Quest’anno NaNo-eggio anche io


Come si diceva qui, è un periodo un po’ pieno e per renderlo ancora più leggero ho avuto la malsana idea di partecipare al National Novel Writing Month (d’ora in poi NaNo): 30 giorni di tempo per cercare di scrivere ex-novo un romanzo (breve) di 50.000 parole. Il che equivale a 1667 parole al dì di media. Non proprio bruscolini ma nemmeno impossibile, come dimostrano i numeri delle passate edizioni (numeri che vi linkerei, se solo ricordassi dove caspio li ho letti!).

L’importante sarebbe partire preparati. Ok, l’approccio base secondo i creatori del NaNo è modello “seat-of-your-pants”, ovvero improvvisazione totale. Ma c’è gente che nell’improvvisazione totale non crede e nulla, nelle regole, vieta di arrivare al 31 ottobre con pronta una scaletta, abbondante materiale di ricerca, schede dei personaggi e un canovaccio di trama.

Per parte mia, ho fiducia nell’improvvisazione, visto che molto di quello che scrivo parte da un’idea alla cazzo e si evolve mentre scrivo. Al contempo, temo l’improvvisazione nelle mie mani di pastafrolla, so che sono capace di buttare tutto in vacca, attorcigliarmi su me stessa per nulla, perdere il filo e non sapere più cosa scrivere. Per questo da un po’ sto tentando di darmi quel briciolo di disciplina in più: avere idea di come andare dal punto A al punto B e di come e cosa sono i personaggi, ma improvvisare il resto. Cerco di impormi almeno un canovaccio.

Questa volta, però, niente canovaccio. Non ce n’è stato tempo, visto che ho deciso di partecipare il 31 ottobre, a una manciata di ore dall’inizio. E ne sto patendo le conseguenze. Dopo un vicolo cieco narrativo che mi ha regalato cinque minuti di panico e budella che sembravano azoto liquido, ora è la volta della fase: “so dove voglio andare, ma non come farcela!”. Una pacchia.

Il divario tra dove dovrei essere e dove sono è in crescita e finire per tempo sarà quasi impossibile.

E allora perché sto perdendo tempo a scrivere questo post?

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2 commenti su “Quest’anno NaNo-eggio anche io

  1. Ti comprendo perfettamente. Io sono arrivata all’inizio preparata, con uno straccio di tama e di scaletta che avrebbe dovuto bastarmi per i primi 2-3 capitoli, ma nuovi buchi nella sceneggiatura si aprivano ad ogni nuova pagina scritta. Questo, unito a una settimana particoarmente stressante dal punto di vista psicofisico, mi ha ormai spinto ad abbandonare le speranze di potercela fare. Auguro a te una migliore fortuna.

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