La casa malata, la casa senza ricezione, la testa vuota


Preparativi per le ferie in corso: caccia alle cose da mettere in valigia, ai file da copiare sulla chiavetta, agli ebook con cui saturare il lettore, alle cose da portarsi da mangiare.
E poi c’è il Round Robin che incombe (mancano ancora solo Ferruccio e Goljadkin prima di me!) e
la sensazione di non avere ancora nulla da dire mischiata al terrore di non trovarla, la cosa da dire.
Era successo a Lovecraft e amici per Sfida dall’infinito: un round robin, la storia che prende una piega complicata e uno dei partecipanti che ha la sensazione che la vicenda sia bloccata, senza spazio di manovra per continuare. Lì intervenne Lovecraft, fece un trucco magico dei suoi e la storia riprese a scorrere.
Qui non c’è un Lovecraft tascabile, ma neanche la reale necessità di chiamarne uno. Solo la sensazione che la storia stia sfuggendo dalle mie corde e che lo spazio di manovra stia diventando sempre più ristretto; ma come facevano notare in vari qualche tempo fa, lo scopo di un round robin non è fare una cosa del tutto nelle tue corde. Lo scopo è metterti alla prova e divertirti.
Io alla prova mi ci metterò, soprattutto da un punto di vista tecnologico, visto che sarò nella terra in cui il segnale GPRS è già un notevole dono del cielo.
Per il divertimento, vedrò di fare il possibile. E che Cthulhu mi assista!

cthulhu small

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