Vento di cambiamento – Segugi


31 marzo 1849

Riposto il foglio nella giacca, guardo Biscior staccare i fili e trasferire le teste in una cesta, con malagrazia crescente. Ravizza ci ignora: armato di cacciavite e lenti d’ingrandimento, soccorre il prototipo.
– Andiamo? – domanda Biscior. Indossati cappello e pastrano, regge la cesta tra le braccia, coperta.
Zoppicante, mi accosto a Ravizza, tendo la mano.
– Grazie della vostra collaborazione, avvocato. Sono desolato per-
– Sì, sì, è stato un piacere, – mi congeda senza guardarmi né lasciare gli attrezzi.
Fuori dal portone, Biscior porge la cesta a Gualtiero. Questi sembra voler protestare, ma tace di fronte all’espressione fosca del dottore. Se il polacco è insoddisfatto, io sono sempre più sperduto.

L’abitacolo è buio, di Biscior odo solo il tamburellare rabbioso delle unghie sulla parete di legno della vettura. Fuori, i due chiacchierano.
– A chi apparteneva la testa che avevate già provato a interrogare?
– All’uomo che vi ha morso, – taglia corto. Non è un uomo da socialità.
La carrozza si arresta bruscamente, Biscior mi cade addosso. Odora di salsedine, menta e tabacco. Impreca in lingua e si tira su. È troppo presto perché si sia già a Novara.
La pariglia nitrisce isterica. Nonostante gli incitamenti rabbiosi e lo schioccare ripetuto della frusta, la carrozza non si muove.
Sporgo la testa dal finestrino di destra. Le lanterne non illuminano alcun pericolo tra gli alberi, né ostacoli davanti ai due morelli. In lontananza intravedo luci pallide che avanzano lungo la strada, grosse come capocchie di spillo.
– Stupide bestie! Che vi prende, oggi, eh? – ringhia il vetturino.
Ululati e latrati risuonano sulla strada, trasportati dal vento freddo. Gualtiero bestemmia. Estraggo la pistola e la carico, pregando la Vergine che i lupi non abbiano il coraggio di attaccarci, che i cavalli ubbidiscano. Gli scatti metallici mi confermano che anche Biscior è armato.
Gualtiero soffoca un’altra bestemmia. Mi sporgo dal finestrino.
Tre sagome nere e sfilacciate sono ferme al limitare della zona illuminata, zanne snudate e postura da punta: cani da caccia. Noi siamo i conigli.
Lo scatto secco dello sportello di sinistra, la carrozza che si inclina. Scendo pure io, Gualtiero si accosta, moschetto in mano. I cavalli hanno le orecchie piegate indietro, schiuma alla bocca. Scartano in direzioni opposte, ma il vetturino li trattiene. Altri segugi sopraggiungono, uno più impalpabile dell’altro. Il più grosso ulula come un ossesso e i morelli si immobilizzano, quasi fossero statue. Biscior avanza risoluto a frapporsi tra cani e pariglia, pistola in mano, braccio rilassato lungo il fianco. I cani gli ringhiano contro. Gualtiero spara e un segugio si accascia, svapora.
Al vardi no! – ripete il cocchiere piagnucolante, una mano premuta sugli occhi.
Le luci sono torce, rette da cavalieri al trotto su destrieri bianchi. Rallentano al passo, si appressano. Guaendo, i cani fanno largo allo stallone di testa. Lo cavalca una giovane.
Sorride, labbra rosse come ciliegie, sguardo seducente, una cascata di riccioli castani. Indossa solo un abito scollato di satin azzurro, niente mantella. In una mano stringe le redini, nell’altra un frustino, ed è così bella e aggraziata da sembrare un angelo.
Avanzo goffamente, le orecchie piene della cantilena disperata del cocchiere. Gualtiero mi precede di un paio di passi.
Non posso permettergli di raggiungerla per primo! Miro al capo.
Il cavallo bianco si avvicina a Biscior, dilata le frogge e scarta di lato. S’impenna. Qualcosa s’infrange.
La donna sembra anziana, il seno cascante sotto l’abito sdrucito. Lotta convulsa per non venir disarcionata. Riesco a guardare anche gli altri cavalieri. Arretro, raggelato: uomini e donne traslucidi mi fissano immobili con occhi annebbiati, mentre il vento gioca con le stoffe ammuffite degli abiti antiquati.
Mater Dei, ora pro nobis! – balbetta Gualtiero.

Gli altri capitoli qui.

Dog of Zone IV copyright by Lukasz Pazera.

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6 commenti su “Vento di cambiamento – Segugi

  1. Riprovo 🙂
    Bel capitolo anche questo. Mi piace Ravizza, così preso dal suo cembalo. E continua a incuriosirmi e a piacermi Biscior. Il generale aspetto di vederlo in azione. Per ora condivido il suo straniamento di fronte a tutto quello che capita.
    Interessante l’entrata in scena della dama e dei cavalieri 🙂

    Non è un uomo da socialità.
    Questo mi suona un po’ strano 😐

    • Questo mi suona un po’ strano

      D’ho! 😐 Ma ho capito cosa intendi, credo ^_^ Grazie della perseveranza! 😀 e maledetto WordPress che non ti vuole far comemntare! 😦

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