Scene selezionate della Pandemia Gialla


Titolo: Scene selezionate della Pandemia Gialla
Autore: Alessandro Girola, ovvero AlexMcNab
Pagine: 165
Genere: Pandemia Gialla + reportage giornalistico.
Editore: autopubblicato
Lingua: italiano
ISBN: nessuno
Prezzo: e-book a 1.99€ qui, in formato ebup. Se non avete modo di aprire un file epub, scaricate gratis Calibre (e usatelo per leggere il file o convertirlo in formato più consono ai vostri gusti). C’è anche Adobe Digital Edition, ma dopo il terzo messaggio di errore ho detto ad Adobe di leggere tra le righe1.

Appena finito di leggere Scene selezionate della Pandemia Gialla.
Insoddisfacente. Come con Prometeo e la Guerra – 1935, la sensazione è che le basi siano buone ma la realizzazione scadente. Non parlo solo di typos. Parlo di assenza di rilettura (o, se c’è stata, di rilettura fatta a cazzo di cane). Non siamo ai livelli di 1935 e del suo hanni, ma l’effetto finale è fastidioso.
Ora, posto che lo scenario mi era noto e che mi ero già fatta i miei viaggi mentali, le storie raccontate mi sono comunque piaciute molto. Ho apprezzato il lavoro molto accurato di Alex nell’immaginare, in maniera estensiva, come diversi luoghi, culture e società avrebbero reagito alla pandemia. Da questo punto di vista, ottimo lavoro.
Meno piacevole la caratterizzazione dei personaggi. I primi parlano tutti nella stessa identica maniera, poi comincia a intravedersi lo sforzo per dare una voce specifica agli intervistati. Sforzo che però, soprattutto con l’ultima intervista, fallisce.
Riporto un pezzo dell’intervista in questione, quella con Zeus:

Noi abbiamo capito, grazie al governatore Barrett, che non era più il tempo di fare i cazzoni, di litigare per la politica. Le due fazioni ci usavano come cuscinetto e come discarica fin dall’inizio, e allora ci siamo decisi a chiudere le porte e a fare per conto nostro. Non parlo di secessione, credimi. Solo che preferivamo gestirci da soli, nell’attesa che le cose si sistemassero anche altrove. Beh, poi non è successo e siamo rimasti uno dei pochissimi barlumi di civiltà in questo disgraziato paese.

Zeus, deciditi: o sei gergale (cazzoni, cazzuti e compagnia, che sono molto in parte con quel che sei), oppure sei un aspirante poeta maledetto coi “barlumi di civiltà”, il “disgraziato paese” e il “cordone sanitario tardivo”.
Tutta la sua intervista è un altalenare tra un frasario adatto ad un operaio meccanico che si è arruolato nella Guardia Nazionale e quello di un forbito elegantone.

E poi c’è il fatto che nei primi capitoli chiunque sembri un tuttologo. Manlio, studente di medicina, quasi mi racconta quante munizioni hanno le armi impugnate dai tizi che vanno a far pulizia. Pearce mi snocciola che a navigare sul Tamigi ci sono più di 40 imprese. Cose che sa l’autore ma che il personaggio narrante non necessariamente può o deve sapere. Anche questo diminuisce col procedere del libro, segno che a rileggere con attenzione il tutto forse si poteva porvi rimedio senza problema.
Lo stile non mi ha soddisfatto. Il passato remoto sembrava stare stretto a tutti, arrivando a punte come

“Entrambi facciamo l’unica cosa che ci era ancora concessa in un mondo morente”,

che a me dà il mal di testa.

