Vento di cambiamento – La locanda


Questo e altri post fanno parte del mio contributo al progetto “Risorgimento di Tenebra”, nato in quel di Moon Base. Vediamo come vanno le cose.
I titoli sono solo provvisori, ché continuano a farmi schifo ma non me ne vengono di migliori. In caso di illuminazione divina, cambieranno.

***

23 marzo 1849

I soldati mormorano che il demonio è sceso sul campo di battaglia per soccorrere gli Austriaci. Poi vedono la faccia di Chrzanowski e cambiano idea: è il polacco, l’indemoniato. Furente al punto di giustiziare sul posto un soldato che si era dato ai saccheggi. Come se ucciderne uno fermasse gli altri.
Dopo aver scoperto che Ferrero è morto, Gualtiero è andato a cercare un altro medico. Mi ha lasciato in locanda, mi vigila Bertani: vent’anni, uniforme che tira sulle spalle, mi guarda di sottecchi, tormentandosi labbro e baffetti neri.
– C’è qualche problema, Bertani?
– Nessuno, signore, – si affretta a dire. Distoglie lo sguardo, fissa il muro scrostato.
– Non sembrerebbe.
– Me ne scuso, signore. È che ho sentito dire…
– Cosa?
Si tormenta ancora il labbro, sussurra:
– Dicono che abbiate fermato i croati da solo, sul ponte.
Mi tiro su e sprimaccio i cuscini. Bertani si fa più spavaldo:
– È vero?
– Non dovreste credere a tutto quello che sentite, soprattutto a quel che Dossi vi sussurra in gran confidenza.
Bertani arrossisce, si alza dalla sedia e mi dà le spalle.
– Perdonate la mia impudenza, generale, non pensavo-
– Tranquillizzatevi, Bertani. Appena avrete conosciuto Dossi un po’ meglio, capirete quando credergli.
Torna a sedere vicino alla porta. Chiudo gli occhi. Cerco di ignorare il pagliericcio sottile, il pulsare della ferita. Ricordo alla gamba che abbiamo subito ben di peggio e siamo ancora qui per raccontarlo.
Urla per la strada. Altri sbandati.
Spari ripetuti. Non capisco come possono darsi al saccheggio della loro stessa patria.
Una porta sbatte con violenza, urla dal piano terra della locanda. Bertani salta in piedi, la mano corre al fucile. Spari e voci concitate dalla stanza comune.
– Restate qui!
– Dove volete che vada? – sussurro, ma Bertani è già nel corridoio. I suoi passi pesanti fanno riecheggiare il pavimento di legno. Urla e spari continuano, l’odore di polvere esplosa impregna l’aria.
Prendo la sciabola e la pistola, cerco qualcosa per aiutarmi a alzarmi. Due sedie, una cassapanca, un tavolino con lume acceso, catino vuoto e brocca dell’acqua: inutili. Carico l’arma.
Odo Bertani urlare, passi strascicati lungo il corridoio. Tendo il braccio e miro verso l’uscio aperto. Una figura in abiti civili compare nel vano della porta. Sto abbassando la pistola quando l’uomo volge il viso verso di me. Un taglio spalancato gli percorre il lato sinistro del volto, dal sopracciglio al mento. Lo zigomo e i denti biancheggiano tra la carne asciutta. L’uomo si volta a fatica e inizia a caracollare verso di me, a passo lento. La testa gli ciondola sul petto, fori scuri spiccano sulla camicia e il gilet, ma neanche questi sanguinano.
Mi sento sussurrare “Madre Santissima, sono entrati!”, mi trovo in piedi, appoggiato al muro per non cadere, il cuore che martella in petto.
Sollevo la pistola, miro al torso dello sfregiato. All’ultimo istante alzo la mira al volto. La stanzetta rimbomba per la detonazione e mi fischiano le orecchie. L’uomo continua ad avanzare, nonostante il foro sotto lo zigomo destro.
Non ho tempo di ricaricare l’arma. Stringo la sciabola e prego che mi salvi anche questa volta.
Lo sfregiato ha uno scatto di agilità nel coprire gli ultimi passi che ci separano. Protende mani pallide, sporche di sangue. La lama fende l’aria, affonda nel collo. L’uomo arretra di un passetto. L’impugnatura mi sfugge di mano, la sciabola è rimasta incastrata.
Sono spacciato. Maledetta, fatal Novara.

Altri capitoli qui.

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13 commenti su “Vento di cambiamento – La locanda

  1. Eh, si sente lo stile “altro”, conciso e moderno. 😉
    Inizio interessante e frenetico. La cosa che m’è piaciuta di più è il dettaglio del viso dello zombie, lo squarcio.
    Ti sei data un limite di parole, per caso?

    Il titolo Vento di Cambiamento, in tutta onestà, non posso dire mi sia piaciuto, così su due piedi. Magari vedendolo scritto più volte cambio idea. ^^

    • Il titolo a me fa pietà, ma se aspettavo che la Musa muovesse il culo e me ne facesse trovare uno decente, lo pubblicavo nel 2016 =_=’
      Eh, lo so che si sente lo stile moderno, lo so, anche se ci provo… Magari tra un po’ prenderò l’andazzo giusto, chissà…
      Per il limite di parole: ho cercato di stare sotto le seicento, e di dire tutto quello che serviva senza sbrodolare. Per i prossimi capitoli chissà cosa verrà ^_^

      Tra l’altro direi che è un plebiscito positivo per lo sfregiato: olè!

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