Notte Horror


Punto di partenza numero uno: io di horror non capisco un h. Da piccola non ne ho mai visti, ma se è per questo da piccola non ho mai visto cartoni animati coi robottoni, film culto della fine degli anni Ottanta e quant’altro. Un’infanzia monca, dal punto di vista tv.
Punto di partenza numero due: di horror da grande praticamente non ne ho visti. Ho visto The Ring, ma con lo spirito dell’investigatore privato dilettante, non con quello della persona che vuole farsi spaventare dalla bambina dal pessimo parrucchiere. Ho visto Lo Squalo per intero solo tre o quattro anni fa, con tutta la calma del mondo e lo spirito da naturalista, paura o inquietudine zero.
Non ho mai visto un film di Dario Argento; de L’esorcista credo di aver visto una decina di minuti prima di cambiare canale per assenza di interesse. Quanto agli altri capisaldi dell’horror, non ne conosco titoli o registi, figurarsi averli visti. Non so una ceppa di scream queens anche se mi sono divertita a guardare quella stupidata di programma su MTV che cercava la prossima Scream queen per Saw numero tot.
Cos’altro ho visto? Me ne viene in mente solo un altro, di horror visto per intero, e poi un film che definire horror forse è eccessivo, ovvero The Gift.
Quindi, visto che oggi nel gruppo di faccia libro Moon Base si è proclamata la serata horror con tanto di costume (leggi avatar) a tema, ho deciso di scegliere come avatar la signora Violet Deveraux.
Violet è anziana, fedele al marito, innamorata, e viene da The Skeleton Key, ovvero il mio secondo horror. Anche questo film l’ho visto con spirito da investigatore e con quella sensazione da… ecco, da avventura per Il Richiamo di Cthulhu: la bella mansion ottocentesca (with the paint peeling off, ovviamente); grandi alberi secolari con tentacoli di spanish moss che pendono dai rami; le paludi della Luisiana a pochi passi da casa; l’anziana coppia di coniugi (Ben e Violet Deveraux interpretati da Gena Rowlands e John Hurt); una casa dalla lunga storia efferata; i riti hoodoo; una soffitta piena di strani oggetti; una giovane infermiera (Caroline Ellis interpretata da Kate Hudson) che espia una colpa assistendo malati terminali; il vecchio colpito da un ictus la cui vita è in pericolo per colpa di qualcosa di diverso dalla vecchiaia.
Chiunque abbia giocato a Cthulhu o abbia letto un po’ di Lovecraft sentirà qualcosa di quell’atmosfera nel film, pur senza scomodare i grandi antichi o il grande C. Anche perché c’è lei, Violet, che mi piace un sacco. Aria dimessa, abito a fiori, grembiule quadrettato, l’amorevolezza con cui regola i capelli al marito paralizzato, l’aura di pericolo-inquietudine-sospetto che ha attorno in certe scene: l’adoro, anche se la critica…
Beh, la critica è discorde ma tendente al negativo: qualcuno dice che è carino; uno dice che “for anyone zombified by creaky thriller clichés, is a fine little shot in the head”, che ancora non ho capito se voglia essere un commento positivo o negativo; qualcuno lo definisce “one of the most enjoyably inane movies of the season” ( ovvero “uno dei film più piacevolmente senza fantasia della stagione”); qualcuno schifa l’immagine che il film da delle pratiche hoodoo; qualcuno dice che la storia non sta in piedi; qualcuno dice che gli attori principali affossano il film grazie allo scarso entusiasmo.
A me è piaciuto, ma dopotutto io di horror non capisco nulla.

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2 commenti su “Notte Horror

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