Veniamo alle cose che mi hanno infastidito di più.
La prima è il ciclista amatoriale. Manlio ci dice di sé stesso:

sono un ciclista amatoriale. Nonostante tutto non ho perso l’abitudine di tenermi in allenamento perciò, quando non c’è da lavorare, prendo la bici e mi faccio fino a venti, trenta chilometri di pedalata”

Ora, le possibilità sono due: o Manlio è uno che non ha la minima idea di cosa sia andare in bicicletta e si definisce ciclista amatoriale perché fa fygo; oppure ha veramente buttato nel cesso l’allenamento e sta pensando di regalare la bici.
Dico così perché dire “mi faccio fino a venti, trenta chilometri di pedalata” è un abominio per chiunque si voglia tenere in allenamento ciclistico minimo. Se 20-30 km è il tuo massimo, sei una merdaccia, come lo sono i 20-30km. 20-30 km sono un’ora e mezza di pedalata per uno completamente fuori allenamento2.  Uno allenato, se li fa in un’oretta; ma uno allenato, se ha solo un’oretta, va a correre, che metterà più sotto sforzo il suo corpo.
Esagero? No. Il generale Klingon esce in bici una volta a settimana. Mountain bike. Torna morta, ma soddisfatta, dalle sue 2 ore e 30 di pedalata su e giù nella valle del Ticino, in sterrato, tra fango, spine e acqua alta. 2 ore e mezza, almeno 60 km. Fate voi la media oraria, con l’aggravante dello sterrato. Manlio, a Rosolina, temo non possa neanche aggiungere il benefico effetto delle salite e discese a quello, minimo, della distanza. Che stia per appendere la bici al chiodo o che sia solo un poser, il senso non cambia: l’è ‘n catavardon.3

Il secondo punto mi punge sul vivo (pun not intended).
Barbara Sogliano abita a Novara. La “mia” Novara. Penosa.
Ok, da un lato c’è il fatto che in teoria il mio Survival Blog e Scene selezionate fanno parte del medesimo universo narrativo ma non ce n’è traccia, e questo mi dà un po’ fastidio.
Ma mi danno più fastidio gli errori geografici. Perché io sono qui, mica era difficile non accontentarsi di GoogleMaps e chiedere un parere…
Partiamo con Gianni:

“scontri in prossimità dell’imbocco dell’A4, nel nord-est della città. Gianni, che ha un negozio di ottica da quelle parti, diceva che le forze dell’ordine erano impegnate quasi tutti i giorni a dirottare grosse carovane di profughi che venivano da est”

L’entrata dell’A4 a nord-est, tecnicamente è in mezzo al fottuto nulla. Sì, da lì vedi Galliate, Pernate e pure Novara e il cupolone dell’Antonelli, ma se è per questo vedi anche tanti bei campi di mais e le risaie. L’esercizio commerciale più vicino è l’autogrill. Via, sarò ottimista: Gianni ha un negozio di ottica a Pernate (escludiamo la periferia ovest di Galliate, che son solo cascine e villette fotocopia). Ciò significa che Gianni ha il super-udito o la super-vista, per saperne qualcosa di più di un abitante qualsiasi sul fatto che all’uscita dell’autostrada ci siano le forze dell’ordine a dirottare la gente.
Che poi, dirottano la gente… ma allora la parte successiva…

 Io stessa ho visto le foto di un grosso campo nomadi […] nato spontaneamente nei campi dietro il Carrefour vicino all’autostrada. Erano forse in più di quattromila anime a vivere lì. Se avessero tentato di forzare i blocchi, chissà cosa sarebbe successo…

… la parte successiva è una contraddizione colossale! Perché stiamo parlando del Carrefour di Corso della Vittoria, corso che fila dritto quasi fino al centro. Certo, attorno ha dei campi, ma siamo fottutamente dentro i confini cittadini, visto che appena a nord di quel Carrefour c’è Veveri, che è un quartiere di Novara. Peggio ancora: se ci sono le forze dell’ordine che impediscono alla gente di uscire dall’autostrada per riversarsi in Novara, come caspio hanno fatto a giungere in quei campi, entro i confini cittadini? Le uscite autostradali sono o più a est o più a ovest: teletrasporto?
Sorvoliamo sull’innato spirito caritatevole del contadino padano che si vede stanziare un branco di minchioni potenzialmente infetti nel campo?
E poi, se proprio devi lasciare che la feccia potenzialmente infetta ti faccia un campo nomadi vicino a casa, glielo fai fare lungo una strada che è dritta come un fuso fino ai baluardi? Seriously? O_o

