Dans le désert, vivre c’est avancer sans cesse


Ho scritto il mio capitoletto per il progetto Sick Building Syndrome. 
Alla fine, a furia di meditare e scervellarmi alla ricerca di un’idea, l’idea è arrivata, grazie alla Musa. Insieme all’urgenza di rileggere un libro, leggerne un secondo e trovarne un terzo. Denominatore comune di tutto è Théodore Monod.

Tipo particolare, il Monod. È il 1923 e lui è in missione su una sciabica di nome Gimsby al largo della costa ovest dell’Africa: oceanografo e biologo marino per il Museo Nazionale di storia naturale di Parigi. Solo che appena più a ovest, sirena che lo chiama, c’è il deserto. Alla fine Monod accetta il richiamo e a ottobre 1923 parte per il suo primo viaggio a dorso di méhari, ovvero di cammello. Un amore durato tutta la vita.
L’oceanografo ha abbandonato l’oceano d’acqua per viaggiare in un oceano di sole, calura, terra desolata, orizzonti infiniti, sete, pietra e sabbia. È diventato un esperto di deserti e geologia, ha girato il Sahara scoprendo nuove specie vegetali e animali e finendo anche col fare una discreta scoperta antropologica, ovvero l’uomo di Asselar.
Una vita interessante, per un uomo d’altri tempi (classe 1902, morto nel 2000),  ma al contempo in anticipo sui tempi, visto che era vegetariano convinto e precocemente sensibile alle tematiche ecologiste.
Un uomo dalla prosa particolare. Scriveva bene, monsieur Monod: quasi sempre al presente, cosa che quasi “stona” con l’idea di un uomo nato nel 1902, e riusciva ad essere poetico, arguto, ricercato, divertente. Molto divertente. A volte da rileggere per essere sicuri di non aver perso qualcosa per strada, ma sempre con piacere.
E quindi ho ripreso in mano “Il viaggiatore delle dune”, datato 1937, autobiografia senza rotte pre-tracciate, a piede libero nei ricordi del deserto e del suo amore per esso. Sono a pagina 33 e verrebbe voglia di riportarne già decine di passaggi, per quanto sono divertenti e belli.

Poi sarà la volta di “L’avventura umana” del 1991 (riveduto nel 1999). Tutt’altro genere di libro, visto che è un saggio sulla scelta che secondo lui l’uomo deve decidersi a fare: “Accettare la vera ominizzazione, cioè la simpatia e lapietà verso tutti gli esseri, il rispetto della vita, il rifiuto della violenza […] oppure, pagando il giusto prezzo delle nostre follie e delle nostre crudeltà, lasciare il posto ai calamari”.

Il punto successivo delle belle speranze letterarie sarebbe riuscire a metter mano su una copia di “Lo smeraldo dei Garamanti”, che su ibs è in vendita a 21 fottutissimi euri (già scontato del 12%) O_o. Ok che tra poche ore è il mio compleanno, ma pensavo di regalarmi altro, non di regalare io soldi alla Bollati Boringhieri! O_O E quindi (maledetto ibs!) potrei pensare di ripiegare su “In pieno deserto. Diario di bordo di un viaggio nel Sahara”, ma sono comunque 11 euri (sconto 8%) per 76 sole paginette (O_O
Oltraggioso!) che compongono il diario della spedizione nel deserto che gli ha cambiato la vita nel '23.
E’ in momenti come questi che rimpiango di non conoscere il francese e di non poter recuperare altri libri di Monod in lingua originale, tipo questi:

monodmonod 2
Ma mi passa in fretta quando vedo il costo! ^_^'

Che c'entra Monod con il mio capitoletto? C'entra, c'entra 🙂

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