Numi tutelari – Miika Tenkula


Avevo detto che questo posto avrebbe avuto una triade di protettori “divini”. Potrei aver cambiato idea, e aver deciso che saranno due triadi a vegliare sul mio angolo di web. O forse saranno tre triadi e chissene. Lo scopriremo col tempo. Per ora, iniziamo la seconda triade. Questa è musicale, ché la musica non può mancare, qui dentro.

Miika Tenkula ha uno dei nomi più equivocabili (per un italiano) della scena metal, ma gli si vuole bene anche e soprattutto per questo. Uso il presente, nonostante tutto, perché essere un nume tutelare deve avere almeno il vantaggio di una qualche forma di immortalità, e Miika ne ha bisogno.

Ok, Miika: nell’89, con l’altro chitarrista Sami Lopakka (altro nome che suona da dio) e il batterista Vesa Ranta forma i Sentenced, uno dei miei due gruppi preferiti. Nelle prime demo canta lui, poi si unisce al gruppo anche suo cugino Taneli Jarva, bassista e cantante, e la voce, rozza ma d’effetto, ce la mette il Taneli. A Miika rimangono solo le parti che gli riescono da dio: suonare la chitarra e comporre musica che ti straccia il cuore.

Prendiamo Crimson, sesto album del gruppo (e prendiamo questo perché è il più vecchio che posseggo fisicamente): su 11 canzoni, il booklet accredita Miika come autore delle musiche di 8*, e sono una migliore dell’altra. Certo, anche merito di Sami che ci mette su delle parole grandiose, un misto di sconforto, malinconia, amore lacero e un pizzico di speranze destinate a frantumarsi. Ma c’è la musica di Miika, sotto, a sorreggere tutto, e senza quella musica sarebbero solo parole vuote.
Potenza, struggimento, riff ipnotici e sempre azzeccatissimi, carrettate di pick harmonics a velocità allucinanti (vedi l’apertura di May Today Become the Day), il tutto frutto di uno che, a guardarlo sui booklet, non gli daresti manco un euro. Poi lo vedi dal vivo, o nel Buried Alive, e ti cadono le palle. Statico, sul palco, presenza scenica minima (e infatti le foto non lo cagano manco di striscio), ma fa il suo fottuto lavoro, e lo fa bene, anzi, da dio. Mani grassocce ma agili, dita che si muovono sulle corde come fossero senza peso. Potenza e precisione invidiabili.

Sennonché ha problemi di alcool, Miika. Bere sembra quasi lo sport nazionale della Finlandia, lui non è un fuscello, beve molto, beve ancora di più dopo lo scioglimento della band, nel 2005. Finisce che il 19 febbraio del 2009, tre anni e un giorno fa, lo trovano morto in casa. Il cuore, indebolito dagli eccessi e una malformazione cardiaca congenita, non ha retto.

Ma visto che, come ho detto, un nume ha diritto a un minimo sindacale di vantaggi, per me è ancora vivo. E suona, divino come sempre, nel teatro che c’è là, In My World.

Miika è quello con la birra...

 

*: Home in Despair; Fragile; Killing Me Killing You; The River; One More Day; With Bitterness and Joy; My Slowing Heart; e soprattutto Broken.

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5 commenti su “Numi tutelari – Miika Tenkula

  1. Non sai quanti simpatici siparietti si costruivano con Lopakka e Tenkula….
    Ci manca il gruppo finlandese, ci manca il riffing di Mika…bel post!

  2. Pingback: Numi tutelari – Kerry King | Space of entropy

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