Arrivano i carri armati. Barbara, sa che si tratta di

“una compagnia di carristi della Brigata Corazzata Ariete. Tizi che avevano combattuto contro i Gialli sul Ticino e, ancor prima, nell’hinterland occidentale di Milano”

ma, ancora a qualche passo dall’onniscienza, non sa da quale punto esatto entrino in città.
Genericamente da est. E est sia.
Quindi, Bertacciani, difensore dei miei stivali, sei una pippa solenne.

Novara ha una grande feature: il lato est è “separato” da quello ovest dai binari delle FS che vengono scavalcati in tre punti solo da cavalcavia, nel quarto c’è un sottopassaggio (giusto giusto quello di Corso della Vittoria), poi semplici passaggi a livello (ma qui siamo già nelle fette nord e nord-ovest della ferrovia). Se sai che i casini arriveranno da est, cazzo, Bertacciani, mina ‘sti cazzo di cavalcavia!
Arrivano da Corso Milano? Prima fai tiro al bersaglio dai tetti del liceo e dalla caserma. Poi addio cavalcavia dritto!
Arrivano da Corso Trieste? Fai tiro al bersaglio dal tetto dell’Hotel Europa e dal terrazzo dell’Istituto Immacolata4, soprattutto sfruttando il fatto che il cavalcavia è a chiocciola. E poi bum, addio cavalcavia a chiocciola.5

Barbara, da casa propria (periferia nord-ovest), sente

vere e proprie cannonate e poi tutta una serie di spari, molto più numerosi del solito

Stanno sparando a est ma non sono ancora all’ospedale. Posizionando casa di Barbara molto alla cazzo di cane, tra lei e l’ospedale ci sono, spannometricamente, tra 2km e 2,5 km in linea d’aria. Aggiungiamo un centinaio di metri dal luogo della sparatoria? Super-udito per Barbara!
Ma Gianluigi non è da meno.

Questa volta è davvero brutta. Stanno arrivando all’ospedale, cannoneggiano e mitragliano chiunque si mette sulla loro strada. Lì vedo dalla finestra del quinto piano. Hanno perso ogni controllo!

Quinto piano. Il massimo, per il nostro ficherrimo Ospedale Maggiore della Carità. Solo che l’ospedale, a est, ha un mondo di palazzi a precludergli la vista di chicchessia, non importa che stia cannoneggiando o facendo una parata vestito da Giallo. Ci sono edifici e alberi. E il mero fatto che il centro di Novara sia su una collina, non implica automaticamente visibilità maggiorata sul circondario. Ma credo che domattina, dopo essermi fatta salassare, andrò al 5° piano dell’ospedale a controllare, così, per sicurezza. Perché quantomeno il 5° piano in un ala c’è (e forse c’è anche in altri padiglioni, ma hanno la visuale peggiorata dal resto dell’ospedale).
Edit: il quinto piano nell’ospedale di Novara non esiste, al massimo si arriva al quarto. Non ho fatto il controllo della visuale dalle finestre orientate a est e sud del padiglione A (quello più “comodo” per quel che Gianluigi dovrebbe vedere), perché  girare come una cogliona per il reparto di “Degenza Diabetologia” e “Medicina interna 2 Day Hospital” mi sembrava un tantinello eccessivo. Resto dell’opinione che la visuale non sia esattamente da punto panoramico.

Riassumendo, Gianni ha il super-udito o forse la super-vista, Barbara sicuramente il super-udito, Gianluigi forse la super-vista. Ci dev’essere qualcosa, nell’aria o nell’acqua di quella Novara, che da sensi superiori… Ma non è la mia Novara, visto che sono “cecata”.

