aumenta esponenzialmente il rischio di steccare. E sì, c’è l’opzione di attaccarsi lenti a contatto morbide sui polpastrelli con una generosa dose di attack, come ha fatto per un po’, ma ha l’effetto collaterale di costringerti a litigare con l’attack per staccarle… Quindi Björn va di batteria, che il problema nickel non ce l’ha, e quando cominciano a essere in commercio corde con rivestimento protettivo o senza nickel, credo che ringrazi, e tanto.
Da Colony in poi è uno dei due chitarristi degli In Flames, e che chitarrista. Barba e capigliatura a metà tra il “wow” e “ma sei sicurosicurosicuro?”, tatuaggi in crescita esponenziale e tanta bravura col plettro, al punto che nel 2009 è stato inserito al 34° posto nella classifica dei 100 migliori chitarristi metal stilata dal giornalista musicale Joel McIver**.
In un certo qual momento tra 2006 e 2008 il signor Gelotte ha deciso di ridurre la capigliatura a cespuglio, scatenando un certo qual intristimento nei fan e quesiti esistenziali sul genere: “Ma perché?!”. Presto detto: stava iniziando a ingrigire (o, per dirla con parole sue, la natura ce l’aveva con lui), sebbene all’epoca si notasse ancora poco.
Poi è arrivato il 2010, il collega Jesper Strömblad ha lasciato la band e l’album successivo, uscito nel 2011, se l’è composto Björn da solo, tutto quanto. E lo ammetto, per la prima volta apertamente: la mancanza di Jesper si sente un casino, nella composizione e soprattutto nei riff, che non hanno più il feeling organico degli album precedenti (e uno mi sembra pure il cugino gemello di un altro comparso nell’album precedente…)***. Però gli voglio bene lo stesso, e spero che per i prossimi lavori ritrovi un po’ la strada, il feeling o quel che è che si è perso lungo il percorso, e magari tornerà a cose come Only for the Weak, così, per citarne una a caso, o Cloud Connected, in cui il look da cespuglio imbizzarrito era al meglio 🙂
Ah, sì, poi io l’ho incontrato, il Björn, due volte, ma non è per quello che è tra i numi, nonnonnò 😛

* Già, il dolore non è un problema, dice lui, perché durante un live sei così gasato/teso/preoccupato/altro che manco lo senti, il male ai polpastrelli che esplodono. Certo, se lo dice lui…
** Classifica che il McIver decide di stilare dopo aver letto cose come questa classifica che tra i migliori chitarristi metal mette anche Jimi Hendrix (fottutamente bravo, ma non metal, porca di quella vaccaccia!) o Brian May. Ma sto divagando in preda all’incredulità.
*** E sorvoliamo su tracce come Liberation (una ballad simil-anni ’80 che non c’entra una fava col resto) e soprattutto The Attic (esperimento più che canzone, da WTF? cosmico! O_O).

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4 commenti su “Numi tutelari – Björn Gelotte

    • \m/ Grazie, grazie, lui è speciale, guai a chi me lo toccasse 😉
      Mmmmm… credo che gli ingrandirò le foto, così piccole non rendono abbastanza. Sì, è deciso! u_u

  1. Mitico, hai trovato la foto con la maglietta di Batman e la Les Paul Custom bianca! 🙂
    Ma soprattutto… Stra-mitico: hai scovato una foto di Björn con una Esp Eclipse (la prima, scommetto che era tutto calcolato…)!!! È l’unica foto che ho mai visto dove non ha una delle sue fidate Gibson! U_U

    ** Spiegalo anche al Sig. Walser che Hendrix non faceva proprio metal… -.-

    E guai a chi tocca Björn! Ci resta solo lui… T_T \m/

    • Trovare la foto con la Les Paul Custom bianca non è stato difficilissimo (ok, sono dovuta scendere molto nella pagina dei risultati su google images, ma ho vinto io!), quanto alla Esp Eclipse, sì, sicuro, tutto calcolato, certo, come no! 😛
      ** Il signor Walser non mette Hendrix nel metal, lo mette tra quelli che hanno dato al metal le radici su cui nascere e prosperare e svisare con gusto e sperimentare alla facciaccia di quelli che la musica è solo suono pulito 😉

      E guai a chi tocca Björn! Ci resta solo lui… T_T \m/

      Amen, amore, amen! T__T

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