Vento di cambiamento – Lazzaro


31 marzo 1849

Biscior stappa la bottiglia e versa il Porto. Mi allunga il bicchiere, poggia il vino sul comodino, a fianco al vassoio di biscottini. Ha convinto il Re, Gualtiero e il resto dell’esercito che devo stare a riposo, ma almeno ha la grazia di portare qualcosa di buono da bere quando viene a controllarmi le medicazioni.
Sorbisco il liquore mentre armeggia con la mia gamba: la tasta, estende, flette, pizzica. Stringo i denti per evitare suoni indecorosi.
– Come vi sentite, oggi?
– Un leone, non vedo l’ora di uscire!
Glielo ripeto ogni giorno. Ogni giorno fa lo stesso sorrisino distaccato. Medicata la gamba, mi fa sedere. Svolge la benda con mano sicura, ripulisce il cataplasma e tasta la carne intorno al morso, fronte corrugata e occhi socchiusi.
– State guarendo bene. Nessun segno di suppurazione. La spalla potrebbe rimanere rigida, ma col tempo migliorerà.
– Ottimo.
Spalma dell’altro intruglio odoroso di erba e mi benda. Indosso il camice, mi siedo più comodo, lo guardo lavarsi le mani nel catino e riempire la borsa cogli attrezzi del lavoro. Invece di accomiatarsi, torna a versarsi del Porto.
Si siede in poltrona, vicino al letto, dicendo:
– Ho una lettera per voi.
La estrae dalla tasca interna della giacca nera e me la porge. La ceralacca rossa che chiude la busta reca impressa una torre entro una corona d’alloro. Spezzo il sigillo e scorro il testo vergato nella calligrafia distintiva di Sebastoni. Le parole d’ordine sono corrette: è autentica.
– Siete sorpreso.
Lo guardo sorseggiare il vino. La punta lucida della scarpa ondeggia su e giù. Non è rilassato quanto vorrebbe apparire.
– Non avrei mai pensato…
– Di ricevere una lettera simile da uno straniero? – domanda piccato, l’accento polacco che indurisce le parole.
– Straniero e così giovane.
– L’età cambierebbe qualcosa?
– Non molto, avete ragione. Cosa ignoro?
Si liscia i baffi, poggia il bicchiere vuoto sul comodino, a fianco al mio. Il piede riprende a danzare in aria, al ritmo delle parole.
– La situazione è peggiore di quanto si sia fatto credere al Regno.
– Non sono sicuro esista qualcosa di peggiore dei morti che uccidono.
Biscior si fa grave, il piede si ferma:
– Sua Maestà non ha avuto il tempo di abdicare: è morto la sera del 23, negli appartamenti in cui era ospite a Palazzo Bellini.
Boccheggio per un attimo. Biscior mi versa altro Porto. Lo trangugio, calmo il tremore alle mani.
– Cosa è accaduto?
– Un anziano servitore. Sembra abbia avuto un colpo apoplettico, quindi si è rialzato e ha ferito a morte il sovrano, prima che potessero fermarlo.
– Tacere l’accaduto è stato saggio.
Biscior annuisce:
– Ancor più alla luce di quanto accaduto ieri, intorno al tramonto: almeno sei cadaveri si sono animati, anche se solo per pochi minuti.
Prendo un biscottino, ne lascio sciogliere metà sotto la lingua mentre rifletto.
– Cosa ne pensa Sebastoni?
– Fenomeni innaturali ed artificiali, – risponde egli, imitandone il tono petulante.
– Opera degli Austriaci?
– Sua Eccellenza non lo ritiene possibile, e neanche io. I morti hanno attaccato anche le loro fila, e per di più Holthauser ha già sguinzagliato qualcuno a indagare.
– Quindi, qual è il mio incarico?
– Il Re, Sebastoni e il nuovo Ministro, Pinelli, si aspettano che voi ed io si preceda il segugio di Holthauser. E che si porti al sicuro l’oggetto o persona che con tale efficacia sembra capace di dire: “Lazare, veni fora omnesque cede!”*
– Da una stanza d’albergo non sarò di grande aiuto.
– Siete stato accontentato: la gamba è guarita a sufficienza da riprendere a camminare, con moderazione. Pertanto, La Marmora, intorno alle otto fatevi trovare pronto ad uscire.
– Scusate? – domando, interdetto.
Sorride:
– Stasera andremo a interrogare dei “Lazzari”.

* in latino “Lazzaro, vieni fuori e uccidi tutti!”

Altri capitoli qui.

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15 commenti su “Vento di cambiamento – Lazzaro

    • Sono vari, in famiglia, ma credo tu stia pensando proprio al La Marmora che intendo io 😉
      Per l’interrogatorio dovrai aspettare una settimana, temo 😛

  1. Tirulero! Urca urca!
    Molto interessante. Mi piace la storia dei Lazzari. Mi ricorda il volume che ho preferito del ciclo di Death Gate: ah, i tempi in cui leggevo Weiss e Hickman…
    Sono curiosa: non vedo l’ora di assistere all’interrogatorio!

  2. Allora, sento che stai entrando in atmosfera. E poi il biscottino è impareggiabile. Stilisticamente lo leggo già meno ruvido rispetto al primo capitolo. E poi il racconto prende, adesso. 😉

    Curiosità: “portare qualcosa di buon da bere”. Quel “buon” è volontario o manca una “o”?

    • Il biscottino ci stava, viva i biscottini di Novara! 😛 Sullo stile, non riesco ad auto-giudicarmi, mi sembra sempre troppo moderno… boh.
      Lieta che il racconto inizi a prendere, anche se, al solito, non so con precisione dove sto andando e dove vi porterò! ^_^’
      Orpo, manca una “o”! ^_^ Ennesima dimostrazione che serve un occhio esterno a vedere certi dettagli! 🙂

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