Credo che Scene selezionate della Pandemia Gialla avrebbe ricevuto molto giovamento da una rilettura.
Queste sono le sole vaccate-typos che ho trovato. Uno può dire: “Beh, non sono tante”. Vero, ma riducono notevolmente il valore del lavoro fatto da Alex. Sono, per la maggior parte, piccolezze. Ma cadere così facilmente sulle piccolezze io lo trovo segno di poca professionalità.

“più l’intervento di un team SWAT per per stanare alcuni contagiati”
“un corteo imbecilli
“Quindici in un trentadue giorni di servizio”
“I civili che avrebbero collaborato con le forze dell’ordine sarebbero stati ricompensati con un posto in alto nelle liste di collocamento.”
“In quella sorta grosso passaggio tra le due unità”
“Louis è tracollato a terra piangendo e non ha detto più nulla per tutto il viaggio di ritorno”
“Io non parlerei tanto di attentati matrice politica, in quei gesti riprovevoli, bensì di pura e semplice xenofobia, di ignoranza e… paura. Se altrove nel mondo sono stati i cinesi a pagare lo Yellow Panic, a noi è toccato soprattutto agli immigrati turchi.”
“Quanti abitanti contava Milano nel settembre del 2011?” <–stiamo parlando del 2014
“A bordo del FDP Pelican l’umore peggiorava?” <– è FDC.
“non solo non saremmo più riusciti a muoverci, bensì avremmo dovuto rinunciare anche a molte delle comodità della nave”
“alcuni di passeggeri”
“ed erano proprio quelle imbarcavano non pochi contagiati al primo o al secondo stadio”
 “qeusto”
“riesco ancora seguire anche in streaming anche nel momento in cui vi scrivo” <– manca un “a”. E c’è un “anche” di troppo; ma togliere del tutto gli “anche”, e andar via più scorrevoli?
“conseguenziale”
“Ovviamente i militari non potevano andare troppo per il sottile, non con le nostre telecamere puntate addosso, perciò hanno riportato tutti a casa.” <– dice esattamente il contrario di quel che vuole dire.
“Gli statunitensi dell’ovest spedivano all’ovest i loro infetti al primo o al secondo stadio” ergo li buttavano a mare? Sfortunatamente no, li mandavano solo a est.
“Sta di fatto che, ora come ora, Safety Area Milwaukee, è un punto luminoso nell’oscurità dilagante degli USA” <– uccidete quella virgola tra soggetto e verbo!
“Ha ottenuto i dovuti permessi agli uffici del governatore”
“Zeus condivide la scarsa conoscenza del mondo al di fuori degli States, caratteristica tipica del proletario americano.” <– condivide con chi? Se la condivide col proletariato americano, la virgola è di troppo.
 “La cosa brutta è il puzzo dei cadaveri oltre la barriera è insopportabile” manca una virgola? Manca qualcosa di più?

1Citazione da School of Rock. Se non capite il senso, chiudete la mano a pugno. Ora alzate dal pugno indice medio e anulare. Ora invitate la persona odiata a leggere tra le righe.
2Provato tempo fa, in prima persona, con abbigliamento invernale, fuori forma come sempre e l’aggravante di una bici 45enne con cestini. Tempo di percorrenza Galliate-Bellinzago e ritorno: 90 minuti, comprensivi di salvataggio tigre di peluches, difficile acquisto cartuccia stampante, conversazione allucinata con un tizio che si era perso.
3Ovvero: è un raccogli-verdoni, che poi sarebbero i baccelli di piselli più grossi e facili da raccogliere dalla pianta, facendo fatica minima e ottenendo risultati minimi. Ovvero: è un incapace.
4Ok, qui forse Bertacciani avrebbe avuto da discutere un po’ con le mie adorate suorine, sempre che non fossero già schiattate tutte… Ma qualche suora coriacea secondo me sarebbe sopravvissuta anche all’inizio della Gialla.
5Che tra l’altro, se i carri armati avessero scelto questa, di opzione di salita verso il centro… Ma non andiamo OT!

