Warbreaker di Brandon Sanderson


Titolo: Warbreaker
Autore: Brandon Sanderson
Pagine593
Genere: fantasy. High fantasy. Ma niente elfi, grazie a Cthulhu!
Editore: Tor Publishing
Lingua: inglese
ISBN: 978-0765320308
Prezzo: hardcover a 18.45$ su Amazon.com, oppure download gratuito qui in formato pdf.
Incipit: “It’s funny, Vasher thought, how many things begin with my getting thrown into prison.”

Trama: Due regni, Hallandren e Idris, sull’orlo della guerra. Di qui il tentativo di alcuni personaggi per fermarla, la guerra, mentre altri la fomentano. Detta così, non sembra una grande trama. Però lo è, perché fondata sulla delicata e complessa politica dei due regni, sugli accordi, tradimenti e intrighi della corte di Hallandren. Perché vista attraverso tre punti di vista principali, più uno importante ma che appare poche volte, e un paio di POV accessori. Perché fondata su un background lungi dall’essere l’ennesimo mondo fantasy fotocopiato.
Il centro dell’azione è la città di T’Telir, la capitale del regno di Hallandren. Come pensa uno dei personaggi, “Hallandren: land of Returned gods, Lifeless servants, BioChromatic research, and—of course—color”.
Partiamo dal fondo: colori. I colori sono il fulcro della cultura di questo mondo. L’amore per i colori, il commercio delle tinture, l’uso di colori su colori per abbellire qualsiasi cosa. E l’uso del Respiro BioCromatico.
Ognuno nasce con un Respiro BioCromatico e di conseguenza un’aura BioCromatica. Però chiunque può donare il proprio Respiro a un altro, o comprare (ad alto prezzo) il Respiro di un altro. Molti respiri uguale la possibilità di usarli per Risvegliare un oggetto e fargli seguire semplici Comandi. Un Awakener capace, può usare i Respiri per creare un Lifeless, ovvero rianimare un cadavere opportunamente trattato e fare in modo che segua i suoi ordini.
E poi ci sono gli Dei Ritornati: Hallandren è una teocrazia, guidata dal God King e dalla sua corte. Tutti Ritornati, ovvero persone che sono morte ma poco dopo sono ritornate in vita, dimentiche del loro passato, potentissime ma destinate a morire in 7 giorni se non nutriti di un Respiro a settimana. E così ogni dio sopravvive ricevendo respiri in dono e nutrendosi di essi.
Ma dall’altra parte c’è Idris: un piccolo regno, quasi un’enclave entro Hallandren. Un’enclave di colori spenti, modestia, fede in un unico dio (Austre, Lord of Colors) e orrore per i Ritornati e quegli abomini che sono, agli occhi di Austre, i Lifeless. E la convinzione che il Respiro sia l’anima di una persona, e che quindi perdere o prendere un Respiro sia un atto blasfemo e orribile.
Due regni che, con queste premesse, non possono andare d’accordo. Infatti la guerra è imminente.

La storia è molto buona e motivata, con solo un paio di sbavature. Il background emerge piano piano, attraverso le riflessioni dei personaggi o le loro scoperte personali, con pochissimo infodump e sempre aggraziato.
Rimangono, a fine romanzo, alcuni piccoli punti oscuri, ma sono, appunto, piccoli. Non cambiano la trama e non stravolgono l’esperienza di lettura. Sono piccolezze che uno vorrebbe spiegarsi e le cui spiegazioni non hanno trovato posto nel libro perché altrimenti sì che saremmo di fronte a degli infodump.

Forse i personaggi non saranno super sfaccettati, ma sono piacevoli, interessanti, con reazioni realistiche a quel che accade e con altrettanto realistici scopi.

Altro punto di forza i dialoghi: grandiosi! Lightsong è meraviglioso, con una voce chiara e sardonica, perfettamente distinguibile; Vasher è grumpy non perché lo dicono gli altri, ma perché suona grumpy.
E Nightblood. Nightblood è grandiosa! O forse dovrei dire grandioso. Chissene, è la grandiosità quel che conta:

“The three guards lay dead. One of them sat in a chair. Nightblood, still mostly sheathed, had been rammed through the man’s chest. About an inch of a dark black blade was visible beneath the silver sheath.
Vasher carefully slid the weapon fully back into its sheath. He did up the clasp.
I did very well today, a voice said in his mind.
Vasher didn’t respond to the sword.
I killed them all, Nightblood continued. Aren’t you proud of me? […] I knew you’d be impressed, Nightblood said, sounding satisfied.”

Oh, all right, the sword said. You can admire me a little bit longer, if you must. After that, though, we really need to get back to shore.

È la magia, quello che rimane in mente. Leggetelo e ditemi se non è vero, se non vi ritrovate a pensare e immaginare le scene anche dopo aver messo giù il libro (o spento il computer/lettore).
E non fatevi spaventare dal numero di pagine: scorrono che è un piacere.

Piccole note:
1) NON andate a leggere quello che Fantasy Magazine dice del libro, perché è così gentile da sputtanarvi entro la parola numero 107 uno dei punti di svolta più interessanti del libro. Piccola sorpresa, ok, ma vaffanculo!
2) grazie a Davide Mana che ha segnalato Warbreaker e grazie a cui ne ho scoperto l’esistenza. Se stessi masterizzando anche io, come lui, vorrei adattare il sistema di magia per un’avventura o una mini-campagna 🙂
3) La copertina bellissima è opera di Dan Dos Santos: un grande coi pennelli! *__*

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...