1997 Fuga da New York e Doomsday


Beware: Here Be Spoilers!
Per i non anglofoni: Attenzione, anticipazioni come se piovesse!

Dopo aver visto Doomsday, mi sono trovata con una gran voglia di parlarne, ma anche con la sensazione di non sapere da che parte iniziare, di non essere all’altezza.
Il film l’ho visto in italiano, ma il doppiaggio non ha potuto nulla contro la tamarraggine e la sana goduria provata tutto il tempo. Era un bel po’ che non mi trovavo a guardare un film col sorriso sulle labbra tutto il tempo, per una ragione o per l’altra. Qui c’è tutto il possibile e pure l’improbabile. Epidemia, Scozia sigillata, occhio robotico che fa filmini, missione di recupero, un politico simpatico come una badilata sulle rotule, un gruppo di cannibali che più psycho-pop non si può e il concorrente gruppo di rifugiati nel passato; un finale che ti spiazza ma, in qualche contorta maniera, non fa una grinza, e Rhona Mitra che dà corpo, occhi e capacità mazzuolatorie alla cazzutissima Eden Sinclair.
Un film, Doomsday, che diverte, soprattutto quando, pur rispettando le tue aspettative, riesce a sorprenderti. Perché la macchina della polizia, ecco, mi mancano le parole per qualificare l’idea, mi rimane solo un emoticon *__*
Talmente divertente, Doomsday, che ti obblighi a passare sopra ai dettagli come la ragazza (che ha visto vari automezzi) che chiede a cosa serva l’automobile che Eden sta ammirando, o i cannibali (che prima stavano coi medievisti) che sanno guidare le peggio cose come se fossero usciti da un’ottima scuola guida. Ma, appunto, ci passi sopra, perché sei lì che sorridi, scuoti la testolina, scoppi di estatico piacere.

Ok, Doomsday. Ma perché nel titolo c’è pure 1997 Fuga da New York?
Perché ho visto pure quello, e ho depennato un altro film dalla mia lista. E, nel depennare dalla lista, mi sono divertita un casino. Sì, ci sono quelle che, con l’occhio di oggi, sono delle ingenuità, e qualche effetto speciale che oggi è bruttarello alquanto.
Ma, un po’ come per Doomsday, sono cose su cui sorvoli coscientemente, per limitarti a goderti il film. E quindi via di Kurt-Russel-Snake Plissken che chiede “Presidente di cosa?”; via di Lee Van Cleef-Hauk, di NY trasformata in prigione; di tormentone “I thought/heard you were dead!”; di piacere nel vedere Mente che passa a Maggie la pistola perché lui manco sa da cove cominciare e lei ha palle per entrambi.
Quando Snake deve affrontare sul ring un gigantesco carcerato (vero lottatore di wrestling), armato di mazza chiodata e coperchio della spazzatura, non puoi fare a meno di pensare “Sì, e poi!?”, ma ti godi la lotta. Ti si alza un sopracciglio a veder passare l’automobile di Isaac Hayes-Il Duca, coi suoi lampadari di cristallo montati sul cofano, ma al contempo pensi che l’idea è geniale. E vedere il Presidente che ammazza Il Duca, urlandogli contro la sua rivalsa del cazzo stando ben al sicuro in cima al muro che chiude New York è meraviglioso e tamarro senza fine.

Poi, da una conversazione in Base, ti arriva l’illuminazione, che è tutta farina del sacco di Lucia e Hell: Rhona-Eden è la figlia di Kurt-Snake, Doomsday è figlio di Escape.
Se provate a pensarci, è la fottuta verità. A sostenere entrambi c’è un affine spirito fracassone, “artigianale”, dissacrante del politico. Sopra ci sono il ritorno al passato e insieme l’adattamento della tecnologia alla situazione corrente; un duello all’arma bianca tra il protagonista e un colosso imbattibile, che ovviamente finisce a favore dell’eroe; una nuova legge a immagine e somiglianza di chi la impugna; un muro invalicabile da valicare; un eroe iconico, per di più con la benda sull’occhio.
Devo dire altro? Sì, il fattore maggiore di parentela fra i due film: divertono come non mai e si fanno perdonare tutto, ma proprio tutto-tutto-tutto.

Me ne stavo quasi dimenticando: qui c’è l’omaggio di Lucia a Doomsday, e è un gioiellino 🙂

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13 commenti su “1997 Fuga da New York e Doomsday

    • Non so se la presa in giro maggiore sia in “Presidente di cosa?”, nella parrucca bionda, nel Presidente che crivella di colpi il Duca o nella cassetta scambiata. In generale, si sente un casino quello che Carpenter ammetteva nell’intervista, ovvero di odiare chi impone la propria volontà sulla libertà altrui.
      E chi se la dimentica, la benda sull’occhio? C’è anche nell’articolo. Ah, tra l’altro: lui ha la benda sull’occhio sinistro, lei sul destro! 😀

  1. Due film destinati a rimanere nell’immaginario. Il più moderno ha l’handicap di non essere arrivato al momento giusto, se vogliamo fare gli acculturati di non essere nello zeitgest. Fosse uscito 1-2 anni prima incassava anche di più. Snake è l’antieroe di due decenni e il passaggio di testimone ci sta tutto. Sulla trama di entrambi ci sono dei buchi da farci passare un camion in controsterzo ma che fa, sono giocati sul registro dell’estro e non della logica.

  2. Doomsday ha un pregio: recensirlo è divertente. Almeno quello.
    Per il resto, “1997 fuga da New York” devo (ri)vederlo, l’ho visto solo una volta svariati anni fa e ho bisogno di rinfrescarmi la memoria!
    E dovrei anche fare una mia lista di film che mi mancano, prima o poi… almeno come memorandum personale!

    • A me Doomsday ha divertito come fossi una bambina sulle giostre 😀
      La lista secondo me è da fare, ma senza auto-imporsi nulla, solo come promemoria di tutte le cose che ti hanno colpito qua e là, che sono troppe e potresti finire col dimenticare. E poi è soddisfacente cancellare qualcosa 🙂

  3. Pingback: Quel Rude Venerdì Metallico /67:Doomsday, come citare Carpenter e vivere felici « Rude Awake Metal

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