Edit: ho cambiato l’immagine della copertina perché la versione gif animata recuperata sul sito di Cyberluke è troppo tecnologica per quel minchione a rotelle di splinder. =_=

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6 commenti su “Scene selezionate della Pandemia Gialla

  1. Ciao.

    Non ho ancora letto per intero il romanzo, comprato solo per verificare che vi fossero CC che favoriscono la libera distribuzione, ma la tua sembra una buona recensione. E molto diversa da come l'autore l'aveva fatta sembrare nel suo mongolico rant contro i criticoni dei dettagli piccini-picciò. Altro che muri rossi o gialli in palazzi sperduti di lontani paesi… Novara non è proprio l'estremo oriente.

    Ti ho linkata nel mio ultimo articolo.

    Il Duca.

  2. Considerando il comportamento indegno tenuto dall'autore, che ha mentito sulla natura delle critiche realmente ricevute per non far la figura del fesso, ero in dovere di commentare questo post lasciato vuoto da tutti.

    Vuoto non perché non l'abbiano letto, ma perché i meccanismi del lecchinaggio editoriale, i "vogliamoci bene" e "non diciamo male mai perché se no quando scriveremo DA CANI pure noi verremmo aggrediti dagli ex-compagni di merende", si stanno ricostruendo attorno a certi soggetti autopubblicati.

    Scrivere male non è un problema. Ho letto un ebook autopubblicato orrendo, una cagata aberrante, ma l'autore è una persona che non dice stronzate e il prezzo era molto basso. Non ho detto niente. Scrivere male è un diritto: se qualcuno mi chiederà un parere dirò com'è, come ho già fatto con chi me lo ha chiesto in privato, ma non lo martellerò di mazzate per primo sul blog se si comporta da autore serio.

    Non è una caccia alle streghe, bisogna prendersela solo quando vale la pena. Ovvero contro i coglionazzi del "merda chi legge i manuali" e "caccapupù chi si informa", che poi si vede infatti come scrivono: roba che non è buona nemmeno per i maiali.

    Arroganza mischiata con imcompetenza e idiozia. Il male per tutto il mondo degli autopubblicati: uno si legge questi e dopo, sicuro, comprerà solo ebook col marchio rassicurante di un Grande Editore. ^_^
    Se uno invece è un autore per bene, uno che non fa male a nessuno, e magari che non si fa leccare dai gruppetti, sono più dell'idea di non dir nulla: il mercato, senza recensioni drogate, può autoregolarsi.
    Non abbiamo bisogno di nuove cricche di timorosi lecchini. Il digitale non deve diventare come il mondo della carta.

    Ma questo silenzio timoroso accanto alla tua recensione, che pure conoscono tutti, si trova senza problemi, mi ha fatto girare il cazzo. E come al solito altri nomi di "lecchini" sono finiti nel mio archivio degli indesiderabili. Internet ha la memoria lunga e io, per sicurezza, ho pure un archivio con tutta questa gente schedata. E il signore e il suo amichetto cetaceo hanno detto così tante stronzate indegne da essere nella top dei peggiori (PS: il cetaceo ha pure detto in pubblico che è lecito e giusto smerdare la gente – se un giorno lo massacrerò gli rivolterò contro la sua stessa autorizzazione morale). ^_^

    Brava Zeros83.

    Anche per come hai reagito allo sgradevole risultato nel concorso. È difficile subire critiche, ma tu a differenza di mcnab le sai ricevere sul serio e non solo "a chiacchiere" (i famosi "accetto le critiche" i mcnab sono ridicoli, menzogne scoreggiate controvento).

    Il Duca.

  3. io la trovo una recensione severa, che si concentra solo sui difetti tralasciando i molti pregi, ma sopratutto è poco utile per chi si deve orientare tra gli ebook di genere. sembra la correzione di un compito in classe, ma quel punto tanto valeva fare le rimostranze via mail direttamente all'autore.
    Martin S

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