Vento di cambiamento – La Dona del Zöch


31 marzo 1849

Cambio mira e punto la pistola verso la dama, anche se lo stallone s’impenna di nuovo, a un palmo da Biscior. Il dottore non si scompone.
La donna fende l’aria col frustino e arriccia le labbra in un ringhio che mette in mostra denti da gatto. Biscior porta la sinistra al petto, inclina il capo e parla in latino, fluente, con lo stesso tono che usa con me: rispettoso, distaccato. É troppo tempo che non sento altro che la Santa Messa, non capisco che qualche parola qua e là.
La donna, invece, è una buona latinista che gli risponde con stridula voce di vecchia. Strattona le redini per far arretrare il cavallo, col frustino spazza l’aria indicando me e Gualtiero. Suona irata, con gli occhi non lascia Biscior.
Mi accosto al dottore, la pistola sempre puntata verso di lei.
– Chi è costei? – domando in una nuvola di vapore.
Tre cavalieri si avvicinano, al passo. I destrieri arrancano, come fossero rallentati da un pantano. Uno punta verso Gualtiero. Gli altri due fantasmi, uno dalla tunica chiazzata di sangue e l’altro in armatura bianca ammaccata, avanzano verso di noi.
– Siete credente, vero? – domanda Biscior, sollevando la pistola.
– Sì, – rispondo, perplesso.
– Allora pregate. Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, factorem… – principia, scandendo le parole una ad una. Spara al fantasma in armatura, la cui testa esplode. Il corpo si sfilaccia come bruma al sole, sparisce insieme a quello del cavallo. La dama stride rabbiosa. In risposta i cani arretrano con la coda tra le zampe, la torma rabbrividisce.
Factorem caeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium, – proseguo, cercando di non biascicare. Sparo all’uomo in tunica.
Gualtiero grida, mi volto. È a terra, le mani strette intorno alla coscia, occhi sgranati fissi sulla lancia che gli trafigge la carne. Il cavaliere che l’ha gettata, in cotta di maglia, avanza più spedito degli altri. Solleva un’altra lancia, inespressivo.
Et in unum Dominum Iesum Christum, – mi sento cantilenare tra i denti mentre mi avvicino al cavallo più in fretta che riesco.
– No! – implora Gualtiero.
Serro le dita sulla cinta di cuoio gelida, la strattono senza interrompere il Credo. Il fantasma scivola di sella senza un suono, cade faccia a terra. Lo lascio andare e arretro. Sblocco l’anima del bastone col pollice. Sulla schiena, la lama gli attraversa la cotta come fosse burro, quando colpisce terra la vibrazione mi fa battere i denti.
L’armato svapora. Gualtiero ringrazia senza sosta, il vetturino seguita a ripetere:
Al vardi no!
La dama stride di nuovo. La torma le si è stretta attorno, i cani alternano uggiolii e ringhi. Vento freddo spazza la strada e gonfia il pastrano di Biscior. Le fiaccole guizzanti ne fanno brillare il coltellaccio.
Il dottore dice qualcosa in latino, la parlata tornata fluente. La dama sputa a terra, afferra le redini con ambo le mani, fa voltare il cavallo e si lancia al galoppo nella boscaglia. Gli spettri ci offrono sorrisi dementi prima di seguirla.
Biscior sputa e sbuffa: – Holernie giki gon!
Mi raggiunge vicino a Gualtiero e, recuperata la borsa, si prodiga per estrarre la lancia e fermare il sangue.
Maneggio l’arma con un brivido di orrore. È solida, fredda come ghiaccio, eppure a tratti traslucida. La testa è larga più di un palmo, uno dei forti intaccato.
– È una lancia da cinghiali, – dice Biscior, rispondendo alla domanda che sto per porgli.
– Se ne sono andati? – domanda il vetturino con voce tremante.
– Sì, coniglio, potete aprire gli occhi! – Mi rivolgo a Biscior: – Chi erano?
L’era la Dona del Zöch, – risponde il cocchiere, facendosi la Croce. – L’avete guardata, vero? Oh, siete maledetti, tutti e tre!

Gli altri capitoli qui.

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5 commenti su “Vento di cambiamento – La Dona del Zöch

  1. Ok, mi sembra lo stile perfetto per un feuilleton. Cesure nette tra capitoli, personaggi che avanzano piano. Anche se, negli ultimi due episodi, Biscior è molto più evidente rispetto al narratore. 😉
    La Dona del Zoch è la Stella della Senna. 😀
    Ok, ci siamo.

    (ps, stesso problema di Sam)

    • Mmmmmmmmmmm… non so se “fuilleton” mi suona bene o no… Amen 😛 La Stella della Senna no, please! Che orrore! Quella cretina che di giorno faceva la fioraia e di notte mostrava le cosce andando in giro a cavallo in body e mantello! Bleargh! 😛

      Cercherò di riequilibrare Biscior e La Marmora, sto ancora andando un po’ a tentoni… 😛

      (sì, ho notato che il problema permane. Aumentano le maledizioni!)

  2. Pingback: Vento di Cambiamento | Cronache Spadiane

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